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Interno della Chiesa di San Francesco. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia, il respiro del mare – Potenza Picena”.

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, una delle più belle della nostra città, era parte del complesso del Convento dei frati francescani conventuali di Monte Santo.

La chiesa è dedicata a San Nicolò e l’attuale struttura risale al 1766, quando è stata riedificata. I lavori si sono conclusi nel 1778. Una lapide collocata al suo interno ricorda questo avvenimento.

Durante la prima guerra mondiale ed anche dopo è stata utilizzata come deposito dei cereali e solo nel 1937 è stata ristrutturata, grazie all’interessamento di padre Nazzareno Pistelli, a cui si deve anche che sia stata successivamente dichiarata Monumento Nazionale. La chiesa da quell’anno dipende dal Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto e quindi non ricade sotto la competenza né della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo né del nostro Comune.

Danni causati dal terremoto del 30/10/2016 all’interno della Chiesa di San Francesco di Potenza Picena.

La scossa di terremoto del giorno 30/10/2016 ha lesionato anche questa Chiesa e, dopo 4 anni dal tragico evento, è attualmente ancora chiusa.

Per il restauro della chiesa di San Francesco non si è visto fino ad oggi neppure un euro da parte del Ministero degli Interni, in particolare dal Fondo Edifici di Culto.

Nessuno chiede particolari favori, ma il doveroso intervento da parte del nostro Stato per poter recuperare questo straordinario patrimonio architettonico e religioso.

Danni causati dal terremoto del 30/10/2016 all’interno della Chiesa di San Francesco di Potenza Picena.

L’anno scorso, il giorno 9 luglio 2019, una tromba d’aria ha scoperchiato parte del tetto della chiesa di San Francesco, dal lato del Pincio ed in questo caso i lavori di recupero sono stati effettuati con ottimi risultati, trovando i finanziamenti. Il campanile di San Francesco è stato colpito da un fulmine il giorno 9/4/1999 ed è stato riparato dallo Stato. Come è successo per la croce caduta davanti al sagrato della chiesa il giorno 12 marzo 2015. In questi casi il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto, è intervenuto economicamente per poter effettuare i lavori necessari, nel mese di agosto 2008 ha addirittura in parte finanziato, con €11.700,00, l’automazione del suono delle campane del campanile di San Francesco.

Quali sono ora gli ostacoli burocratici che impediscono di ottenere il finanziamento per la riparazione dei danni causati dal terremoto del giorno 30/10/2016 alla chiesa di San Francesco di Potenza Picena?

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Interno della Chiesa di San Francesco. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia, il respiro del mare – Potenza Picena”.

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena nel 1937 è stata sottoposta a notevoli lavori di restauro sia del tetto che del campanile, lavori eseguiti dall’impresa edile di Pasquale Clementoni e Figli di Potenza Picena.

Dopo la liberazione di Potenza Picena dai nazi-fascisti, avvenuta il giorno 30 giugno del 1944, ad opera delle truppe corazzate polacche del battaglione Skorpion, al comando del colonnello Ignacy Kowalczeski, si sono resi necessari altri lavori di restauro ed abbellimento all’interno della chiesa di San Francesco.

Per poter finanziare questi lavori è stata lanciata dalla Parrocchia di Santo Stefano, guidata all’epoca da don Marone Cesanelli, con vice don Francesco Pallottini, una pubblica sottoscrizione tra la popolazione di Potenza Picena e non solo, raccogliendo la ragguardevole somma di lire 65.000, veramente notevole per il periodo, tenendo anche conto delle difficoltà economiche della popolazione a seguito degli eventi bellici.

La riapertura della chiesa di San Francesco al culto è avvenuta il giorno 5 agosto 1945 e Rettore della chiesa era don Francesco Pallottini.

Per poter raggiungere la notevole somma di lire 65.000 hanno contribuito in tanti e noi abbiamo avuto la fortuna di trovare l’elenco generale dei sottoscrittori, redatto in quel periodo da don Francesco Pallottini.

Padre Gabriele Monti ritratto, olio su tela, 1951, opera di Giuseppe Fammilume di Pollenza

Il contributo più importante è stato quello di padre Gabriele Monti, nostro concittadino, agostiniano, in quel periodo a Roma, che ha dato il notevole contributo di lire 8.000, il più alto in assoluto. Segue il contributo, anche questo notevole, dei soldati polacchi del battaglione Skorpion, lire 7.500. Hanno inoltre contribuito con lire 2.500 la contessa Leopoldina Buonaccorsi, moglie del conte Carlo Lazzarini, la famiglia Piani, Nello Grandinetti, Raoul Moschini, l’Avv. Paolo Scarfiotti, Mariano Ciuccarelli, Gilda Monsù, vedova Pupitti. Inoltre la contessa Maria Pia Buonaccorsi ha contribuito con lire 1.500, come Luigi Gigotti e l’avv. Paolo Palloni, la Schola Cantorum con lire 1.000 ed Adele Giachini. Infine con lire 500 il dott. Giuseppe Petetti, Rinaldelli Liduina, Tanoni Edoardo e Bompadre Cesare, per un totale di lire 41.000. Inoltre sono state raccolte in chiesa tra i fedeli lire 7.000, nella nostra città lire 16.500, per un totale di lire 65.000.

Le sei cappelle interne alla chiesa di San Francesco sono state ristrutturate ed abbellite a spese dei seguenti finanziatori:

  1. Cappella della Natività – Contessa Leopoldina Buonaccorsi in Lazzarini,
  2. Cappella di Sant’Andrea d’Avellino – Avvocato Paolo Scarfiotti,
  3. Cappella di Santa Rita – Raoul Moschini,
  4. Cappella di Sant’Anna – famiglia Piani.
  5. Cappella di Sant’Antonio da Padova – Mariano Ciuccarelli,
  6. Cappella dell’Addolorata – Gilda Monsù, vedova Pupitti.
Inaugurazione dello stadio comunale “U.S. Potentina-Skorpion” di Potenza Picena costruito dai soldati polacchi.

Parlando della storia della chiesa di San Francesco di Potenza Picena non si è mai accennato a questi lavori eseguiti dopo la fine della seconda guerra mondiale, mentre oggi è stato possibile farlo grazie al ritrovamento casuale del documento nel nostro ricchissimo archivio storico comunale di Via Trento a Potenza Picena, che parla di questi importanti lavori.

Anche questi lavori all’interno della chiesa dovrebbero essere stati effettuati dall’impresa edile di Pasquale Clementoni e figli di Potenza Picena.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena è una delle più belle della nostra città.

Muratori dell’Impresa Edile Clementoni Pasquale e Figli di Potenza Picena sul tetto della Chiesa di S. Francesco nel 1937. Insieme a loro Padre Nazzareno Pistelli. Foto Biblioteca Francescana Falconara.

E’ chiusa dal giorno 30/10/2016 in conseguenza della forte scossa di terremoto che si è verificata proprio quel giorno. Ad oggi, dopo quasi 4 anni, ancora non è stata prevista la riapertura al pubblico.

La chiesa è di proprietà del Ministero degli Interni, fondo edifici di culto. Infatti la chiesa di San Francesco, grazie all’interessamento di padre Nazzareno Pistelli di Potenza Picena, Regio Ispettore Onorario della Soprintendenza di Ancona, nel 1937 è stata dichiarata Monumento Nazionale.

Nel periodo che va dal 1934 al 1937, padre Nazzareno Pistelli è riuscito a far eseguire degli importanti lavori di restauro della chiesa di San Francesco, per una spesa complessiva di Lire 44.000. Questa somma è stata raggiunta grazie al contributo del Ministero degli Interni per Lire 20.000, del Comune di Potenza Picena per Lire 6.000, della Parrocchia di Santo Stefano per Lire 2.000 e del Ministero dei Lavori Pubblici per Lire 16.000.

Maratori dell’Impresa Edile Clementoni Pasquale e Figli di Potenza Picena sul campanile della Chiesa di S. Francesco nel 1937. Foto di Padre Nazzareno Pistelli. ASCPP.

Per l’esecuzione dei lavori edili erano state contattate le seguenti ditte: Impresa Edile Pasquale Clementoni e Figli, Attilio Riccobelli ed Edoardo Clementoni. L’incarico è stato poi affidato all’impresa di Pasquale Clementoni e Figli di Potenza Picena. La fornitura degli infissi in legno è stata affidata alla falegnameria di Oreste Orselli di Potenza Picena. Ha seguito i lavori per la Soprintendenza di Ancona il dott. G. Pacchioni, mentre per il Corpo Reale del Genio Civile di Macerata l’Ing. Corrado Corallini. I lavori sono stati fotografati da padre Nazzareno Pistelli ed in una foto conservata presso la Biblioteca Francescana di Falconara dei Frati Minori, abbiamo trovato sul tetto della chiesa di San Francesco, insieme agli operai dell’impresa di Pasquale Clementoni e Figli, anche padre Nazzareno Pistelli. Questa foto ci è stata messa a disposizione da padre Gabriele Lazzarini, che ringraziamo di cuore.

Pasquale Clementoni capostipite della famiglia. Foto Fam. Clementoni,

I lavori di restauro della chiesa di San Francesco si sono resi necessari dopo che la struttura negli anni passati era stata utilizzata come magazzino di cereali, in particolare durante e dopo la prima guerra mondiale. Successivamente è stata un po’ abbandonata e si sono manifestati in particolare seri problemi al tetto.

L’impresa edile di Pasquale Clementoni e Figli ha portato a termine regolarmente i lavori di restauro della chiesa di San Francesco.

Il capostipite dell’impresa Pasquale Clementoni era nato a Potenza Picena il giorno 23/11/1871 da Girio e da Lucia Sodini, con lui lavoravano i suoi figli Giuseppe, Alessandro, Mariano, Filiberto, Raffaele e Giulio. Tra i muratori dell’impresa Clementoni si ricordano Luigi Ceccotti, Rinaldo Carestia e Scataglini Fiore.

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s_francesco_pincioLa chiesa di San Francesco di Potenza Picena è chiusa dal giorno 30 Ot­tobre del 2016, in conseguenza della forte scossa di terremoto che si è verificata quel giorno e niente è stato fatto ad oggi per poter consentire la sua riapertu­ra. La chiesa di San Francesco non è proprietà nè della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, nè del nostro Comune, è un bene di proprietà del Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto.

Il giorno 9 luglio 2019 la chiesa di San Francesco, ed in particolare il tetto, quello rivolto verso il Pincio, è stato scoperchiato da una forte tromba d’aria, che ha anche danneggiato i tetti di alcune abitazioni pri­vate di Via Trento.

La Soprintendenza di Ancona, tramite l’architetto Francesca Bruni, ha fatto un sopra11uogo il giorno 9 Agosto 2019 e successivamente sono stati eseguiti tutti i lavori necessari alla sistemazione del tetto della chiesa di San Francesco ed anche i privati hanno fatto eseguire lavori di sistema­zione ai tetti delle loro case di Via Trento.

Tutte le impalcature del cantiere e le transenne che erano state collocate intorno alla chiesa di San Francesco al Pincio sono state rimosse prima di Natale 2019, mentre quelle presenti lungo la scalinata di Via Trento solo il giorno 2 gennaio 2020. I lavori sul tetto della chiesa di San Francesco si erano conclusi il giorno 3 dicembre 2019 e sono stati eseguiti dall’impresa Cielo di Mogliano, per un importo di Euro 40.000.

Da diversi mesi non sono più funzionanti i 4 fari posti sul tetto sia della Palestra “Alberto Cittadini”, della Pinacoteca comunale “Benedetto Biancolini” e della chiesa di San Francesco, che illuminavano di notte il campa­nile. Questi 4 fari andrebbero subito ripristinati, cogliendo l’occasione per sostituirli con fari a led.

campanile in ombra

Foto di Sergio Ceccotti.

Questi 4 fari sono stati collocati dal nostro comune ed il nostro Ente deve chiedere alla ditta che ha l’appalto dell’illuminazione pubblica di procedere alla loro riattivazione.

Cosa si aspetta per fare questo intervento necessario a poter illuminare in maniera di nuovo ottimale questo nostro monumento nazionale con il suo campanile, quest’ultimo opera dell’architetto Pietro Augustoni?

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV Santa Elisabetta – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, al Pincio, è chiusa dal giorno 30 Ottobre 2016, dopo la forte scossa di terremoto che si è verificata quella mattina del 6,5 grado Mercalli, che ha causato danni alla volta interna.
Da quel giorno il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto proprietario del fabbricato, non ha avviato ancora alcuna opera di recupero.
All’interno della chiesa si trovano ancora tutte le opere d’arte, le 4 pale d’altare, compresi gli affreschi trecenteschi che si possono ammirare sulla scalinata che porta alla cantoria.
Questi affreschi sono la più antica testimonianza artistica conosciuta della nostra città, sono molto belli e dovrebbero essere i resti dell’antica chiesa di San Nicolò, le cui origini dovrebbero risalire agli inizi del Duecento. Questa chiesetta è stata poi donata dalla nostra comunità ai frati conventuali quando sono venuti ad insediarsi a Monte Santo verso il 1298.
Secondo gli esperti le due immagini che noi oggi possiamo ancora ammirare dovrebbero rappresentare una “Visitazione”.
Secondo noi ci troviamo difronte ad un capolavoro dell’arte trecentesca marchigiana, raffigurante uno un Vescovo, probabilmente San Nicola da Bari, a cui era intitolata la originaria chiesa di San Francesco, mentre l’immagine femminile posta alla sua destra dovrebbe rappresentare Santa Elisabetta, cugina della Madonna, questo secondo padre Ferdinando Campana, Provinciale dei Frati Minori delle Marche che ha visitato la chiesa il giorno Mercoledì 22 Agosto 2018, insieme a padre Lorenzo Turchi, vice-parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Questi affreschi trecenteschi andrebbero ripuliti e restaurati, facendoli anche ammirare ai visitatori, una volta che la chiesa verrà sistemata e riaperta al culto dei cittadini di Potenza Picena.
All’interno della chiesa di San Francesco, per la Cappella di Santa Venera degli Albanesi, nel 1491 sono stati commissionati altri affreschi al pittore di San Severino Ludovico Urbani, andati distrutti.
Questa chiesa conservava inoltre anticamente anche un capolavoro di Vittore Crivelli del 1493. Parti di questo polittico si trovano oggi esposte con grande evidenza nei musei internazionali inglesi ed americani, in particolare. Troviamo tre tavole e quattro parti della predella presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge ed un’altra tavola presso il Ashmolean Museum di Oxford in Inghilterra, oltre che tre tavole negli Stati Uniti. Il giorno Domenica 29 Luglio 2018, alle ore 16,30, sono venuti a Potenza Picena un gruppo di dottorandi, quasi tutte ragazze, con il loro professore inglese dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, che si trovavano temporaneamente nelle Marche, ad Amandola.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV San Nicola da Bari – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Hanno voluto visitare appositamente il contesto della chiesa di San Francesco, dove si trovava il polittico di Vittore Crivelli ed hanno potuto anche ammirare gli affreschi trecenteschi. Inoltre hanno visitato la Pinacoteca Comunale, l’Archivio Storico, il Teatro “Bruno Mugellini”, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove hanno potuto ammirare ed apprezzare il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, oltre a fare un interessante giro per il nostro centro storico, ammirando i portali del Palazzo Properzi, quello del Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni ed infine quello con i simboli ebraici in Via Tripoli.
Comunque dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere questi affreschi trecenteschi di San Francesco, la più antica testimonianza artistica di Monte Santo, una volta che la chiesa verrà riaperta e ci si augura che possa avvenire in tempi brevi.

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san francesco 1

Interno della Chiesa di San Francesco. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia, il respiro del mare – Potenza Picena”.

I piccioni del centro storico di Potenza Picena, l’antica Monte Santo, sono un pericolo gravissimo per le strutture pubbliche e private e per tutti i cittadini che vi risiedono.
Il giorno lunedì 7 marzo 2016 hanno addirittura violato una chiesa, quella di S. Francesco al Pincio, una delle più belle ed originali della nostra città.
I piccioni sono potuti entrare da una finestra che si è aperta con il forte vento posta sopra l’abside, sulla sinistra entrando, ed hanno incominciato a scorrazzare indisturbati all’interno del luogo di culto.
I loro escrementi acidi si sono depositati sull’antico coro ligneo ad intaglio del Settecento, opera dell’ebanista Moschetti, sull’altare maggiore, sulla pavimentazione, sui banchi e sui confessionali della chiesa.
La Signora Pina Pescetti e suo marito Alfredo Riccobelli, custodi della Chiesa, si sono accorti subito della presenza dei piccioni ed hanno provveduto ad avvisare il parroco, don Andrea Bezzini, che ha la gestione della struttura, la Soprintendenza ai Monumenti di Ancona e la Prefettura, visto che la Chiesa è proprietà del Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto, ed anche l’Ingegnere comunale Giuseppe Percossi e gli Amministratori locali sono stati informati dell’accaduto.
Il Tempio di S. Francesco nel 1937, grazie all’interessamento di padre Nazzareno Pistelli, Regio Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Monumenti delle Marche, è stato dichiarato da Benito Mussolini Monumento Nazionale e finanziato il suo restauro, i cui lavori sono stati eseguiti dall’impresa locale di Pasquale Clementoni e figli.
La chiesa è dedicata a San Nicolò e faceva parte del Convento dei Frati Francescani Conventuali e l’attuale struttura risale agli anni 1766-1778 (inizio e fine dei lavori). Al suo interno si trovano opere d’arte risalenti al Settecento tra cui negli altari laterali “Il Miracolo di S. Giuseppe da Copertino”, “La Natività” ed il “Transito di Sant’Andrea da Avellino”.

Piccioni all'interno della Chiesa di S. Francesco. Foto Sergio Ceccotti.

Piccioni all’interno della Chiesa di S. Francesco. Foto Sergio Ceccotti.

Sull’altare maggiore si trova la tela raffigurante “La Vergine Immacolata tra i Santi Nicolò, Francesco d’Assisi ed un altro santo Francescano”, forse San Giuseppe da Copertino. Ai lati di questo quadro si trovano due arazzi dello stesso periodo. Sulla scalinata che porta alla cantoria si trovano ancora degli affreschi che vengono fatti risalire al Sec. XIV di scuola marchigiana, che secondo alcuni studiosi raffigurerebbero una “Visitazione”.
Belle all’interno della chiesa anche le quattro statue che raffigurano le virtù cardinali. Un vero scrigno artistico e storico.
I piccioni nel nostro centro storico sono diventati da anni un gravissimo problema per la nostra comunità ed è necessario che il Comune intervenga riducendo drasticamente il loro numero. Bisogna anche che tutti i luoghi, pubblici e privati, che consentono a questi animali di rifugiarsi e nidificare, vengano chiusi.
Il nostro comune per primo dovrebbe dare l’esempio, procedendo alla chiusura di tutte le sue strutture dove questi animali trovano ospitalità e rifugio, ad esempio lo spazio dietro alla centrale termica dell’Auditoriom “Ferdinando Scarfiotti” in Vico Balilla, dove si raccolgono centinaia di piccioni ogni giorno.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Comunque ritornando alla Chiesa di S. Francesco due giorni dopo, mercoledì 9/3/2016 al mattino, con un mezzo messo a disposizione dalla ditta dei F.lli Bartoli di Potenza Picena, gli operai hanno provveduto a chiudere la finestra che si era aperta all’interno della Chiesa e la maggior parte dei piccioni è potuta uscire. Nella stessa giornata volontari della Parrocchia dei S. Stefano e Giacomo hanno provveduto a ripulire la nostra bellissima chiesa di S. Francesco, compreso anche il coro ligneo del Settecento. Grazie ai volontari Nunzio Cartuccia e la Sig.ra Ornella Quattrini, da parte della nostra comunità.

 

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