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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Mobili donati dalle clarisseLe Monache Clarisse di Pollenza hanno donato molte opere d’arte, quadri, acqueforti e mobili antichi al nostro comune, provenienti dal Monastero di San Tommaso di Potenza Picena, Monastero chiuso nel 2008.
In tre precedenti articoli abbiamo ampiamente parlato dei quadri, acqueforti ed oggetti. Ora, con questo ultimo articolo, vogliamo approfondire la conoscenza di tutti i mobili antichi che sono stati donati alla nostra comunità.
Nello specifico si tratta di n° 6 cassapanche in noce, n° 2 comò, n° 2 tavolinetti, n° 12 sedie,  un leggio ed una vetrinetta per un totale di n° 24 pezzi.
È un patrimonio straordinario, unico nel suo genere, che andrebbe anche restaurato e valorizzato collocandoloMobili donati dalle clarisse all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, dove già si trovano dal 2 giugno 2017 quadri, acqueforti, n° 2 planimetrie ed un prospetto del Monastero di fine Settecento dell’Architetto Pietro Augustoni, insieme ad oggetti provenienti dal Monastero di San Tommaso di Potenza Picena, oltre alle 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII ed ai quattro antifonari dei sec. XVI e XVII.
Il loro valore storico ed economico è notevole e le bellissime foto di Sergio Ceccotti li esaltano, consentendo ai nostri affezionati lettori di apprezzarli maggiormente.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Il Monastero delle Clarisse di Potenza Picena è stato chiuso nel mese di agosto del 2008 e le ultime monache presenti, 4 in tutto, si sono trasferite nel Monastero di San Giuseppe delle Sorelle Povere di Santa Chiara a Pollenza.
All’interno del Monastero di Potenza Picena, le cui origini risalgono al 1227, sono rimaste molte opere, in particolare nella cappellina, una tela molto significativa ma ridotta in pessime condizioni, il “Calvario” di autore ignoto, degli inizi del sec. XVIII.
Le sue dimensioni, centimetri 292×350, ed il tipo di tecnica pittorica, una tempera su tela, fanno supporre che quest’opera d’arte non sia stata mai collocata in un altare, in particolare in quello principale della Chiesa di San Tommaso Apostolo, bensì prevalentemente utilizzata come un fondale, sistemata in origine all’interno della Chiesa delle Clarisse, probabilmente nella parete del presbiterio, come accenna padre Giuseppe Santarelli nel suo libro del 1993 che parla del Monastero. Al Comune di Potenza Picena sono state donate della Clarisse molte opere, tra cui la suddetta tela, la quale il giorno 29 settembre 2016, al mattino, è stata trasferita dal Monastero delle Clarisse di via Marefoschi ai locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento, ristrutturati di recente. Il trasferimento è stato autorizzato dalla Soprintendenza di Ancona ed effettuato dalla Ditta Archigeo di Fermo del Geom. Massimo Rugginelli Fanini e dell’Architetto Patrizia Rugginelli Fanini con i restauratori Linda Ricci e Paolo Sciapichetti.
Il Calvario part. inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Questi ultimi hanno anche provveduto ad un’accurata pulizia della tela, togliendo in particolare la polvere che si era accumulata negli anni e fissando il nuovo telaio. L’intera operazione di trasporto, pulizia e sistemazione della tela è costata al nostro Comune la somma di Euro 700 + IVA. Le operazioni sono state coordinate dall’Economo Comunale.
Il Comune di Potenza Picena si è anche riproposto, in una fase successiva, di procedere al restauro della tela, visto il suo notevole valore artistico e religioso, anche se il costo dell’operazione sarà considerevole, tenuto conto delle dimensioni dell’opera d’arte e delle sue condizioni.
Nel passato la tela in oggetto non è sfuggita all’attenzione di padre Giuseppe Santarelli, esperto d’arte, che nel libro “Il Monastero delle Clarisse di Potenza Picena” del 1993 a pag. 64 cita questa opera definendola “il Calvario che raffigura Cristo in Croce, con i due ladroni sul patibolo a lati; sotto, a destra la Maddalena in ginocchio, stretta alla croce, la Madonna e San Giovanni (Evangelista, il discepolo prediletto dal Signore); a sinistra due soldati e sullo sfondo, altri (2) personaggi (uno di questi potrebbe anche essere il committente dell’opera e si nota anche la raffigurazione di una città che dovrebbe essere Gerusalemme).
La tela secondo l’inventario del 1728, citato nel libro, fu eseguita su commissione di suor Giovanna Evangelista Nobili di Corridonia, Abbadessa (del Monastero) nel 1728 e costò 30 scudi. Il Cristo denuncia noti modelli reneschi” (Guido Reni, Calvenzano (BO), 4/11/1575, Bologna 18/8/1642).
Il Calvario part. inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.Questa tela nel 1811, insieme ad altre otto presenti nelle chiese locali, cioè quella di Sant’Antonio di Padova dei Frati Minori, di San Tommaso Apostolo del Monastero delle Clarisse, di San Pietro, e di San Lorenzo dei Frati Cappuccini, secondo quanto scrive il Dott. Mauro Mancini nella sua tesi di Laurea del 1972 “Monte Santo e la sua Amministrazione sotto il Regno Italico (1808-1815) dai documenti dell’Archivio Storico del Comune”, doveva essere portata via dalla nostra città e collocata presso le collezioni della pubblica istruzione statali. La scelta era stata fatta da Antonio Boccolari, professore presso l’Accademia di Modena. Fortunatamente quanto previsto dal Prof. Boccolari non si è realizzato e le nove tele non sono state portate fuori da Monte Santo. Ci si augura che il proposito dell’Amministrazione Comunale di procedere al restauro di questa grande tela divenga realtà e che possiamo in un prossimo futuro vedere quest’opera nella sua originaria bellezza. Ringraziamo il nostro Sindaco Francesco Acquaroli per aver voluto fortemente valorizzare questa importante tela, come ringraziamo le Clarisse di Pollenza che hanno donato al nostro Comune questa bellissima opera d’arte.

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