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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV Santa Elisabetta – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, al Pincio, è chiusa dal giorno 30 Ottobre 2016, dopo la forte scossa di terremoto che si è verificata quella mattina del 6,5 grado Mercalli, che ha causato danni alla volta interna.
Da quel giorno il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto proprietario del fabbricato, non ha avviato ancora alcuna opera di recupero.
All’interno della chiesa si trovano ancora tutte le opere d’arte, le 4 pale d’altare, compresi gli affreschi trecenteschi che si possono ammirare sulla scalinata che porta alla cantoria.
Questi affreschi sono la più antica testimonianza artistica conosciuta della nostra città, sono molto belli e dovrebbero essere i resti dell’antica chiesa di San Nicolò, le cui origini dovrebbero risalire agli inizi del Duecento. Questa chiesetta è stata poi donata dalla nostra comunità ai frati conventuali quando sono venuti ad insediarsi a Monte Santo verso il 1298.
Secondo gli esperti le due immagini che noi oggi possiamo ancora ammirare dovrebbero rappresentare una “Visitazione”.
Secondo noi ci troviamo difronte ad un capolavoro dell’arte trecentesca marchigiana, raffigurante uno un Vescovo, probabilmente San Nicola da Bari, a cui era intitolata la originaria chiesa di San Francesco, mentre l’immagine femminile posta alla sua destra dovrebbe rappresentare Santa Elisabetta, cugina della Madonna, questo secondo padre Ferdinando Campana, Provinciale dei Frati Minori delle Marche che ha visitato la chiesa il giorno Mercoledì 22 Agosto 2018, insieme a padre Lorenzo Turchi, vice-parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Questi affreschi trecenteschi andrebbero ripuliti e restaurati, facendoli anche ammirare ai visitatori, una volta che la chiesa verrà sistemata e riaperta al culto dei cittadini di Potenza Picena.
All’interno della chiesa di San Francesco, per la Cappella di Santa Venera degli Albanesi, nel 1491 sono stati commissionati altri affreschi al pittore di San Severino Ludovico Urbani, andati distrutti.
Questa chiesa conservava inoltre anticamente anche un capolavoro di Vittore Crivelli del 1493. Parti di questo polittico si trovano oggi esposte con grande evidenza nei musei internazionali inglesi ed americani, in particolare. Troviamo tre tavole e quattro parti della predella presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge ed un’altra tavola presso il Ashmolean Museum di Oxford in Inghilterra, oltre che tre tavole negli Stati Uniti. Il giorno Domenica 29 Luglio 2018, alle ore 16,30, sono venuti a Potenza Picena un gruppo di dottorandi, quasi tutte ragazze, con il loro professore inglese dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, che si trovavano temporaneamente nelle Marche, ad Amandola.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV San Nicola da Bari – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Hanno voluto visitare appositamente il contesto della chiesa di San Francesco, dove si trovava il polittico di Vittore Crivelli ed hanno potuto anche ammirare gli affreschi trecenteschi. Inoltre hanno visitato la Pinacoteca Comunale, l’Archivio Storico, il Teatro “Bruno Mugellini”, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove hanno potuto ammirare ed apprezzare il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, oltre a fare un interessante giro per il nostro centro storico, ammirando i portali del Palazzo Properzi, quello del Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni ed infine quello con i simboli ebraici in Via Tripoli.
Comunque dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere questi affreschi trecenteschi di San Francesco, la più antica testimonianza artistica di Monte Santo, una volta che la chiesa verrà riaperta e ci si augura che possa avvenire in tempi brevi.

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san francesco 1

Interno della Chiesa di San Francesco. Foto tratta dal libro “Il fascino della Storia, il respiro del mare – Potenza Picena”.

I piccioni del centro storico di Potenza Picena, l’antica Monte Santo, sono un pericolo gravissimo per le strutture pubbliche e private e per tutti i cittadini che vi risiedono.
Il giorno lunedì 7 marzo 2016 hanno addirittura violato una chiesa, quella di S. Francesco al Pincio, una delle più belle ed originali della nostra città.
I piccioni sono potuti entrare da una finestra che si è aperta con il forte vento posta sopra l’abside, sulla sinistra entrando, ed hanno incominciato a scorrazzare indisturbati all’interno del luogo di culto.
I loro escrementi acidi si sono depositati sull’antico coro ligneo ad intaglio del Settecento, opera dell’ebanista Moschetti, sull’altare maggiore, sulla pavimentazione, sui banchi e sui confessionali della chiesa.
La Signora Pina Pescetti e suo marito Alfredo Riccobelli, custodi della Chiesa, si sono accorti subito della presenza dei piccioni ed hanno provveduto ad avvisare il parroco, don Andrea Bezzini, che ha la gestione della struttura, la Soprintendenza ai Monumenti di Ancona e la Prefettura, visto che la Chiesa è proprietà del Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto, ed anche l’Ingegnere comunale Giuseppe Percossi e gli Amministratori locali sono stati informati dell’accaduto.
Il Tempio di S. Francesco nel 1937, grazie all’interessamento di padre Nazzareno Pistelli, Regio Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Monumenti delle Marche, è stato dichiarato da Benito Mussolini Monumento Nazionale e finanziato il suo restauro, i cui lavori sono stati eseguiti dall’impresa locale di Pasquale Clementoni e figli.
La chiesa è dedicata a San Nicolò e faceva parte del Convento dei Frati Francescani Conventuali e l’attuale struttura risale agli anni 1766-1778 (inizio e fine dei lavori). Al suo interno si trovano opere d’arte risalenti al Settecento tra cui negli altari laterali “Il Miracolo di S. Giuseppe da Copertino”, “La Natività” ed il “Transito di Sant’Andrea da Avellino”.

Piccioni all'interno della Chiesa di S. Francesco. Foto Sergio Ceccotti.

Piccioni all’interno della Chiesa di S. Francesco. Foto Sergio Ceccotti.

Sull’altare maggiore si trova la tela raffigurante “La Vergine Immacolata tra i Santi Nicolò, Francesco d’Assisi ed un altro santo Francescano”, forse San Giuseppe da Copertino. Ai lati di questo quadro si trovano due arazzi dello stesso periodo. Sulla scalinata che porta alla cantoria si trovano ancora degli affreschi che vengono fatti risalire al Sec. XIV di scuola marchigiana, che secondo alcuni studiosi raffigurerebbero una “Visitazione”.
Belle all’interno della chiesa anche le quattro statue che raffigurano le virtù cardinali. Un vero scrigno artistico e storico.
I piccioni nel nostro centro storico sono diventati da anni un gravissimo problema per la nostra comunità ed è necessario che il Comune intervenga riducendo drasticamente il loro numero. Bisogna anche che tutti i luoghi, pubblici e privati, che consentono a questi animali di rifugiarsi e nidificare, vengano chiusi.
Il nostro comune per primo dovrebbe dare l’esempio, procedendo alla chiusura di tutte le sue strutture dove questi animali trovano ospitalità e rifugio, ad esempio lo spazio dietro alla centrale termica dell’Auditoriom “Ferdinando Scarfiotti” in Vico Balilla, dove si raccolgono centinaia di piccioni ogni giorno.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Comunque ritornando alla Chiesa di S. Francesco due giorni dopo, mercoledì 9/3/2016 al mattino, con un mezzo messo a disposizione dalla ditta dei F.lli Bartoli di Potenza Picena, gli operai hanno provveduto a chiudere la finestra che si era aperta all’interno della Chiesa e la maggior parte dei piccioni è potuta uscire. Nella stessa giornata volontari della Parrocchia dei S. Stefano e Giacomo hanno provveduto a ripulire la nostra bellissima chiesa di S. Francesco, compreso anche il coro ligneo del Settecento. Grazie ai volontari Nunzio Cartuccia e la Sig.ra Ornella Quattrini, da parte della nostra comunità.

 

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