Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘PCI’

Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Quando nel 1970, i cittadini italiani tra cui i marchigiani, sono stati chiamati ad eleggere il primo consiglio regionale, Potenza Picena è riuscita, nel collegio di Macerata, a vedere eletto un proprio concittadino, Romualdo Clementoni, candidato nelle liste del Partito Comunista Italiano. Insieme a lui sono stati eletti nella nostra Provincia per lo stesso PCI Giuseppe Cerquetti e Vincenzo Palmini.

Romualdo Clementoni

Romualdo (Girio) Clementoni nasce a Potenza Picena il giorno 2 agosto del 1927 da Giuseppe, muratore, e da Francesca Domenichini, casalinga, in Via Corso Vittorio Emanuele II n.344.

Era il primo di 5 figli, tra cui Arnaldo, anche lui muratore emigrato in Francia, a Parigi, nel 1956, Anna, Maria Pia e Stellina.

Studia alle scuole elementari locali con la maestra Dolores Calandri, poi dopo le elementari frequenta l’avviamento professionale. Successivamente si specializza nei corsi per muratori della locale scuola d’arte applicata all’industria “Ambrogio della Robbia”, diretta dal prof. Giuseppe Asciutti.

Finita la scuola d’arte inizia l’attività edile con il padre Giuseppe, bravissimo capo-mastro muratore, anche lui allievo della scuola d’arte. La famiglia Clementoni a Potenza Picena è considerata la più importante nel campo edile, avendo iniziato con il capostipite Pasquale (Pasqualì), nonno di Romualdo ed oggi è arrivata alla quarta generazione, con Massimo e Gianfranco Clementoni, figli di Franco.

Romualdo Clementoni risulta tra i fondatori della società sportiva di calcio locale, l’Unione Sportiva Potentina, presieduta nel 1945 da Pierino Pierandrei e nel primo direttivo ricopre la carica di segretario.

Partecipa giovanissimo all’attività politica locale, si iscrive a soli 17 anni al PCI santese (tessera n. 2280), subito dopo la liberazione di Potenza Picena da parte dei soldati polacchi del Reggimento Skorpion il giorno 13 agosto 1944. Diventa successivamente segretario della locale sezione del PCI “Francesco Margaritini”.

Romualdo Clementoni sul palco ad una manifestazione del PCI insieme a Pietro Ingrao a dx, Argeo Gambelli sx, e Giuseppe Cerquetti dietro. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1958, dopo aver frequentato la scuola di partito del PCI alle Frattocchie, lascia il lavoro da muratore per diventare funzionario politico a tempo pieno, dal 1959.

Ha ricoperto importanti incarichi   politici, sindacali ed istituzionali.

E’ stato segretario provinciale del PCI di Macerata dal 1962 al 1968.

Ha fatto parte degli organi dirigenti regionali del PCI, è stato segretario provinciale della Federazione Mezzadri della CGIL dal 1968 al 1970 e membro del CO.RE.CO. (Comitato Regionale di Controllo) di Ancona dal 1980 al 1985. Inoltre viene eletto consigliere comunale a Macerata dal 1965 al 1970 e consigliere regionale del PCI delle Marche dal 1970 al 1980, per due legislature consecutive.

Romualdo Clementoni parla a nome del PCI di Macerata al primo congresso provinciale del PSIUP presso la Sala Verde del Teatro Lauro Rossi di Macerata, 8/12/1965. Foto prop Stellina Clementoni.

Durante il tentato golpe di stato del generale De Lorenzo nel 1964 era tra coloro che dovevano essere arrestati dai golpisti e deportati in Sardegna, a Capo Marrangiu, insieme ad altre 700 persone da arrestare in tutta Italia. Insieme a lui Luigi Manzi di Porto Potenza Picena, Giuseppe Cerquetti, Dandolo Sebastianelli, Irnerio Madoni e Argeo Gambelli, della Provincia di Macerata.

Il giorno 31/10/1953 si è sposato a Camerino con la signora Giuseppa Bisbocci e dal loro matrimonio sono nati 5 figli.

Nel 1959 si è trasferito da Potenza Picena a Macerata ed è morto a Perugia il giorno 30/07/1986.

Potenza Picena è orgogliosa di questo suo muratore, Romualdo Clementoni, un figlio illustre della nostra terra santese che ha dedicato tutta la sua vita all’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, venendo anche lui dal mondo del lavoro manuale e che ha onorato con la sua fattiva presenza l’istituzione regionale marchigiana per ben 10 anni.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Sul tavolo si notano Massimo Gattafoni, Stelvio Antonini, Domenico Valori, Dandolo Sebastianelli, Adolfo Peroni, Ernsto Cicconi ed Argeo Gambelli. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Quest’anno, in occasione dei 50 anni dalla istituzione delle Regioni, anche nelle Marche è stato festeggiato questo avvenimento, ricordando Romualdo Clementoni, tra i primi consiglieri regionali nel 1970.

Nel libro della CGIL Marche “Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche (1900-1970)”, a cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini, presentazione di Gianni Venturi, Casa editrice Ediesse srl Roma 2006, Stefano Trovato ha tracciato una completa biografia di Romualdo Clementoni, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo biografico di Stefano Trovato

Romualdo Clementoni al centro insieme a Feltre Bartoccia dx ed Argeo Gambelli a sx. E’ prensente anche il piccolo Mauro Clementoni, figlio di Romualdo.

Nasce a Potenza Picena (MC) il 2 agosto 1927. Subito dopo la guerra divide il suo tempo tra il partito e l’impresa edile del padre Giuseppe, il quale ha aderito in un primo momento al fascismo, partecipando volontariamente alla campagna di Abissinia, ma poi si è iscritto al PSI, quindi al PCI.

Nei primi anni cinquanta Clementoni è coordinatore, per il Partito comunista, della zona di Montelupone, Morrovalle e Potenza Picena. A ridosso del decennio successivo lascia l’azienda della famiglia per dedicarsi a tempo pieno alla politica, diventando funzionario della Federazione maceratese del PCI. Conosce a Camerino, durante una campagna elettorale, Giuseppa Bisbocci, che sposa e con la quale ha cinque fi­gli. La sua formazione culturale e politica si svolge per intero nel partito: Clementoni fre­quenta la scuola delle Frattocchie e si reca varie volte in URSS.

Romualdo Clementoni a dx insieme a Stelvio Antonini. Foto tratta dal libro di Stelvio Antonini “Saluti si, ma niente baci” – Il lavoro editoriale, Ancona 1998.

Nel 1962 si tiene un Congresso straordinario e di rinnovamento del PCI nella provincia di Macerata. A guidare la federazione, al posto di Ernerio Madoni, vie­ne chiamato Clementoni, incarico che egli manterrà fino al 1968. Questi sono gli anni delle lotte mezzadrili, in cui il partito e la CDL — guidata da Argeo Gambelli e poi, dal 1965, da Vincenzo Palmini – sono fortemente coinvolti. L’apice di questa fa­se si tocca nel 1965 con l’arresto dello stesso Palmini. La direzione di Clementoni si con­centra nel tentativo di rompere l’egemonia della DC sul “blocco agrario”. La sua strategia mira a ridare la terra ai contadini partendo dai fondi posseduti dagli enti pubblici, per dar vita a cooperative-pilota sganciate dalla Confagricoltura. Questa linea permette l’adesione alla Federmezzadri di molti coloni in precedenza legati alla D.C.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Seduti sul tavolo Stelvio Antonini, Domenico Valori, Ernesto Cicconi e Guido Cappelloni. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1965 Clementoni viene eletto consigliere comunale a Macerata, carica che conserva fino al 1970. Siede poi nel consiglio cittadino anche di altri centri della provincia. Il 25 settembre 1968 si dimette da segretario della Federazione comunista a causa delle scelte compiute dal partito in merito alle candidature per le elezioni politiche. Lo sostituisce Stelvio Antonini. Nello stesso anno, anche per l’esperienza maturata nel settore agricolo, Clementoni viene chiamato a dirigere la Federmezzadri – CGIL, organiz­zazione che guida fino al 1970, anno in cui il PCI decide di candidarlo alla regione Marche. Eletto nel consiglio regionale, diviene una delle figure più in vista del partito. Si occupa sia di questioni istituzionali, in particolare dello statuto regionale, sia di quelle relative ai vari settori produttivi. Viene riconfermato consigliere anche per la legislatura seguente, terminando il mandato nel 1980, anno in cui diventa membro del comitato regionale di controllo. Successivamente si dedica all’attività associativa: è presidente dell’associazione maceratese italo-argentina “Il Ponte” e si impegna, riprendendo un suo vecchio interesse, nel campo delle organizzazioni sportive. In seguito a problemi cardiaci muore il 30 luglio 1986 presso l’ospedale di Perugia.

Articoli correlati:

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: