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Posts Tagged ‘porta galiziano’

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 9 ottobre 2021, al mattino, gli operai del Comune sono finalmente saliti sopra la Porta di Galiziano. I nostri tecnici, salendo con l’autoscala sopra il monumento, non hanno riscontrato danni alla guaina, collocata a protezione del monumento nel lontano 1999, in occasione di un intervento di  restauro. Hanno solo provveduto a ripulire le bocchette di uscita dell’acqua, che erano ostruite dallo sporco. Questa pulizia ha consentito una più agevole fuoriuscita dell’acqua pluviale, come abbiamo avuto modo di vedere già con la pioggia del giorno successivo, cioè la domenica 10 ottobre 2021. L’acqua pluviale, quel giorno, fuoriusciva non solo dalla solita bocchetta che si trova all’inizio, a destra, scendendo da Via Galiziano, ma anche da altre due bocchette sul versante sinistro, le prime due. Due giorni prima, giovedì 7 ottobre, durante l’intensa pioggia durata diverse ore, avevamo potuto osservare che l’acqua era penetrata sempre nello stesso punto della volta interna, precisamente a destra, scendendo da Via Galiziano. Abbiamo pazientemente aspettato la successiva intensa pioggia per vedere se si verificavano ancora delle infiltrazioni. Puntualmente il giorno giovedì 8 novembre e martedì 16 novembre nel pomeriggio l’acqua pluviale è penetrata nello stesso punto delle volte precedenti. Inoltre notevole è stata anche l’acqua penetrata alla base del monumento, visibile nella parte interna. 

Infiltrazioni di acqua pluviale all’interno della volta di Porta Galiziano del giorno giovedì 7 ottobre 2021.

Non mettiamo di certo in discussione la buona fede dei nostri operai e tecnici che salendo sopra Porta Galiziano non hanno riscontrato evidenti rotture della guaina posta a protezione del monumento, ma non si può negare che ci siano infiltrazioni d’acqua pluviale, sempre nello stesso punto e che ci sia da comprenderne le ragioni ed agire immediatamente, per evitare danni molto più gravi. Inoltre bisognerebbe anche, a nostro avviso, fare in modo di raccogliere in un invaso tutta l’acqua che si accumula nell’aiuola esterna, alla base del monumento, per evitare che penetri sotto le fondamenta e provocare danni sempre più gravi.

Per maggiore chiarezza facciamo conoscere ai nostri lettori le foto che sono state scattate sia il giorno 7 ottobre che il giorno lunedì 8 novembre 2021 dopo le intense piogge, che documentano le infiltrazioni d’acqua all’interno della volta, sempre nello stesso punto.

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Veduta interna di Porta Galiziano ancora chiusa dalle mura castellane (foto anni 50). In primo piano Enrico Bernabiti “Rigo De Quaglia”. Foto di Bruno Grandinetti.

La Porta di Galiziano di Potenza Picena è l’unica porta medievale giunta integra fino ai nostri giorni.
E’ stata restaurata solo nel 1999 da parte dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Mario Morgoni ed inaugurata il giorno 9 giugno 1999. I lavori di restauro, costati 78.000.000 di lire, sono stati eseguiti dall’Impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi.

Sopra la Porta di Galiziano è stata collocata una guaina per evitare le infiltrazioni d’acqua pluviale dalla volta e per permettere lo scarico dell’acqua sono state previste ben 6 bocchette.
Da diversi mesi sono visibili delle infiltrazioni d’acqua pluviale sia nella volta che alla base del monumento. Nonostante le segnalazioni fatte al nostro comune, l’Ufficio Tecnico, guidato dall’Ing. Dora De Mutiis, non ha effettuato nessun intervento, come ad esempio salire sopra la Porta per valutare la possibilità di riparare la guaina e per controllare le condizioni delle 6 bocchette per la fuoriuscita dell’acqua pluviale. Si tenga conto che quando piove l’acqua fuoriesce copiosa da una sola bocchetta, segno che le altre 5 sono quasi completamente ostruite e questo determina che si crei una “vasca” d’acqua e conseguentemente una grave infiltrazione sia nella volta che alla base del monumento.
In data 9 agosto 2021 abbiamo segnalato questa grave situazione anche alla Soprintendenza di Ancona, chiedendo un loro fattivo intervento. I nostri amministratori ed i nostri tecnici non sono ancora intervenuti per risolvere il problema.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

Nel 2016, nei giorni 21 e 22 aprile, dietro nostra segnalazione, l’Ufficio Tecnico comunale, nella persona del geom. Massimo Mazzoni, ha dato incarico alla ditta di Giancarlo Natalini di Potenza Picena di provvedere a ricollocare la guaina dove questa si era staccata, con una spesa complessiva di €915,00 I.V.A. compresa.
Oggi la nostra comunità è molto preoccupata di questa situazione, per questo sollecitiamo un intervento immediato al fine di scongiurare un peggioramento delle condizioni di uno dei monumenti più importanti della nostra città.

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A cura di Paolo Onofri.

Chiesa di S. Giacomo Maggiore, prima dei lavori di modifica eseguiti nel 1943

Piazzale San Martino e Vico della Libertà, le due zone del quartiere di Galiziano sistemate nel 2003 con una bellissima pavimentazione, un nuovo arredo urbano in stile ottocentesco e una nuova illuminazione, costituiscono oggi un vero “salotto” e rappresentano una delle zone più caratteristiche della nostra realtà cittadina.

Nel Medioevo facevano parte del quartiere di San Pietro, infatti all’epoca Monte Santo era suddivisa in quattro quartieri: San Pietro (zona di Porta Galiziano), San Paolo (zona di Porta Girola o Marina), San Giovanni (zona di Porta San Giovanni) e Sant’Angelo (zona di Porta del Cunicolo o della Cava).

Vico della Libertà è la via che costeggia la chiesa di San Giacomo Maggiore ed anticamente si chiamava Vico della Parrocchia.

Piazzale San Martino, invece, più comunemente conosciuto come i “mori”, anticamente non esisteva;  è “nato” solo dopo l’abbattimento di una casa ed a seguito dell’occupazione di un orto, col tempo è stato collegato alla Circonvallazione Le Grazie grazie alla costruzione di una scalinata.

Questo spazio isolato era il luogo ideale per il gioco dei ragazzi del quartiere di Galiziano (Via Galiziano, S. Croce, Carlo Zima, Le Rupi, Galvani, Vico del Ponte, Vico Guarnieri, Volta) che in questo spazio si ritrovavano per giocare a pallone, a “papa” ed altri giochi. 

Il quartiere di Galiziano è l’unico della nostra città che ha saputo mantenere la testimonianza di una porta medioevale, restaurata nel 1999, Porta Galiziano. La Porta risale agli anni compresi tra la fine del sec. XIV e gli inizi del seguente, epoca nella quale viene ampliata la cinta muraria della “terra” di Monte Santo, fino a comprendere quello che nel catasto del 1372 viene chiamato il borgo del quartiere di San Pietro, in seguito denominato di “Galazzano” (o di San Giacomo).

Il manufatto munito di doppie porte, ha subito nel corso dei secoli vari interventi, tra cui quello del 1566/72, del 1775 quando viene rifatta la facciata esterna secondo lo stile neoclassico ed il restauro del 1894. La porta, una costruzione che ospitava il corpo di guardia sormontata da “pinnacoli”, nel 1960 fu isolata dalla cinta delle mura castellane ed fu oggetto di un approssimativo restauro. Nelle vicinanze della Porta si trovava la chiesa della Madonna delle Lacrime o Madonnetta, demolita nel 1961 per consentire l’ampliamento della strada provinciale.

Trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507. Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. Foto di Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano si caratterizza, inoltre, per la presenza di una chiesa, purtroppo oggi chiusa, quella di San Giacomo Maggiore, parrocchia dal 1765 fino al 1986, oggi unita a quella di Santo Stefano.

La chiesa dovrebbe risalire alla seconda metà del sec. XIV e si caratterizza per un rosone in pietra arenaria sulla facciata, testimonianza dell’epoca. Venne ristrutturata completamente all’interno alla fine dell’Ottocento, assumendo connotati neo-gotici; la facciata venne rifatta nel 1943 su progetto dell’architetto Eusebio Petetti di Potenza Picena, inserendo sulla facciata, prima completamente in mattoni, la pietra bianca. I lavori furono eseguiti dall’impresa edile Persichini Giuseppe e Granati Roberto.

Fino al 1765 nel quartiere esisteva anche un “ospedale” collegato alla chiesa, gestito dalla Confraternita del “Corpus Christi” o di San Giacomo, che doveva servire ad accogliere poveri ed ammalati, la cui costruzione risale al 1430. L’attività della Confraternita comunque prosegue ancora oggi. 

La chiesa di San Giacomo Maggiore custodiva al suo interno un bellissimo trittico su tavola del 1507 del pittore Paolo Bontulli da Percanestro, che raffigura la Vergine col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. L’opera è stata trasferita nel 2014 all’interno dell’ex Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, mentre all’interno della chiesa di San Giacomo Maggiore si trova ancora oggi l’organo di Angelo Morettini degli inizi del Novecento.

Nel quartiere di Galiziano si trova anche la Fonte di Galiziano, collocata a poche centinaia di metri dall’abitato storico.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

La fonte di Galiziano, risalente al sec. XV, anticamente era utilizzata per gli usi civili e per abbeverare gli animali, era proibito utilizzarla per lavare i panni. Successivamente, nell’Ottocento, con la costruzione di altre vasche, è stata utilizzata anche per il lavaggio dei panni da parte delle nostre vergare. Con l’ampliamento dell’acquedotto comunale, la Fonte di Galiziano, come tutte le altre fonti, ha perso d’importanza ed è stata abbandonata al suo destino, nel totale degrado. Oggi, grazie alla Fondazione Carima di Macerata, che ha concesso un contributo di Euro 20.000, la Fonte di Galiziano verrà restaurata. Il nostro comune metterà altri 28.000 Euro per completare i lavori.  

Nel quartiere di Galiziano c’erano molte attività commerciali ed artigiane. Ricordiamo Orghetta (Olga Mazzarella), Pergè e Pina  (Pergentino Grandinetti e sua moglie Giuseppina Bernacchia), Renata Campitelli con la sua pizzeria, la macelleria di Mari de Pietro de Macerata (Maria Borroni e Pietro Natali), il forno di Nanni de Macerata (Giovanni Natali), il negozio di frutta e verdura di Annetta de Macerata, Anna Donati, quello de Peppe de Sesa (Giuseppe Pigliacampo), di Agostina Pescetti, moglie di Fernando de Carnuà (Cennerelli), il negozio di Gabriella Rebichini (moglie di Armando Scataglini), il negozio di Gianfranco Torbidoni, la lavanderia di Maria Rinaldelli e Nazzareno Simonacci. 

Inoltre gli artigiani: il barbiere Mario Sabbatini (“ferraretto”), il sarto Cardinali Giovanni, il calzolaio Enrico Bernabiti (“Rigo de quaglia”), il muratore Giuseppe Persichini, il carrettiere Guido Cittadini (“Guido de Cocò”) ed il netturbino Gino Romagnoli (“Varavà”). In questo quartiere popolare sono nati e vissuti Renzo Tortelli, famoso fotografo internazionale, lo storico ed archivista dott. Roberto Domenichini, padre Pietro Lavini, il “muratore di Dio” che ha costruito l’eremo di San Leonardo e Severino Donati, poeta e uomo di cultura dialettale. Per la cronaca è nato in questo bellissimo quartiere anche il sottoscritto.

Foto Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano è il simbolo di come l’intervento di singoli cittadini, con l’intelligente recupero delle abitazioni private e quello del nostro Comune, con il recupero di Porta Galiziano, la sistemazione del Piazzale San Martino e Vico della Libertà, oltre che l’intera sistemazione della pavimentazione della zona, hanno potuto trasformare una realtà degradata in luogo ideale per poter ritornare a vivere, anche da parte di famiglie giovani e diventare esempio di recupero del centro storico. Dedichiamo questo lavoro a Bruno Grandinetti, morto il giorno 12/07/2003 che in tutta la sua vita si è impegnato a valorizzare la storia, la cultura e la tradizione di Potenza Picena.  

Severino Donati ha dedicato al quartiere di Galiziano di Potenza Picena una sua lunga poesia in dialetto santese pubblicata nel libro “Galazzà e dintorni”, curato da Anna Donati, sua figlia, pubblicato nel 2006, che noi facciamo conoscere ai nostri affezionati lettori.

GALLAZZA

di Severino Donati

E’ qui ch’è nato lo paese.
Quanno li putindìni, pé sarvàsse
da Unni e da ladrù,
jè toccò a bbuscàsse
quassù;
scì qui pròpio: a Galazzà.
E lo spiazzétto
fu piazza quella ò’
‘ndo c’èra lo cummune
che li modérni addè ha’ vuttàto jò;
Sagnàcomo però
angò sta llì:
Sagnàcomo ch’ha dato
lo nome a Galazzà;
Sagnàcomo che ‘dè,
più che ‘na chjesa,
lo sinbolo de Galazzà.
E cc’è la porta
che è rmasta llà:
adèssa pare pròpio u’ mmunuméndo
d’andichità.
E ll’abbitandi,
che quella ò’ nò n era certo tandi,
me sà che non passàva cinguecèndo,
addè do’ stà?
E’ jìti a popolà
La parte nòa più ‘nzù,
o è jìti a fadigà,
e tandi è rmasti llà,
in Argindìna per potè magnà.

Adèssa Galazzà non ci sta più,
ussìa, ci stà li muri cò le strade,
ma le persò de quella stréppa è rade:
fra pòco più nisciù.
E s’è rpulito Galazzà!
Addè ci stà
le jènde ‘ngivilìte
vinùte non se sà de dò;
le scene e le cagnare ‘dè finite
e anghe lo parlà tra le persò
nò n è più quillo de ‘na ò’,
addè se parla fino:
non sèndi più a dì ‘frico’ ma ‘bambino’;
tra vicinati non ce se conosce;
le donne non se fa più ròsce
se sgarra carghe ò’
e ll’òmmini, tranguìlli
è sènbre quilli
anghe se rsumìja ‘nbò a li vò.
Però ‘ste mode sta’ ‘nbertutto.
E sse s’è jìto via ‘llò monno vrutto
de Galazzà,
chj ‘dè che po’ giurà,
perché ci sta più pa’,
perché le jènde è fine per parlà,
perché de sesso c’è più libertà,
ch’addè c’è più filicità?
Me sà che carghidù,
venanghe sciàla cò ‘sta civirtà
e fame non cià più,
pè la filicità,
vurrìa canbà comme ‘na ò’
a Galazzà.  

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A cura di Paolo Onofri.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

La Porta di Galiziano di Potenza Picena, risalente al sec. XIV, è l’unica Porta Medievale che si è salvata della nostra città.

Le altre tre, Porta del Cunicolo o della Cava, Porta Girola o Marina e Porta San Giovanni, sono state abbattute.

Porta Galiziano è uno dei monumenti più belli della nostra città ed è stata restaurata nel 1999, inaugurata il giorno 9 giugno dal Sindaco Mario Morgoni; i lavori di restauro sono stati eseguiti dall’impresa edile di Umberto Parigi di Potenza Picena e sono costati alle casse comunali la somma di Lire 78.000.000.

Tenuto conto che è l’unica porta medievale della nostra città, bisogna tutelarla e salvaguardarla nel migliore dei modi.

Sopra la Porta di Galiziano è stata collocata una guaina per evitare che si verifichino infiltrazioni di acqua pluviale nella volta interna. L’acqua pluviale che si raccoglie sopra alla Porta di Galiziano defluisce in un unico punto, scendendo sulla destra. Da questo unico boccaporto l’acqua cade sull’aiuola sottostante e per la pendenza del terreno ritorna sotto alla parete della Porta, arrivando all’interno del manufatto.

Bisognerebbe che l’acqua da sopra la Porta di Galiziano defluisse da tutte e sei le uscite presenti, oppure che venisse raccolta in un invaso per farla defluire nella rete fognaria pubblica.

Veduta dalla parte superiore della Porta di Galiziano.

Con il tempo e l’usura la guaina che si trova sopra la Porta di Galiziano si è evidentemente staccata dalla parete e l’acqua pluviale si infiltra all’interno della volta del manufatto, arrecando in questo modo gravi danni. Sarebbe necessario far sistemare subito la guaina per evitare danni molto più gravi all’antico manufatto e ripulire tutte le altre cinque uscite dell’acqua.

Gli amministratori ed il dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Ing. Dora De Mutiis sono stati informati già dal giorno 18/11/2020, ma niente è stato fatto. Durante la continua pioggia del giorno lunedì 28 dicembre 2020 di nuovo si è verificata un’infiltrazione d’acqua pluviale nella volta della Porta di Galiziano, nello stesso punto della volta precedente. Anche l’acqua che si raccoglie all’esterno è ritornata internamente.

Stessa situazione il giorno sabato 17 luglio 2021, durante l’intensa pioggia che si verificata quel giorno.

Grazie alla presenza in zona del vigile urbano Antonio Fontinovo, è stato possibile documentare fotograficamente i danni causati dall’infiltrazione d’acqua pluviale sulla Porta di Galiziano.

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quella volta che cop

Copertina del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

a cura di Simona Ciasca a Paolo Onofri

Maurizio Margaretini di Potenza Picena dopo il suo primo libro “Quande cose deo zomba, da Galazzà ad Affari tuoi” del 2012, ci regala un nuovo divertente libro, stampato nel mese di Gennaio 2020 dalla Tipografia di Cingolani Rodolfo di Potenza Picena “Quella volta che … aneddoti e curiosità’’.

Il libro nasce dai ricordi di Maurizio Margaretini e dalla collaborazione dei suoi amici Giuseppe Percossi e Silvano Carota.

È la terza volta che ci occupiamo di Maurizio Margaretini. La prima volta è stato nel 2012, dopo che Maurizio aveva vinto il giorno 17/1/2007 nella nota trasmissione televisiva condotta da Flavio Insinna “Affari tuoi” la considerevole somma di Euro 125.000, diventando un personaggio caratteristico, il Mister Bean delle Marche, per la sua somiglianza sorprendente con l’attore inglese.

Anche l’inviato della trasmissione RAI “La vita in diretta” Gianfranco Agus è venuto a Potenza Picena a trovare Maurizio Margaretini. La seconda volta nel 2014, in occasione dell’uscita del suo primo libro “Quande cose deo zombà, da Galazzà ad Affari tuoi”, dove parla della sua esperienza e partecipazione alla nota trasmissione condotta da Flavio Insinna, della sua vincita e della sua vita nel quartiere popolare di Galiziano a Potenza Picena.

quarta

Retro del libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Maurizio Margaretini nasce a Macerata il giorno 6/9/1957 da Dino e da Palmina Bernardi e con questo nuovo libro, il secondo della sua carriera, “Quella volta che … aneddoti e curiosità”, ci parla della sua esperienza di vita dagli anni Sessanta fino al Duemila, della sua giovinezza nel quartiere di Galiziano, “Galazzà”, delle sue esperienze giovanili, delle ragazze, degli amici, della scuola, del suo lavoro presso la fabbrica di strumenti musicali Bontempi di Potenza Picena, della sua famiglia, di suo padre Dino, di sua madre Palmina e del suo nonno materno Cesare. Il libro è arricchito da molte foto, 40 più quelle di copertina e del retro, in bianco e nero ed a colori, che vanno dagli anni Sessanta al Duemila. Sono molto originali e suggestive.

Neorealisti i suoi racconti degli anni Sessanta del Novecento a Galiziano il quartiere più povero e popolare di Potenza Picena. I racconti di Maurizio dei suoi amici d’infanzia chiamati con i loro soprannomi, come si usava all’epoca, Tacchi, Cica, Cino, Marruè, Scimba, Persica, Colgate ed il gigante buono Mirco con il suo cane Jack, i giochi che si svolgevano in questo quartiere della nostra città, come il calcio, il ping-pong a casa di Maurizio, dove il più bravo era sicuramente Marruè, Francesco Agostini, purtroppo morto tragicamente il giorno 25/3/1982 insieme a Roberto Boccanera in un incidente stradale mentre i due si recavano a Treia per partecipare ad una riunione di società di pallavolo (Francesco era il Presidente della Società di Pallavolo di Potenza Picena). Altro gioco molto interessante e praticato a Galiziano era quello del “papa”, che Maurizio racconta molto ampiamente e che si giocava presso i “mori”, il Piazzale San Martino ed anche lo “scivolo” lungo la scarpata del Mercato delle Monache.

Ogni decennio viene ricordato per un avvenimento particolare a carattere generale e nazionale. Negli anni Sessanta si ricorda lo sbarco sulla Luna del giorno 21 Luglio 1969, negli anni Settanta la famosa partita di calcio ai campionati mondiali in Messico del giorno 17/6/1970 finita 4 a 3 a favore dell’Italia contro la Germania, negli anni Ottanta la vittoria dei mondiali in Spagna dell’Italia contro la Germania per 3 a 1.

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Maurizio Margaretini con la madre Palmina Bernardi. Foto tratta dal libro ‘Quella volta che… aneddoti e curiosità’ di Maurizio Margaretini.

Gli anni Novanta del Novecento da Maurizio Margaretini vengono ricordati in particolare per i tanti matrimoni dei suoi amici. Tutti si sono sposati ad eccezione di lui, Maurizio e di Silvano Carota, rimasti ancora oggi scapoli. Gli anni Duemila vengono rappresentati solo da foto. Quest’ultimo lavoro di Maurizio Margaretini è molto interessante e gustoso, fa ridere e riflettere intensamente. Va letto per conoscere maggiormente la vita dei ragazzi di un quartiere popolare ed importante della città di Potenza Picena come quello di Galiziano, dove ancora oggi è presente la sua antica Porta, l’unica che si è salvata in tutta la città, testimonianza medioevale straordinaria.

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Facciata della Porta di Galiziano con un solo faro funzionante. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 18 Marzo 2019 la facciata della Porta di Galiziano di Poten­za Picena è stata abbellita da due fari a led posti alla base del nostro monumento. Una bella iniziativa dell’Amministrazione Comunale. Lo spettacolo notturno della facciata della Porta di Galiziano illuminata è veramente suggestivo ed esaltante per il nostro antico monumento, l’unica Porta medievale che si è salvata delle 4 presenti a Monte Santo. Uno dei più belli monumenti della nostra città, di cui essere orgogliosi.

Già dal giorno 30 Luglio 2019 il faro posto a destra della Porta entrando non funzionava più.

I tecnici incaricati dal nostro Comune sono intervenuti a sostituire la lampada non funzionante solo il giorno 6 Settembre 2019. Sembrava risolto il problema, ma non era così.

Lo stesso faro il giorno Mercoledì 11 Settembre 2019, cioè solo dopo 5 giorni da quando era stato sostituito, già non era più funzionante. Quali sono i motivi del mancato funzionamento del faro in questione?

I fari a led dovrebbero avere una lunga durata, salvo che la struttura non sia stagna, e quindi può entrare l’acqua che lo danneggia. Se questa condizione non è presente è inutile farlo funzionare, salterà sempre, come è già successo per ben due volte consecutive.

Bisogna allora sostituire tutta la struttura interna e che questa volta sia stagna, come è stagno l’impianto dell’altro punto luce presente alla base della Porta di Galiziano, che appunto continua regolarmente a funzionare.

Porta Galiziano in notturna. Foto di Sergio Ceccotti.

Dopo l’evento del giorno 9 Luglio 2019, la violenta tromba d’aria che ha colpito Potenza Picena, anche la Porta di Galiziano ha avuto delle gravi conseguenze. La guaina che si trova sopra al monumento è stata sollevata e con la pioggia e grandine del giorno mercoledì 2 Ottobre 2019 si nota una notevole infiltrazione d’acqua dalla volta. Bisogna anche in questo caso intervenire per evitare danni molto più gravi al monumento. Da molti mesi inoltre sotto alla porta di Galiziano hanno trovato il loro ideale rifugio diversi piccioni, che durante la notte vi stazionano regolarmente, lasciando per terra i loro escrementi.

Non è possibile evitare lo stazionamento degli animali, ponendo dei dissuasori? È tanto difficile?

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