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Copertina del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

a cura di Simona Ciasca a Paolo Onofri

Maurizio Margaretini di Potenza Picena dopo il suo primo libro “Quande cose deo zomba, da Galazzà ad Affari tuoi” del 2012, ci regala un nuovo divertente libro, stampato nel mese di Gennaio 2020 dalla Tipografia di Cingolani Rodolfo di Potenza Picena “Quella volta che … aneddoti e curiosità’’.

Il libro nasce dai ricordi di Maurizio Margaretini e dalla collaborazione dei suoi amici Giuseppe Percossi e Silvano Carota.

È la terza volta che ci occupiamo di Maurizio Margaretini. La prima volta è stato nel 2012, dopo che Maurizio aveva vinto il giorno 17/1/2007 nella nota trasmissione televisiva condotta da Flavio Insinna “Affari tuoi” la considerevole somma di Euro 125.000, diventando un personaggio caratteristico, il Mister Bean delle Marche, per la sua somiglianza sorprendente con l’attore inglese.

Anche l’inviato della trasmissione RAI “La vita in diretta” Gianfranco Agus è venuto a Potenza Picena a trovare Maurizio Margaretini. La seconda volta nel 2014, in occasione dell’uscita del suo primo libro “Quande cose deo zombà, da Galazzà ad Affari tuoi”, dove parla della sua esperienza e partecipazione alla nota trasmissione condotta da Flavio Insinna, della sua vincita e della sua vita nel quartiere popolare di Galiziano a Potenza Picena.

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Retro del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Maurizio Margaretini nasce a Macerata il giorno 6/9/1957 da Dino e da Palmina Bernardi e con questo nuovo libro, il secondo della sua carriera, “Quella volta che … aneddoti e curiosità”, ci parla della sua esperienza di vita dagli anni Sessanta fino al Duemila, della sua giovinezza nel quartiere di Galiziano, “Galazzà”, delle sue esperienze giovanili, delle ragazze, degli amici, della scuola, del suo lavoro presso la fabbrica di strumenti musicali Bontempi di Potenza Picena, della sua famiglia, di suo padre Dino, di sua madre Palmina e del suo nonno materno Cesare. Il libro è arricchito da molte foto, 40 più quelle di copertina e del retro, in bianco e nero ed a colori, che vanno dagli anni Sessanta al Duemila. Sono molto originali e suggestive.

Neorealisti i suoi racconti degli anni Sessanta del Novecento a Galiziano il quartiere più povero e popolare di Potenza Picena. I racconti di Maurizio dei suoi amici d’infanzia chiamati con i loro soprannomi, come si usava all’epoca, Tacchi, Cica, Cino, Marruè, Scimba, Persica, Colgate ed il gigante buono Mirco con il suo cane Jack, i giochi che si svolgevano in questo quartiere della nostra città, come il calcio, il ping-pong a casa di Maurizio, dove il più bravo era sicuramente Marruè, Francesco Agostini, purtroppo morto tragicamente il giorno 25/3/1982 insieme a Roberto Boccanera in un incidente stradale mentre i due si recavano a Treia per partecipare ad una riunione di società di pallavolo (Francesco era il Presidente della Società di Pallavolo di Potenza Picena). Altro gioco molto interessante e praticato a Galiziano era quello del “papa”, che Maurizio racconta molto ampiamente e che si giocava presso i “mori”, il Piazzale San Martino ed anche lo “scivolo” lungo la scarpata del Mercato delle Monache.

Ogni decennio viene ricordato per un avvenimento particolare a carattere generale e nazionale. Negli anni Sessanta si ricorda lo sbarco sulla Luna del giorno 21 Luglio 1969, negli anni Settanta la famosa partita di calcio ai campionati mondiali in Messico del giorno 17/6/1970 finita 4 a 3 a favore dell’Italia contro la Germania, negli anni Ottanta la vittoria dei mondiali in Spagna dell’Italia contro la Germania per 3 a 1.

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Maurizio Margaretini con la madre Palmina Bernardi. Foto tratta dal libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Gli anni Novanta del Novecento da Maurizio Margaretini vengono ricordati in particolare per i tanti matrimoni dei suoi amici. Tutti si sono sposati ad eccezione di lui, Maurizio e di Silvano Carota, rimasti ancora oggi scapoli. Gli anni Duemila vengono rappresentati solo da foto. Quest’ultimo lavoro di Maurizio Margaretini è molto interessante e gustoso, fa ridere e riflettere intensamente. Va letto per conoscere maggiormente la vita dei ragazzi di un quartiere popolare ed importante della città di Potenza Picena come quello di Galiziano, dove ancora oggi è presente la sua antica Porta, l’unica che si è salvata in tutta la città, testimonianza medioevale straordinaria.

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Facciata della Porta di Galiziano con un solo faro funzionante. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 18 Marzo 2019 la facciata della Porta di Galiziano di Poten­za Picena è stata abbellita da due fari a led posti alla base del nostro monumento. Una bella iniziativa dell’Amministrazione Comunale. Lo spettacolo notturno della facciata della Porta di Galiziano illuminata è veramente suggestivo ed esaltante per il nostro antico monumento, l’unica Porta medievale che si è salvata delle 4 presenti a Monte Santo. Uno dei più belli monumenti della nostra città, di cui essere orgogliosi.

Già dal giorno 30 Luglio 2019 il faro posto a destra della Porta entrando non funzionava più.

I tecnici incaricati dal nostro Comune sono intervenuti a sostituire la lampada non funzionante solo il giorno 6 Settembre 2019. Sembrava risolto il problema, ma non era così.

Lo stesso faro il giorno Mercoledì 11 Settembre 2019, cioè solo dopo 5 giorni da quando era stato sostituito, già non era più funzionante. Quali sono i motivi del mancato funzionamento del faro in questione?

I fari a led dovrebbero avere una lunga durata, salvo che la struttura non sia stagna, e quindi può entrare l’acqua che lo danneggia. Se questa condizione non è presente è inutile farlo funzionare, salterà sempre, come è già successo per ben due volte consecutive.

Bisogna allora sostituire tutta la struttura interna e che questa volta sia stagna, come è stagno l’impianto dell’altro punto luce presente alla base della Porta di Galiziano, che appunto continua regolarmente a funzionare.

Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

Dopo l’evento del giorno 9 Luglio 2019, la violenta tromba d’aria che ha colpito Potenza Picena, anche la Porta di Galiziano ha avuto delle gravi conseguenze. La guaina che si trova sopra al monumento è stata sollevata e con la pioggia e grandine del giorno mercoledì 2 Ottobre 2019 si nota una notevole infiltrazione d’acqua dalla volta. Bisogna anche in questo caso intervenire per evitare danni molto più gravi al monumento. Da molti mesi inoltre sotto alla porta di Galiziano hanno trovato il loro ideale rifugio diversi piccioni, che durante la notte vi stazionano regolarmente, lasciando per terra i loro escrementi.

Non è possibile evitare lo stazionamento degli animali, ponendo dei dissuasori? È tanto difficile?

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Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

In due precedenti articoli abbiamo parlato molto ampiamente sia della Por­ta San Giovanni che di quella di Girola o Marina.

Inoltre abbiamo fatto conoscere i lavori di restauro e l’inaugurazione della Porta di Galiziano del giorno 9 giugno del 1999.

Con questo articolo facciamo invece conoscere la storia della Porta di Galiziano, l’unica Porta medievale della nostra città che è giunta inte­gra fino a noi.

La Porta di Galiziano risale agli anni compresi tra le fine del sec. XIV e gli inizi del seguente, epoca nella quale viene ampliata la cinta mura­ria della “terra” di Monte Santo, fino a comprendere quello che nel catas­to del 1372 viene chiamato il Borgo del quartiere di san Pietro, in segui­to denominato di Galazzano (o di San Giacomo). Il manufatto munito di doppie porte ha subito nel corso dei secoli vari interventi, tra cui quel­lo del 1567, del 1775, quando viene rifatta la facciata esterna secondo lo stile neoclassico, ed i restauri del 1854 e del 1894. I lavori di restau­ro del 1854 sono stati scoperti analizzando attentamente le foto di Sergio Ceccotti. Anticamente la Porta era una costruzione che ospitava il corpo di guardia sormontata da “pinnacoli”, come risulta da una mappa del 1817. Nel 1960 è stata isolata dalle mura castellane ed effettuato un appros­simativo restauro. Nelle vicinanze della Porta si trovava la chiesa della Madonna delle Lacrime o Madonnetta, demolita nel 1961 per consen­tire 1’ampliamento della strada.

img073 Il giorno 29 ottobre del 1961 è stata collocata sotto alla Porta di Galiziano una immagine della Madonna con Bambi­no in terracotta, opera del Prof. Giuseppe Asciutti. Davanti alla Porta invece è stato collocato uno stemma del comune di Potenza Picena in terra­cotta, sempre opera del prof. Giuseppe Asciutti. Il giorno 3/11/1997 la Porta è stata chiusa al transito pedonabile per il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto causato dalle infiltrazioni d’acqua. L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Morgoni, con due distinti progetti ha stanziato la somma di Lire 78.000.000 da destinare alla impermeabilizzazione superiore ed al restauro interno ed esterno del manufatto. I lavori edili sono stati eseguiti dall’impre­sa di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio e 1’inau­gurazione del monumento è avvenuta il giorno 9 giugno del 1999.

Porta Galiziano e Chiesa della Madonna delle Lacrime.In questi ultimi mesi sono state tagliate le due palme che abbellivano l’esterno della Porta di Galiziano, in quanto colpite dal punteruolo ros­so. Inoltre dal giorno 18 marzo 2019 la facciata della Porta di Gali­ziano è stata abbellita da due faretti a led posti a terra che la rendo­no di notte molto suggestiva ed attraente. Sono stati anche sostituiti i due pali dell’illuminazione che si trovano esternamente alla Porta, sempre alimentati a luci led, come è avvenuto anche per l’illuminazione interna alla Porta.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta Galiziano negli anni '30.L’unica Porta medievale di Potenza Picena che si è salvata è stata quella di Ga­liziano, nell’omonimo quartiere, anticamente chiamato di San Pietro. Le altre tre porte di accesso al centro storico di Monte Santo non esistono più; la prima che è scomparsa, quella più piccola, solo pedonabile, era quella del Cunicolo o della Cava, che si trovava a tramontana, nella zona delle Fontanelle, nel quartiere di Sant’Angelo. Oggi a ridosso del­le abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti, troviamo un muretto con delle feritoie che testimonia la sua esistenza.

La seconda, la più importante, quella chiamata Girola o Marina, si trova­va nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve ed è stata abbattuta nel mese di dicembre del 1950.

La terza, quella di San Giovanni, nel quartiere omonimo, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, è stata abbattuta nel 1956.

Anche la Porta di Galiziano ha corso questo rischio nel 1960, quando è stata trovata la soluzione isolandola dalla cinta muraria antica.

Nel 1961 allargando la strada Provinciale che porta a Montelupone e Macerata, è stata invece abbattuta la Madonnetta, cioè la chiesa della Ma­donna delle Lacrime o del Pianto. Nello stesso anno, il giorno 29 Otto­bre 1961, sotto alla Porta di Galiziano, è stata collocata una terracotta del prof. Giuseppe Asciutti, raffigurante la Madonna con Bambino, mentre da­vanti alla Porta è stato collocato uno stemma comunale di Poten­za Picena, sempre in terracotta, opera del prof. Giuseppe Asciutti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.Fino al 1946 era presente invece lo stemma sabaudo. Il giorno 3/11/1997, si è verificato il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto antico, e al quel punto la Porta di Galiziano è stata chiusa al transito pedonabile.

L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Margoni, ha richiesto all’ufficio Tecnico comunale di predisporre un progetto di res­tauro, in due stralci, il quale è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Ancona ed i lavori sono stati affidati all’impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio, per una spesa complessi­va di Lire 78.000.000. In questo modo la Porta di Galiziano è stata riportata al suo antico splendore storico ed architettonico.

L’inaugurazione della Porta di Galiziano restaurata è avvenuta il gior­no mercoledì 9 giugno del 1999, cioè 20 anni fa, e sono intervenuti molti ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie di Potenza Picena, insieme ai loro insegnanti e professori, oltre che al Preside ed al Direttore Di­dattico.

All’inaugurazione della Porta di Galiziano doveva partecipare anche il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, ma per le polemi­che che la sua presenza aveva sollevato, non è più intervenuto.

Per la benedizione è invece stato presente il guardiano dei frati Minori, padre Nazzareno Capriotti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.La presentazione storica della Porta di Galiziano è stata fatta da Paolo Onofri, che per l’occasione aveva anche preparato e distribuito tra gli intervenuti ed i ragazzi di tutte le scuole, una pubblicazione che parla­va sia della Porta di Galiziano che delle altre tre porte medievali di Monte Santo, sponsorizzata dalla Cooperativa Vini Montesanto di Potenza Picena e stampato dalla Tipografia Cingolani Arnaldo, con foto di Bruno Grandinetti.

Sono intervenuti: il prof. Arturo Sardini, il Diret­tore didattico della scuola elementare prof. Francesco Forti ed il Pre­side della scuola media, prof. Dario Magnamassa, mentre una bambina ha letto una poesia.

Il sindaco Mario Margoni ha parlato a nome dell’Amministrazione comuna­le. Una bambina delle scuole ha infine tagliato il nastro di inaugura­zione della Porta di Galiziano restaurata.

Il servizio fotografico è stato curato da Luigi Anzalone, da pochi me­si operante a Potenza Picena, mentre Giordano Giretti di New Look ha effettuato delle riprese, oggi inserite in Rete.

Il restauro della Porta di Galiziano rappresenta un evento veramente straordinario che ci ha ridato in tutta la sua bellezza originaria questo monumento simbolo storico della nostra comunità, di cui essere orgogliosi.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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Porta Galiziano durante la sostituzione della guaina. Foto di Sergio Ceccotti.

Porta Galiziano durante la sostituzione della guaina. Foto di Sergio Ceccotti.

La pioggia intensa e continuativa del giorno 23 marzo 2016 aveva messo in evidenza le gravi infiltrazioni d’acqua pluviale all’interno della porta di Galiziano a Potenza Picena. Cosa era successo?

La guaina che era stata posta sopra al manufatto antico si era staccata e consentiva in questo modo la penetrazione dell’acqua all’interno del monumento, causando gravi danni.

L’ufficio tecnico comunale, tramite il Geom. Massimo Mazzoni, ha dato incarico alla ditta di Giancarlo Natalini di Potenza Picena di ricollocare la guaina dove questa si era staccata, con una spesa complessiva di euro 915,00, iva compresa.

Il lavoro è stato eseguito nei giorni di giovedì 21 e venerdì 22 aprile 2016.

Siamo felici di questo pronto intervento, che mette in sicurezza uno dei monumenti più importanti della nostra comunità, vanto della città.

Ci si augura inoltre che venga risolto anche il problema del ristagno dell’acqua che si deposita nell’aiuola evitando il ritorno sotto al manufatto. Bisogna inoltre togliere tutte le erbacce che sono cresciute sulle pareti interne ed esterne della porta di Galiziano, in modo da poter dare decoro al monumento.

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