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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta Galiziano negli anni '30.L’unica Porta medievale di Potenza Picena che si è salvata è stata quella di Ga­liziano, nell’omonimo quartiere, anticamente chiamato di San Pietro. Le altre tre porte di accesso al centro storico di Monte Santo non esistono più; la prima che è scomparsa, quella più piccola, solo pedonabile, era quella del Cunicolo o della Cava, che si trovava a tramontana, nella zona delle Fontanelle, nel quartiere di Sant’Angelo. Oggi a ridosso del­le abitazioni di Via Lodovico Scarfiotti, troviamo un muretto con delle feritoie che testimonia la sua esistenza.

La seconda, la più importante, quella chiamata Girola o Marina, si trova­va nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve ed è stata abbattuta nel mese di dicembre del 1950.

La terza, quella di San Giovanni, nel quartiere omonimo, vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, è stata abbattuta nel 1956.

Anche la Porta di Galiziano ha corso questo rischio nel 1960, quando è stata trovata la soluzione isolandola dalla cinta muraria antica.

Nel 1961 allargando la strada Provinciale che porta a Montelupone e Macerata, è stata invece abbattuta la Madonnetta, cioè la chiesa della Ma­donna delle Lacrime o del Pianto. Nello stesso anno, il giorno 29 Otto­bre 1961, sotto alla Porta di Galiziano, è stata collocata una terracotta del prof. Giuseppe Asciutti, raffigurante la Madonna con Bambino, mentre da­vanti alla Porta è stato collocato uno stemma comunale di Poten­za Picena, sempre in terracotta, opera del prof. Giuseppe Asciutti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.Fino al 1946 era presente invece lo stemma sabaudo. Il giorno 3/11/1997, si è verificato il distacco di materiale dalla volta interna del manufatto antico, e al quel punto la Porta di Galiziano è stata chiusa al transito pedonabile.

L’Amministrazione Comunale, guidata all’epoca dal sindaco Mario Margoni, ha richiesto all’ufficio Tecnico comunale di predisporre un progetto di res­tauro, in due stralci, il quale è stato successivamente approvato dalla Soprintendenza ai monumenti di Ancona ed i lavori sono stati affidati all’impresa edile di Potenza Picena di Umberto Parigi e del figlio Sergio, per una spesa complessi­va di Lire 78.000.000. In questo modo la Porta di Galiziano è stata riportata al suo antico splendore storico ed architettonico.

L’inaugurazione della Porta di Galiziano restaurata è avvenuta il gior­no mercoledì 9 giugno del 1999, cioè 20 anni fa, e sono intervenuti molti ragazzi e ragazze delle scuole elementari e medie di Potenza Picena, insieme ai loro insegnanti e professori, oltre che al Preside ed al Direttore Di­dattico.

All’inaugurazione della Porta di Galiziano doveva partecipare anche il parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, don Carlo Leoni, ma per le polemi­che che la sua presenza aveva sollevato, non è più intervenuto.

Per la benedizione è invece stato presente il guardiano dei frati Minori, padre Nazzareno Capriotti.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.La presentazione storica della Porta di Galiziano è stata fatta da Paolo Onofri, che per l’occasione aveva anche preparato e distribuito tra gli intervenuti ed i ragazzi di tutte le scuole, una pubblicazione che parla­va sia della Porta di Galiziano che delle altre tre porte medievali di Monte Santo, sponsorizzata dalla Cooperativa Vini Montesanto di Potenza Picena e stampato dalla Tipografia Cingolani Arnaldo, con foto di Bruno Grandinetti.

Sono intervenuti: il prof. Arturo Sardini, il Diret­tore didattico della scuola elementare prof. Francesco Forti ed il Pre­side della scuola media, prof. Dario Magnamassa, mentre una bambina ha letto una poesia.

Il sindaco Mario Margoni ha parlato a nome dell’Amministrazione comuna­le. Una bambina delle scuole ha infine tagliato il nastro di inaugura­zione della Porta di Galiziano restaurata.

Il servizio fotografico è stato curato da Luigi Anzalone, da pochi me­si operante a Potenza Picena, mentre Giordano Giretti di New Look ha effettuato delle riprese, oggi inserite in Rete.

Il restauro della Porta di Galiziano rappresenta un evento veramente straordinario che ci ha ridato in tutta la sua bellezza originaria questo monumento simbolo storico della nostra comunità, di cui essere orgogliosi.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Porta MarinaLa porta più importante di ingresso al Centro storico di Potenza Picena era sicuramente quella di Porta Girola o Marina e si trovava nel quartiere di San Paolo, vicino alla chiesa della Madonna della Neve e al campo del gioco del pallone col bracciale, oggi Largo Giuseppe Asciutti.

Era sormontata da “merli a coda di rondine” ed è stata demolita nel mese di dicembre del 1950. Fu infatti il Consiglio Comunale del giorno 8/12/1950, Sindaco Antonio Carestia, con voto unanime a deliberare la spesa di lire 1.080.000, su progetto dell’ ufficio Tecnico Comunale, direttore all’epoca l’ing. Raoul Moschini, per l’abbattimento e la sistemazione della porta principale di accesso al paese con la seguente motivazione: “premesso che da più tempo, in vista dell’aumentato traffico di automobili nella zona di Potenza Picena, si era imposta la necessità di doversi ampliare la porta principale di ingresso all’abitato (Porta denominata Girola), e ciò allo scopo di prevenire soprattutto seri pericoli per le persone transitanti per l’angusto spazio della Porta stessa”.

Nel contesto della nostra popolazione si levarono poche voci contrarie all’abbattimento della Porta Girola, tra queste ci piace ricordare padre Nazzareno Pistelli ofm ed il maestro Azzolino Clementoni.

Vogliamo ricordare che oltrepassando Porta Girola, si trovava a destra la piccola chiesa di San Paolo, presente fino al 1883, da cui prendeva il nome il quartiere, e si diramavano tre vie, da qui il nome di Trivio o Trebbio in dialetto santese dell’attuale scalinata di Via Trento, il cui ingresso era lateralmente a sinistra rispetto al muro che separava la porta dalla scalinata, mentre davanti al muro era posizionata una fontanella.

Porta MarinaSotto la Porta Girola si trovava dal 1567 la lapide che ricordava i lavori di restauro della cinta muraria di Monte Santo ad opera del patrizio alessandrino Cesare Guasco, commissario preposto alle fortezze pontificie sotto il Pontefice Pio V, a difesa dal pericolo dei Turchi. Questa lapide è stata restaurata da Paola Carestia nel 2014. Inoltre sotto la stessa porta si trovava un’immagine dell’Addolorata, sostituita, per vetustà, il 1 Novembre del 1951, da una immagine dell’Assunta in ceramica, opera eseguita dal decoratore di Civitella del Tronto Pietro D’Orazio, che lavorava in quel periodo presso la Società Ceramica Adriatica di Porto Potenza Picena, realizzata in occasione dell’Anniversario della Definizione del Dogma dell’Immacolata Concezione. La collocazione di questa immagine dell’Assunta è stata una decisione della locale Congregazione degli Artisti e dei Cittadini. Dopo il 1914 era stata inoltre collocata sulla parete a sinistra entrando della Porta Girola la targa metallica del Touring Club Italiano, dopo che il nostro Comune era diventato socio, con il numero 3572. Questa targa è un vero capolavoro a livello artistico e dava all’epoca informazioni sul nostro paese molto utili a livello turistico, come l’altitudine (metri 267), la distanza del Capoluogo da Porto Potenza Picena, da Macerata e da Recanati, ed inoltre indicava con simboli tutti i servizi presenti nel 1914 nella nostra città ed al Porto come le poste, il telegrafo, il telefono, il servizio automobilistico della SAP, la stazione ferroviaria. Questa targa dopo l’abbattimento della Porta nel 1950 è stata tolta ed abbandonata in un deposito comunale nei sotterranei di Via Trento di San Francesco, dove è stata ritrovata nel 1996, ripulita e conservata nella nostra Pinacoteca comunale. Nel 2013 è stata restaurata da Paola Carestia e da suo padre Beniamino e riposizionata all’ingresso del paese, nello stesso punto dove si trovava fino al 1950.

Della Porta Girola è documentata un intervento di restauro nel 1894 e noi oggi vogliamo far conoscere tutte le foto e cartoline che nel Novecento l’hanno immortalata. Le prime cartoline sono state quelle di Secondo Torregiani, Secondo “lo ritrattista”, poi le foto di padre Nazzareno Pistelli, il “salvatore” della chiesa di San Francesco, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion ed infine quelle di Bruno Grandinetti, tra cui una in cui viene rappresentata la fase iniziale della demolizione. Anche nella prima cartolina degli inizi del Novecento, edizioni del Reale Stabilimento Tipo-litografico Feliciano Campitelli di Foligno, nel panorama di Potenza Picena si vede chiaramente la Porta Girola. In un documento del 1817 conservato presso il nostro Archivio storico comunale, viene ritratta la Porta Girola, già all’epoca con “merli a coda di rondine”.

Porta MarinaAnche in due opere d’arte del Seicento e del Settecento viene raffigurata porta Girola come si presentava in quei periodi. Si tratta del quadro presente all’interno della chiesa di San Sisto raffigurante La Madonna col Bambino tra i Santi Sisto Papa e Giovanni Battista del sec. XVII e del Sant’Emidio del 1770 di Benedetto Biancolini, presente presso la Sala Giunta “A. Carestia” nel Palazzo Municipale.

Dopo l’articolo dedicato all’abbattimento della Porta San Giovanni del 1956, proseguiamo con questo relativo all’abbattimento della Porta Girola del 1950. Due episodi che hanno cancellato per sempre queste testimonianze architettoniche antiche della nostra città, di cui noi comunque non vogliamo perdere la memoria storica e documentale, da poter trasmettere ai più giovani.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV Santa Elisabetta – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, al Pincio, è chiusa dal giorno 30 Ottobre 2016, dopo la forte scossa di terremoto che si è verificata quella mattina del 6,5 grado Mercalli, che ha causato danni alla volta interna.
Da quel giorno il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto proprietario del fabbricato, non ha avviato ancora alcuna opera di recupero.
All’interno della chiesa si trovano ancora tutte le opere d’arte, le 4 pale d’altare, compresi gli affreschi trecenteschi che si possono ammirare sulla scalinata che porta alla cantoria.
Questi affreschi sono la più antica testimonianza artistica conosciuta della nostra città, sono molto belli e dovrebbero essere i resti dell’antica chiesa di San Nicolò, le cui origini dovrebbero risalire agli inizi del Duecento. Questa chiesetta è stata poi donata dalla nostra comunità ai frati conventuali quando sono venuti ad insediarsi a Monte Santo verso il 1298.
Secondo gli esperti le due immagini che noi oggi possiamo ancora ammirare dovrebbero rappresentare una “Visitazione”.
Secondo noi ci troviamo difronte ad un capolavoro dell’arte trecentesca marchigiana, raffigurante uno un Vescovo, probabilmente San Nicola da Bari, a cui era intitolata la originaria chiesa di San Francesco, mentre l’immagine femminile posta alla sua destra dovrebbe rappresentare Santa Elisabetta, cugina della Madonna, questo secondo padre Ferdinando Campana, Provinciale dei Frati Minori delle Marche che ha visitato la chiesa il giorno Mercoledì 22 Agosto 2018, insieme a padre Lorenzo Turchi, vice-parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Questi affreschi trecenteschi andrebbero ripuliti e restaurati, facendoli anche ammirare ai visitatori, una volta che la chiesa verrà sistemata e riaperta al culto dei cittadini di Potenza Picena.
All’interno della chiesa di San Francesco, per la Cappella di Santa Venera degli Albanesi, nel 1491 sono stati commissionati altri affreschi al pittore di San Severino Ludovico Urbani, andati distrutti.
Questa chiesa conservava inoltre anticamente anche un capolavoro di Vittore Crivelli del 1493. Parti di questo polittico si trovano oggi esposte con grande evidenza nei musei internazionali inglesi ed americani, in particolare. Troviamo tre tavole e quattro parti della predella presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge ed un’altra tavola presso il Ashmolean Museum di Oxford in Inghilterra, oltre che tre tavole negli Stati Uniti. Il giorno Domenica 29 Luglio 2018, alle ore 16,30, sono venuti a Potenza Picena un gruppo di dottorandi, quasi tutte ragazze, con il loro professore inglese dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, che si trovavano temporaneamente nelle Marche, ad Amandola.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV San Nicola da Bari – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Hanno voluto visitare appositamente il contesto della chiesa di San Francesco, dove si trovava il polittico di Vittore Crivelli ed hanno potuto anche ammirare gli affreschi trecenteschi. Inoltre hanno visitato la Pinacoteca Comunale, l’Archivio Storico, il Teatro “Bruno Mugellini”, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove hanno potuto ammirare ed apprezzare il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, oltre a fare un interessante giro per il nostro centro storico, ammirando i portali del Palazzo Properzi, quello del Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni ed infine quello con i simboli ebraici in Via Tripoli.
Comunque dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere questi affreschi trecenteschi di San Francesco, la più antica testimonianza artistica di Monte Santo, una volta che la chiesa verrà riaperta e ci si augura che possa avvenire in tempi brevi.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
3°_DSC2592Tra i portali più belli ed antichi di Potenza Picena ci sono sicuramente quelli ogivali che si trovano in Via Marefoschi, nel Palazzo oggi della famiglia Properzi.
Questi portali nel passato sono stati erroneamente attribuiti al plastificatore fiorentino fra Ambrogio Della Robbia, al secolo Francesco figlio di Andrea, cappellano presso la Pieve di Santo Stefano di Monte Santo nel periodo tra il 1523 ed il 1527/28, il quale dovrebbe presumibilmente essere morto nella nostra città tra il 1527 ed il 1528 a causa di una epidemia di peste.
I bellissimi portali di Via Marefoschi portano in uno dei mattoni una data, il 1402 (MCCCCII), incompatibile con la loro attribuzione ad Ambrogio Della Robbia, nato a Firenze nel 1477. Questi portali sono più antichi di quello di Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni, di vico Solanelli che è del 1469.
Ma di quale importante famiglia santese era questo Palazzo che poteva vantare dei portali del genere?
6°_DSC2594Abbiamo fatto una ricerca storica d’archivio consultando il volume del censimento delle abitazioni di Potenza Picena del 1876 ed il Palazzo risultava in quel periodo di proprietà dell’Ospedale Civico degli infermi “Alessandro Bonaccorsi”, insieme al Palazzo oggi di proprietà della famiglia di Mario Mazzoni, contiguo a quello dei Properzi. Risulta che nel 1869 la sig.ra Albina Gezzi vedova Pierandrei alla sua morte avvenuta il giorno 20/2/1869, con testamento abbia lasciato tutti i suoi beni, quelli del marito Giovanni Pierandrei e del cognato don Angelo Pierandrei, al nostro Civico Ospedale. Tra i beni lasciati risultava anche la casa oggi di proprietà della famiglia Properzi e della famiglia Mazzoni.
Anticamente il Palazzo potrebbe essere appartenuto ad una delle famiglie a cui era intitolata la via oggi Luigi Mercantini, cioè i Masina-Paparella.
Queste due famiglie erano nei secoli XV e XVI molto importanti nella nostra comunità. Risulta un Teobaldo Masina che nel 1584, alla sua morte, avrebbe lasciato tutti i suoi beni per i poveri di Monte Santo. Per quanto riguarda i Paparella, che poi sarebbero stati gli Augeni, detti Paparella, anche in questo caso risultano personaggi molto importanti in famiglia, dottori in particolare, tra cui si ricordano i cugini Orazio e Sebastiano Augeni, vissuti nel Cinquecento. Anche Sebastiano Augeni alla sua morte, nel 1578, ha lasciato tutti i suoi beni per i poveri di Monte Santo.
Palazzo Properzi di Via Marefoschi. Foto di Sergio Ceccotti.Bisognerebbe a questo punto continuare con le ricerche d’archivio storico, consultando la documentazione più antica che oggi si trova a Macerata, per poter ricostruire con precisione la storia di questo importante Palazzo di Via Marefoschi, dove spiccano questi due bellissimi portali in terracotta del 1402, tra i più belli di Potenza Picena.

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