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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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L’Assunta di Pietro di Orazio di Porta Marina. Foto di Sergio Ceccotti.

Chiunque entra nel centro storico di Potenza Picena, non può fare a meno di notare sulla parete alla destra, nel Palazzo De Angelis, una bellissima immagine dell’Assunta su maiolica. Sotto a questa immagine c’è la scritta “I potentini a protezione della loro città nel I° anniversario della definizione del dogma. 1 Novembre 1951”.
L’autore di questa raffigurazione dell’Assunta non è il prof. Giuseppe Asciutti, come si afferma nel libro curato da Renza Baiocco “Il fascino della storia ed il respiro del mare. Potenza Picena” del 2009, ma bensì il decoratore di Civitella del Tronto in Abruzzo, Pietro Di Orazio, che nel 1951 lavorava presso la Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena.
Nel punto dove si trova questa immagine dell’Assunta fino al 1950 c’era la medioevale Porta Girola o Marina con merli a coda di rondine, cioè ghibellini. Questa porta di accesso al nostro centro storico è stata abbattuta con decisione del consiglio comunale del 8/12/1950 a votazione unanime, Sindaco Antonio Carestia, con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della porta stessa”. In pratica è stata ampliata la porta, abbattendola!
Fino ad oggi nessuno era riuscito a capire a quale dogma si riferisse la scritta posta sotto all’immagine dell’Assunta. Il giorno Venerdì 5 Gennaio 2018 finalmente il prof. Gianfranco Morgoni, nostro collaboratore, è riuscito a trovare la soluzione. Il giorno 1 novembre del 1950 il Papa Pio XII proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria e pertanto è questo l’anniversario citato sotto all’immagine della nostra Assunta. In passato molti avevano invece pensato al dogma dell’immacolata Concezione proclamato questo dal Pontefice marchigiano Pio IX il giorno 8/12/1854.
Sopra l’immagine dell’Assunta si trova un’antica epigrafe marmorea di cui ci siamo occupati in passato. Risale all’anno 1567 quando sotto Pio V il patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie aveva dotato la città di una grande cinta muraria, e la liberò dal pericolo dei turchi.
Questa epigrafe marmorea molto importante per la nostra storia nel 2014 è stata restaurata da Paola Carestia di Potenza Picena e riportata all’antico splendore, mettendo anche sotto una targa metallica con il testo sia in latino che in italiano.
Un particolare che non può sfuggire a chi si occupa da tempo della storia di Monte Santo è la citazione “città” quando si parla della protezione dell’Assunta. Questo titolo che abbiamo acquisito ufficialmente solo nel 2015, il giorno 29 Ottobre con Decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo il nostro parere risale addirittura al giorno 27 Settembre del 1128, cioè a 890 anni fa, quando il Vescovo di Fermo Liberto proclamò Monte Santo “civitas”, cioè città.
Il giorno 27 Settembre di ogni anno dovrebbe essere degnamente ricordato e festeggiato dalla locale comunità come giorno di fondazione della nostra città.

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