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Posts Tagged ‘san giacomo maggiore’

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Matrimonio all’interno della Chiesa di S. Caterina d’Alessandtria. Foto Bruno Grandinetti.

Potenza Picena è famosa storicamente per le sue 27 chiese sparse in tutto il territorio comunale. All’interno del centro storico, quello racchiuso entro la cinta muraria ricostruita nel lontano 1567 per la difesa dal pericolo dei Turchi (come attesta la lapide che ancora oggi si trova sulla parete d’ingresso a destra entrando da Porta Girola o Marina) e da cui si accede attraverso le 4 porte di accesso (Porta Girola, Porta Galiziano, Porta San Giovanni e Porta della Cava o del Cunicolo), nel 1862 si potevano contare ben 14 chiese e due cappelle: la Collegiata di Santo Stefano, un tempo chiesa di Sant’Ignazio di Loyola con annesse le Cappelle dei Contadini e degli Artisti, la chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano di origine medioevale, la monumentale chiesa di San Francesco al Pincio, la chiesa di San Tommaso delle Clarisse, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria delle Benedettine, la chiesa di Sant’Agostino degli Agostiniani, la chiesa di San Sisto della Confraternita della Buona Morte, la chiesa di San Marco di origine medievale, la chiesa di Sant’Antonio di Vienna, la chiesa di San Giovanni de Platea, la chiesa di San Pietro, la chiesa di San Paolo, la chiesa di Santa Croce e quella di San Rocco, della Confraternita di San Rocco e Martino.

San Tommaso

Erano quindi tantissimi i luoghi di culto che caratterizzavano e valorizzavano il nostro Centro Storico.
Oggi, dopo 159 anni, possiamo utilizzare per le funzioni religiose solo una chiesa, quella della Collegiata di Santo Stefano; tutte le altre o sono state abbattute, come le chiese di San Paolo, San Pietro, Santa Croce , Sant’Antonio di Vienna, San Rocco, oppure trasformate come la chiesa di San Marco, San Giovanni de Platea, Sant’Agostino (Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”), Santa Caterina d’Alessandria (Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”), la chiesa di San Tommaso Apostolo invece è chiusa perché nel 2008 le Clarisse sono state trasferite presso il convento di Pollenza, la Chiesa di San Francesco è chiusa per i danni causati dal terremoto del giorno 30/10/2016, la chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano è chiusa dal 2001 per inagibilità ed infine la chiesa di San Sisto è stata chiusa per Covid. Le cappelle dei Contadini e degli Artisti non sono più luoghi di culto.

Nel resto del territorio comunale, Porto Potenza Picena può disporre per le funzioni religiose di 2 chiese, quella di Sant’Anna e quella del Corpus Christi, mentre San Girio del Santuario dedicato al Santo compatrono di Potenza Picena.

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A cura di Paolo Onofri.

Chiesa di S. Giacomo Maggiore, prima dei lavori di modifica eseguiti nel 1943

Piazzale San Martino e Vico della Libertà, le due zone del quartiere di Galiziano sistemate nel 2003 con una bellissima pavimentazione, un nuovo arredo urbano in stile ottocentesco e una nuova illuminazione, costituiscono oggi un vero “salotto” e rappresentano una delle zone più caratteristiche della nostra realtà cittadina.

Nel Medioevo facevano parte del quartiere di San Pietro, infatti all’epoca Monte Santo era suddivisa in quattro quartieri: San Pietro (zona di Porta Galiziano), San Paolo (zona di Porta Girola o Marina), San Giovanni (zona di Porta San Giovanni) e Sant’Angelo (zona di Porta del Cunicolo o della Cava).

Vico della Libertà è la via che costeggia la chiesa di San Giacomo Maggiore ed anticamente si chiamava Vico della Parrocchia.

Piazzale San Martino, invece, più comunemente conosciuto come i “mori”, anticamente non esisteva;  è “nato” solo dopo l’abbattimento di una casa ed a seguito dell’occupazione di un orto, col tempo è stato collegato alla Circonvallazione Le Grazie grazie alla costruzione di una scalinata.

Questo spazio isolato era il luogo ideale per il gioco dei ragazzi del quartiere di Galiziano (Via Galiziano, S. Croce, Carlo Zima, Le Rupi, Galvani, Vico del Ponte, Vico Guarnieri, Volta) che in questo spazio si ritrovavano per giocare a pallone, a “papa” ed altri giochi. 

Il quartiere di Galiziano è l’unico della nostra città che ha saputo mantenere la testimonianza di una porta medioevale, restaurata nel 1999, Porta Galiziano. La Porta risale agli anni compresi tra la fine del sec. XIV e gli inizi del seguente, epoca nella quale viene ampliata la cinta muraria della “terra” di Monte Santo, fino a comprendere quello che nel catasto del 1372 viene chiamato il borgo del quartiere di San Pietro, in seguito denominato di “Galazzano” (o di San Giacomo).

Il manufatto munito di doppie porte, ha subito nel corso dei secoli vari interventi, tra cui quello del 1566/72, del 1775 quando viene rifatta la facciata esterna secondo lo stile neoclassico ed il restauro del 1894. La porta, una costruzione che ospitava il corpo di guardia sormontata da “pinnacoli”, nel 1960 fu isolata dalla cinta delle mura castellane ed fu oggetto di un approssimativo restauro. Nelle vicinanze della Porta si trovava la chiesa della Madonna delle Lacrime o Madonnetta, demolita nel 1961 per consentire l’ampliamento della strada provinciale.

Trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507. Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. Foto di Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano si caratterizza, inoltre, per la presenza di una chiesa, purtroppo oggi chiusa, quella di San Giacomo Maggiore, parrocchia dal 1765 fino al 1986, oggi unita a quella di Santo Stefano.

La chiesa dovrebbe risalire alla seconda metà del sec. XIV e si caratterizza per un rosone in pietra arenaria sulla facciata, testimonianza dell’epoca. Venne ristrutturata completamente all’interno alla fine dell’Ottocento, assumendo connotati neo-gotici; la facciata venne rifatta nel 1943 su progetto dell’architetto Eusebio Petetti di Potenza Picena, inserendo sulla facciata, prima completamente in mattoni, la pietra bianca. I lavori furono eseguiti dall’impresa edile Persichini Giuseppe e Granati Roberto.

Fino al 1765 nel quartiere esisteva anche un “ospedale” collegato alla chiesa, gestito dalla Confraternita del “Corpus Christi” o di San Giacomo, che doveva servire ad accogliere poveri ed ammalati, la cui costruzione risale al 1430. L’attività della Confraternita comunque prosegue ancora oggi. 

La chiesa di San Giacomo Maggiore custodiva al suo interno un bellissimo trittico su tavola del 1507 del pittore Paolo Bontulli da Percanestro, che raffigura la Vergine col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. L’opera è stata trasferita nel 2014 all’interno dell’ex Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, oggi Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, mentre all’interno della chiesa di San Giacomo Maggiore si trova ancora oggi l’organo di Angelo Morettini degli inizi del Novecento.

Nel quartiere di Galiziano si trova anche la Fonte di Galiziano, collocata a poche centinaia di metri dall’abitato storico.

Porta Galiziano. Foto di Sergio Ceccotti.

La fonte di Galiziano, risalente al sec. XV, anticamente era utilizzata per gli usi civili e per abbeverare gli animali, era proibito utilizzarla per lavare i panni. Successivamente, nell’Ottocento, con la costruzione di altre vasche, è stata utilizzata anche per il lavaggio dei panni da parte delle nostre vergare. Con l’ampliamento dell’acquedotto comunale, la Fonte di Galiziano, come tutte le altre fonti, ha perso d’importanza ed è stata abbandonata al suo destino, nel totale degrado. Oggi, grazie alla Fondazione Carima di Macerata, che ha concesso un contributo di Euro 20.000, la Fonte di Galiziano verrà restaurata. Il nostro comune metterà altri 28.000 Euro per completare i lavori.  

Nel quartiere di Galiziano c’erano molte attività commerciali ed artigiane. Ricordiamo Orghetta (Olga Mazzarella), Pergè e Pina  (Pergentino Grandinetti e sua moglie Giuseppina Bernacchia), Renata Campitelli con la sua pizzeria, la macelleria di Mari de Pietro de Macerata (Maria Borroni e Pietro Natali), il forno di Nanni de Macerata (Giovanni Natali), il negozio di frutta e verdura di Annetta de Macerata, Anna Donati, quello de Peppe de Sesa (Giuseppe Pigliacampo), di Agostina Pescetti, moglie di Fernando de Carnuà (Cennerelli), il negozio di Gabriella Rebichini (moglie di Armando Scataglini), il negozio di Gianfranco Torbidoni, la lavanderia di Maria Rinaldelli e Nazzareno Simonacci. 

Inoltre gli artigiani: il barbiere Mario Sabbatini (“ferraretto”), il sarto Cardinali Giovanni, il calzolaio Enrico Bernabiti (“Rigo de quaglia”), il muratore Giuseppe Persichini, il carrettiere Guido Cittadini (“Guido de Cocò”) ed il netturbino Gino Romagnoli (“Varavà”). In questo quartiere popolare sono nati e vissuti Renzo Tortelli, famoso fotografo internazionale, lo storico ed archivista dott. Roberto Domenichini, padre Pietro Lavini, il “muratore di Dio” che ha costruito l’eremo di San Leonardo e Severino Donati, poeta e uomo di cultura dialettale. Per la cronaca è nato in questo bellissimo quartiere anche il sottoscritto.

Foto Sergio Ceccotti.

Il quartiere di Galiziano è il simbolo di come l’intervento di singoli cittadini, con l’intelligente recupero delle abitazioni private e quello del nostro Comune, con il recupero di Porta Galiziano, la sistemazione del Piazzale San Martino e Vico della Libertà, oltre che l’intera sistemazione della pavimentazione della zona, hanno potuto trasformare una realtà degradata in luogo ideale per poter ritornare a vivere, anche da parte di famiglie giovani e diventare esempio di recupero del centro storico. Dedichiamo questo lavoro a Bruno Grandinetti, morto il giorno 12/07/2003 che in tutta la sua vita si è impegnato a valorizzare la storia, la cultura e la tradizione di Potenza Picena.  

Severino Donati ha dedicato al quartiere di Galiziano di Potenza Picena una sua lunga poesia in dialetto santese pubblicata nel libro “Galazzà e dintorni”, curato da Anna Donati, sua figlia, pubblicato nel 2006, che noi facciamo conoscere ai nostri affezionati lettori.

GALLAZZA

di Severino Donati

E’ qui ch’è nato lo paese.
Quanno li putindìni, pé sarvàsse
da Unni e da ladrù,
jè toccò a bbuscàsse
quassù;
scì qui pròpio: a Galazzà.
E lo spiazzétto
fu piazza quella ò’
‘ndo c’èra lo cummune
che li modérni addè ha’ vuttàto jò;
Sagnàcomo però
angò sta llì:
Sagnàcomo ch’ha dato
lo nome a Galazzà;
Sagnàcomo che ‘dè,
più che ‘na chjesa,
lo sinbolo de Galazzà.
E cc’è la porta
che è rmasta llà:
adèssa pare pròpio u’ mmunuméndo
d’andichità.
E ll’abbitandi,
che quella ò’ nò n era certo tandi,
me sà che non passàva cinguecèndo,
addè do’ stà?
E’ jìti a popolà
La parte nòa più ‘nzù,
o è jìti a fadigà,
e tandi è rmasti llà,
in Argindìna per potè magnà.

Adèssa Galazzà non ci sta più,
ussìa, ci stà li muri cò le strade,
ma le persò de quella stréppa è rade:
fra pòco più nisciù.
E s’è rpulito Galazzà!
Addè ci stà
le jènde ‘ngivilìte
vinùte non se sà de dò;
le scene e le cagnare ‘dè finite
e anghe lo parlà tra le persò
nò n è più quillo de ‘na ò’,
addè se parla fino:
non sèndi più a dì ‘frico’ ma ‘bambino’;
tra vicinati non ce se conosce;
le donne non se fa più ròsce
se sgarra carghe ò’
e ll’òmmini, tranguìlli
è sènbre quilli
anghe se rsumìja ‘nbò a li vò.
Però ‘ste mode sta’ ‘nbertutto.
E sse s’è jìto via ‘llò monno vrutto
de Galazzà,
chj ‘dè che po’ giurà,
perché ci sta più pa’,
perché le jènde è fine per parlà,
perché de sesso c’è più libertà,
ch’addè c’è più filicità?
Me sà che carghidù,
venanghe sciàla cò ‘sta civirtà
e fame non cià più,
pè la filicità,
vurrìa canbà comme ‘na ò’
a Galazzà.  

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

San Giacomo Maggiore

Il giorno 31 ottobre2018 la Soprintendenza di Ancona ha comunicato al Comune di Potenza Picena di aver approvato il progetto di restauro delle 10 statue lignee degli Apostoli del Sec. XVII predisposto dalla Dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro.

È la stessa professionista che nei mesi scorsi ha già provveduto a restaurare con ottimi risultati la pala di Pietro Paolo Jacometti del 1630 ed altri 4 quadri del monastero di San Sisto delle Benedettine.

Il progetto della Dott.ssa Letizia Bruscoli prevede una spesa complessiva di € 7.500 e già il Dott. Roberto Domenichini si è impegnato a finanziare il recupero di 3 statue (San Giacomo Maggiore, San Giovanni Evangelista e San Giuda Taddeo), per una spesa di € 2.500.

Il progetto, dopo il nulla osta della Soprintendenza di Ancona, deve essere inserito nel portale ufficiale dell’Art Bonus, dopo di che è possibile iniziare i lavori di restauro. Chiunque fosse interessato a finanziare il recupero di queste statue lignee degli Apostoli, può contattare l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, scegliere la statua o le statue da recuperare ed usufruire del beneficio previsto dalla legge Art Bonus (legge n. 106 del 29/7/2014), che consente un credito d’imposta del 65%, diluito in tre anni.

In pratica il costo effettivo dell’intervento per ogni singola statua è solo del 35%della spesa sostenuta.

Ci si augura che la Città di Potenza Picena sappia rispondere in maniera positiva a questo appello, in modo da poter completare il restauro di tutte le10 statue lignee degli Apostoli.

Il progetto è stato inserito nel portale Art Bonus il giorno giovedì 22 novembre 2018.

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7°_DSC3091La chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano di Potenza Picena è chiusa dal 2001, la volta interna è crollata, il rosone trecentesco della facciata è danneggiato.
In prospettiva per questa chiesa non ci sono interventi previsti di restauro da parte della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, proprietaria dell’immobile storico.
Inoltre in conseguenza della forte scossa di terremoto del giorno 30 Ottobre del 2016, anche il manufatto che si trova sopra alla facciata della chiesa e che racchiude la statua della Madonna, è stato danneggiato. Una delle colonnine interne si è spezzata.
Il giorno lunedì 22 Gennaio 2018 abbiamo segnalato il fatto al parroco, padre Michele Ardò, che ha subito coinvolto i nostri vigili urbani, che dopo un sopralluogo, vista la gravità della situazione, hanno provveduto a transennare lo spazio sotto alla facciata della chiesa di San Giacomo.
Inoltre hanno anche fatto una relazione, che hanno consegnato sia al parroco che al dirigente dell’ufficio tecnico comunale, ing. Giuseppe Percossi per poter adottare i necessari provvedimenti del caso, dopo aver effettuato un sopralluogo.
La Parrocchia di San Giacomo Maggiore era stata istituita con Bolla il giorno 20/10/1774 dall’arcivescovo di Fermo, Cardinale Urbano Paracciani ed è stata sciolta nel 1989, per confluire in quella di Santo Stefano.
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All’interno di questa storica Parrocchia ha sempre operato la Confraternita del Corpus Domini, le cui origini risalgono al 1430 ed oggi il Priore è Stefano Pescetti.
Dalla chiesa di San Giacomo Maggiore, dopo il crollo della volta del giorno 22/11/2013 è stato rimosso il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 “Madonna col Bambino tra i Santi Giacomo Maggiore e Rocco” compresa la predella. Il trittico, è stato portato prima ad Urbino, dove è stato ripulito ed è rimasto esposto dal giorno 22/12/2013 fino al giorno 6/4/2014 all’interno dei locali della Galleria Nazionale, poi il giorno 18 Giugno 2014 è stato collocato all’interno della ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove si trova ancora oggi.
Si ricorda che nell’anno 2004 si era formato a Potenza Picena un comitato cittadino con l’intento di raccogliere fondi che dovevano servire per il restauro della chiesa di San Giacomo Maggiore.
Si doveva restaurare in particolare il rosone trecentesco della facciata della Chiesa, dove si era riscontrato il distacco di un elemento. Per questo recupero si era fatta avanti la Fondazione Anton Mario Filippetti, con il suo Presidente Mario Carlocchia, ma purtroppo non si è fatto ancora nulla.
Chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano.  Foto di Sergio Ceccotti.Il destino di questa antica chiesa, che era stata restaurata nel lontano 1943 su progetto dell’architetto santese Eusebio Petetti, continuando in questo modo, sembra segnato. Nonostante i tanti seri problemi che si sono manifestati, non si fa ancora niente.
Pur in condizioni molto difficili, bisogna battersi perché non venga abbandonata al suo destino, ma prima passibile recuperata.
Incominciamo mettendo in sicurezza subito sia il rosone trecentesco che il manufatto che si trova sopra alla facciata.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Foto_Eusebio_Petetti

Arch. Eusebio Petetti

Il giorno 6 Maggio del 1957 moriva in Ancona l’architetto Eusebio Angelo Petetti. Nato a Potenza Picena il giorno 23 Novembre del 1882 nella casa di Corso Vittorio Emanuele II n° 340 dal maestro Raffaele Petetti e dalla sig.ra Vincenza Magner, primo di 8 figli, dopo aver frequentato le Scuole locali con ottimi risultati, classificandosi tra i premiati nell’anno scolastico 1889-90, è entrato nel Seminario di Fermo diventando Sacerdote. Nel 1916 risulta addirittura coauditore del parroco di Sant’Anna a Porto Potenza Picena don Silvio Spinaci.
Dopo aver lasciato l’abito religioso il 14 aprile del 1923 si sposa in Ancona con la sig.ra Isola Falaschini, da cui avrà tre figli, Raul, Lionello ed Anna Maria. Si laurea in architettura all’Università di Urbino con il prof. Luigi Garlatti Venturini ed inizia la sua attività professionale nelle Marche.
Tra i suoi primi progetti si ricordano la Cappella funeraria delle monache Clarisse a Potenza Picena nel 1919, il restauro della Chiesa Santa Maria in Monte a Monte S. Giusto, la costruzione della chiesa di Sant’Anna e la casa parrocchiale a Porto Potenza Picena nel 1926, l’ampliamento della della casa parrocchiale di Colbuccaro nel 1925 e la costruzione della casa parrocchiale ed il restauro e costruzione della chiesa prepositurale di Corridonia nel 1926, la ricostruzione della chiesa e casa parrocchiale di Villa Crocette a Castelfidardo. Edicole funerarie private in Ancona e Pergola.
Chiesa di S. AnnaIl progetto per l’ampliamento della Regia Scuola Industriale di Ancona, il progetto per la Galleria e primo tratto della zona Astagno di Ancona, il Parco della Rimembranza di Montemarciano.
In Ancona inoltre nel 1938 progettò il Palazzo del Mutilato in Corso Stamira. Per il Capoluogo egli progettò negli anni Trenta la sistemazione della zona Traianea e l’isolamento di Porta Pia.
Insieme agli architetti Biscaccianti e Castelli presentò il Piano Regolatore per la città di Ancona e collaborò al progetto di completamento di Corso Stamira. Nella chiesa di San Domenico disegnò la Cappella votiva che ospita tuttora la Pietà dello scultore Sanzio Blasi e partecipò al concorso per il monumento ai caduti da erigersi al Passetto, poi vinto dall’architetto Guido Cirilli. E’ stato Presidente Regionale dell’ordine degli architetti.
A Potenza Picena nel 1936 è intervenuto sulla Chiesa di San Girio trasformandola a tre navate, rifacendo la facciata ed il campanile e successivamente nel 1943 progettò la nuova facciata della chiesa di San Giacomo Maggiore a Galiziano con il parroco don Gustavo Spalvieri. La sua passione per l’arte lo portò a scrivere tre libri di storia dell’arte, mai pubblicati, nonché articoli di argomento artistico per il “Messaggero”, il “Corriere Adriatico” e la Rivista “Natura ed arte”. Inoltre, membro dell’Accolta dei Trenta, per moli anni tenne conferenze sui temi artistici.
Insegnò disegno presso varie scuole della città dorica e svolse nel periodo del 1938-1940 anche la sua attività di insegnante a favore dei ragazzi di religione ebraica che, a causa delle leggi razziali, erano stati allontanati dalle scuole pubbliche.

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Ancona – Palazzo del Mutilato 1938

La casa dove lui è nato nel 1882 in Corso Vittorio Emanuele II n° 340 a Potenza Picena, negli anni Venti del Novecento è stata ricostruita su suo progetto in stile liberty ed ancora oggi, dopo quasi un secolo, fa bella figura nel contesto del nostro centro storico. Sul portone di ingresso ci sono ancora le iniziali del padre, il maestro Raffaele Petetti, morto il giorno 4 Maggio del 1929.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
S.-Giacomo-esternoUna delle Parrocchie più importanti ed antiche di Potenza Picena è stata sicuramente quella di San Giacomo Maggiore a Galiziano.
La Parrocchia è stata istituita con Bolla del 20/10/1774 dall’Arcivescovo di Fermo Cardinale Urbano Paracciani ed ha operato fino alla sua chiusura nel 1989, quando è stata unita con quella di Santo Stefano. Va precisato che già dal mese di Febbraio del 1766 la Parrocchia di San Giacomo Maggiore era funzionante e gestita da un economo spirituale, don Bernardino Pierangeli, che il giorno 20 Ottobre del 1774 verrà confermato Parroco.
Quali sono stati i Parroci che in questi oltre due secoli di attività hanno retto questa Parrocchia?
Da una ricerca effettuata presso l’Archivio storico della Parrocchia dei Santi Stetano e Giacomo risultano dal 1774 fino al 1989 i seguenti parroci:

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Trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507. Madonna con Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco. Foto di Sergio Ceccotti.

  • Dal Febbraio 1766 al mese di Ottobre 1774
    Economo Spirituale Canonico don Bernardino Pierangeli
  • Dal 20 Ottobre 1774 al 23/8/1812
    Parroco Canonico don Bernardino Pierangeli
  • Dall’Agosto 1812 al Dicembre 1815
    Economo Spirituale Canonico don Pietro Ciminari
  • Dal Gennaio 1816 all’Ottobre 1817
    Parroco don Antonio Andreani
  • Dal Novembre 1817 ad Agosto 1818
    Economo Spirituale don Gaspare Costantini
  • Dall’Agosto 1818 all’Agosto 1839
    Parroco don Francesco Romani
  • Dal settembre 1839 a Settembre 1860
    Parroco don Giuseppe Pierandrei
  • Dal Settembre 1860 al Marzo 1881
    Economo Spirituale don Giambattista Pierandrei
  • Dal Marzo 1881 al 24 Luglio 1881
    Economo spirituale don Luigi Boschi
  • Dal 25 Luglio 1881 al Gennaio 1904
    Parroco don Luigi Boschi (Diventato dopo tale data Vescovo di Ripatransone)
  • Dal 1/2/1904 al 8/10/1904
    Economo Spirituale don Giuseppe Mosconi
  • Dal 9/10/1904 al 29/12/1918
    Parroco don Giuseppe Miti
  • Dal 30/12/1918 al 10/1/1920
    Economo Spirituale don Gustavo Spalvieri
  • Dal 1920 al 27/11/1960
    Parroco don Gustavo Spalvieri
  • Dal 28/11/1960 al 14/4/1962
    Amministratore don Benedetto Nocelli
  • Dal 15/4/1962 al 1979
    Parroco don Fausto Gazzoli
  • Anno 1980
    Economo Spirituale don Primo Pennacchioni
  • Dal 1981 al 1989 (chiusura Parrocchia unita a quella di S. Stetano)
    Parroco don Giovanni Ginevri.

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La Confraternita del Corpus Domini partecipa alle cerimonie religiose di Potenza Picena. Foto di Sergio Ceccotti.

Tra di loro troviamo anche un Vescovo. Si tratta di Mons. Luigi Boschi, che era stato nominato Vescovo di Ripatransone nel 1904.
Con questa ricerca storica vogliamo ricordare tutti i parroci che si sono alternati nella cura delle anime di questa Parrocchia, in modo che almeno possa rimanere il loro ricordo, anche se la Parrocchia è stata ufficialmente chiusa nel 1989.
Purtroppo anche la chiesa di San Giacomo Maggiore è dal 2011 chiusa e sarebbe opportuno recuperarla al culto ed alla disponibilità dei fedeli. Il polittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 “Madonna col Bambino tra i santi Giacomo Maggiore e Rocco” non si trova più all’interno della Chiesa e dal giorno 18 Giugno 2014 è stato collocato nel contesto nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria”. Prosegue invece l’attività della Confraternita del Corpus Domini, che conta oggi n° 40 aderenti, tra uomini e donne, ed il cui Priore è Stefano Pescetti.

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