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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.

La parrocchia di San Girio di Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Alessandro Borgia ed alla sua guida si sono alternati 13 parroci fino ad oggi, compreso l’attuale, Don Aldo Marinozzi.

San Girio, il santo compatrono di Potenza Picena insieme a Santo Stefano, viene festeggiato ogni anno con una importante festa il giorno 25 maggio con manifestazioni sia religiose che civili, compresa la fiera e la processione che parte da viale Trieste di Potenza Picena fino al Santuario di San Girio.

Anticamente questa processione partiva dalla Collegiata di Santo Stefano. In queste parrocchie di campagna i parroci rimangono per molti anni. Ad esempio l’attuale, don Aldo Marinozzi, è parroco dal 1979, cioè da quarant’anni. Il precedente, don Elia Malintoppi è stato parroco dal 1946 fino al 1979, quando è morto, cioè per 33 anni.

Solo nel 1938, cioè 80 anni fa, c’è stato un parroco, don Francesco Campolungo che ha svolto il compito di parroco di San Girio per soli 2 mesi, dal 4 settembre 1938 fino al giorno 30 ottobre 1938, quando è morto in conseguenza di un tragico incidente stradale, all’Ospedale di Recanati, accaduto poco distante dal Santuario di San Girio.

Interno Chiesa di San Girio. Foto Bruno Grandinetti.

Interno Chiesa di San Girio. Foto Bruno Grandinetti.

Don Francesco Campolungo era nato a Civitanova Marche il giorno 14 aprile 1905 da Marone e da Maria Foresi. Comunque nel brevissimo tempo della sua presenza nella parrocchia di San Girio, don Francesco Campolungo si era fatto apprezzare da tutti i suoi parrocchiani.

Noi oggi, a distanza di 80 anni, lo vogliamo ricordare.

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matrimonioA cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

La Parrocchia di San Girio di Potenza Picena è la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. È stata istituita il giorno 28 novembre del 1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Alessandro Borgia. Fino ad oggi ci sono stati 13 parroci, compreso l’attuale, don Aldo Marinozzi di Corridonia.

Dal giorno 8/9/1946 fino alla sua morte, è stato parroco di San Girio don Elia Malintoppi. Don Elia era nato il giorno 28/8/1904 a Falerone (AP) da Antonio e da Irene Ruffini ed è stato parroco a San Girio per ben 33 anni. È morto in Ancona il giorno 3/6/1979. Era laureato in Teologia, ed era un uomo di profonda cultura storica, artistica, oltre che religiosa.

Nella Parrocchia di San Girio don Elia Malintoppi viene ricordato in par­ticolare per due avvenimenti. Il primo lo ha portato a termine nel 1951 ed è consistito in grandi lavori di ristrutturazione della chiesa del Santuario di San Girio, con il rifacimento dell’abiside, scavando la cripta e nella realizzazione delle importanti decorazioni della chiesa, la­vori eseguiti dall’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa, che riproducono le scene della vita di San Girio, compatrono di Potenza Picena, insieme a Santo Stefano. È un ciclo pittorico veramente straordinario sia da un punto di vista artistico che religioso, fondamentale per la nostra comunità.

celebrazioni San girioL’altra notevole iniziativa di don Elia Malintoppi è stata quella che ha avviato nel 1952, riuscendo grazie alla sua forza di convinzione, ca­parbietà e competenza storica, a riportare la festa di San Girio alle antiche tradizioni secolari, riuscendo di nuovo a far partecipare alla processione ed alla festa in forma ufficiale il nostro Sindaco, il maestro Lionello Bianchini, con tutta la Giunta Municipale, il Gonfalone del comune, la Banda Cittadina e con il dono di 12 ceri. Questa processione che si doveva recare da Potenza Picena al Santuario di San Girio, partiva all’epoca dalla Collegiata di Santo Stefano, mentre oggi parte dal Viale Trieste. Don Elia Malintoppi scrisse il giorno 10 maggio del 1952 una toccante lettera al nos­tro Sindaco, dove partendo dai grandiosi lavori che erano stati fatti nel 1951 nel Santuario di San Girio, chiedeva il ri­pristino dell’antica consuetudine, persa negli ultimi anni, della parte­cipazione in forma ufficiale delle nostre autorità comunali con il Gon­falone, della Banda Cittadina e del dono al Santo comprotettore della nostra città San Girio di n° 12 ceri il giorno 25 Maggio.

Faceva presente che il nostro comune doveva dare pubblica comu­nicazione alla cittadinanza con un manifesto, affisso almeno 10 giorni prima. Chiedeva inoltre che il giorno 25 Maggio, come era stato nel passato, fosse un giorno di precetto, cioè festivo per tutta la nostra co­munità. Indicava anche l’orario della processione, cioè al pomeriggio alle ore 17,00, per ragioni di convenienza.

Tutte queste richieste furono accolte dai nostri amministratori e la festa di San Girio è potuta proseguire con grande successo fino ad oggi. Storicamente la partecipazione delle nostre autorità comunali con il dono dei ceri al santo comprotettore della nostra città è cessata con l’Unità d’Italia del 17 Marzo 1861, anche se dobbiamo far presente che la festa di San Girio con la processione dal Capoluogo al Santuario è documentata nel Novecento, ed in particolare negli anni 1915-1919-1920 e le richieste di autorizzazione della processione sono addirittura sottoscritte dal prevosto della Collegiata di Santo Stefano.

Comunque una cosa è certa: il ripristino dell’antica tradizione della partecipazione delle autorità comunali, con il Gonfalone ed il dono dei 12 ceri al Santo comprotettore della nostra città si deve esclusivamente ad una persona, al parroco don Elia Malintoppi di Falerone, che ha saputo valorizzare un’antica consuetudine della nostra comunità, che esalta il profondo rapporto che c’è sempre stato tra San Girio e la città di Potenza Picena.

Lettera di don Elia Malintoppi del giorno 10/5/1952 al Sindaco di Potenza Picena.

Il sottoscritto don Elia Malintoppi, parroco di San Girio, si permette di esporre quanto segue: solo da qualche anno, e non si sa il perché, si è sospesa una delle più belle e care tradizioni di questa città, cioè la solenne processione di maggio e di venerazione che ogni anno il 25 Maggio partendo dalla Colle­giata, si recava in questa chiesa.

L’origine di questa Processione è plurisecolare e forse dovrà allacciarsi alla morte del Santo (1296) giacché gli Statuti di Monte Santo com­pilati nel 1431 la descrivono minutamente, stabiliscono che il Gonfalo­niere dovesse fare un’offerta di candele e tutte le Autorità vi dovessero prendere parte. Stabilirono pure che detta festa si celebrasse come festa di precetto.

Il sottoscritto, prendendo occasione dei grandiosi restauri compiti in questa chiesa, desidererebbe che questa processione in quest’anno venisse ripristinata, vi prendesse parte la Giunta Comunale, con il Gonfalone, con la simbolica offerta di candele, con la Banda Cittadina, ecc.

Per ragione di convenienza sarebbe bene farla nel pomeriggio verso le ore 17. All’arrivo qui in Chiesa si formerebbe una breve processione ed il tutto si chiuderebbe con l’omaggio al Santo.

Perché la cosa riuscisse nel miglior modo, sarebbe bene, che il Comune desse avviso alla popolazione, almeno 10 giorni innanzi con un pubblico manifesto. Il sottoscritto è ben lieto di essere sempre a dispo­sizione di codesta On. Giunta per ogni chiarimento ed altro.

Sicuro che la proposta trovi benevola accoglienza sentitamente ringrazia ed ossequia.

San Girio li 10 Maggio 1952

­­Firmato don Elia Malintoppi

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

don-aldo-marinozziDopo aver ampiamente parlato dei parroci delle Parrocchie di San Gia­como Maggiore, Sant’Anna, Santo Stefano e San Giovanni Evangelista di Montecanepino, finalmente concludiamo con la Parrocchia di San Girio, grazie alla disponibilità di Don Aldo Marinozzi che ci ha fornito l’elenco dei parroci e degli economi spirituali che si sono avvicendati in questa Parrocchia.

La Parrocchia di San Girio a Potenza Picena è stata istituita il giorno 28/11/1739, cioè 280 anni fa, dall’Arcivescovo di Fermo, Mons. Alessan­dro Borgia, ed è quindi la più antica della nostra città, dopo quella di Santo Stefano. Il territorio di competenza di questa Parrocchia è pre­valentemente rurale e può contare sul Santuario di San Girio, chiesa le cui origini risalgono al sec. XVI e che è stata trasformata nel 1936, su disegno e progetto dell’architetto di Potenza Picena Eusebio Petetti e del canonico Marcello Manfroni, a tre navate, con il rifacimento della facciata e del campanile, quando parroco era don Enrico Acciarri di Cupramontana. Nel 1951 il Parroco don Elia Malintoppi di Falerone ha provveduto al rifacimento dell’abside ed alle deco­razioni interne, affidando l’incarico all’artista di Mombaroccio (PS) Ciro Pavisa (1890-1972). Nel 1875, parroco don Salvatore Osimani di Numana, si è provveduto al rifacimento della nuova canonica su progetto dell’ingegnere Francesco Temperini ed i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Edile di Civitanova di Fioretti Pietro, per una spesa complessiva di Lire 3687,06. Altri interventi alla canonica ed alla Chiesa di San Girio nel 1921, parroco don Enrico Acciarri, per una spesa di Lire 27.991,86.

don elia malintoppiLa chiesa contiene al suo interno dal 1793 il qua­dro di San Girio del pittore Benedetto Biancolini, opera finanziata dal nostro Comune, dove troviamo un’antica raffigurazione di Monte Santo con

il Palazzo Municipale dove si può ancora notare il doppio loggiato. La parte superiore è stata chiusa dopo la costruzione del nostro Teatro Con­dominiale, inaugurato il giorno 27 Dicembre del 1862.

Don Francesco Campolungo. Parroco di San Girio dal 4-9-1938 al 39-10-1938.La Parrocchia e la chiesa sono dedicati a San Girio, compatrono della nostra città insieme a Santo Stefano, santo che è nato in Francia, a Lunello, nel 1274 e che è morto nella nostra città nel 1298. Il culto im­memorabile di San Girio fu approvato dal Pontefice Benedetto XIV il 1 agosto 1742. A Monte Santo dal 1377 il giorno 25 Maggio di ogni anno si svol­ge la festa di San Girio, insieme alla fiera, questa istituita il giorno 10/l/1606. A San Girio era tradizione, documentata fin dal 1876, parroco don Salvatore Osimani, fare durante la “terza festa di Pasqua”, il martedì dopo l’Angelo una processione a cui partecipavano tutte le confraternite di Potenza Picena, con il simulacro, la statua di San Vincenzo Ferreri, per la benedizione delle campagne. Dal 1652 abbiamo un cappellano nel Santuario di San Girio. I parroci che si sono alternati alla guida di questa Parrocchia ru­rale dal 1739 sono stati fino ad oggi 13, compreso l’attuale don Al­do Marinozzi, oltre che 13 economi spirituali.

Dal 1739 fino ad oggi i parroci e gli economi sono stati i seguenti:

    1.  – Don Felice Ciminari di Monte Santo dal 7/5/1740 al 16/10/1775
      Don Pietro Ciminari economo dal 16/10/1775 al 11/5/1776
    2. – Don Vittorio Panepesel dal 11/5/1776 al 2/9/1785
      Don Cristoforo Ruffini economo dal 2/9/1785 al 26/10/1785
    3.  – Don Marco Rodilossi dal 26/10/1785 al 14/2/1815
      Don Terenzio Pierandrei economo dal 14/2/1815 al 16/2/1816
    4.  – Don Giovanni Battista Compagnoni dal 16/1/1816 al 11/9/1826
      Don Giovanni Magner economo dal 11/9/1826 al 24/10/1826
    5.  – Don Francesco Quintili dal 24/10/1826 al 20/4/1842
      Don Filippo Quintili economo dal 20/4/1842 al 29/6/1843
    6. – Don Raffaele Baglioni dal 26/6/1843 al 25/6/1855
      Don Bernardino Scarcarelli economo dal 25/6/1855 al 4/6/1856
    7. – Don Salvatore Osimani di Numana dal 4/6/1856 al 15/9/1889
      Don Antonio Vecchi economo dal 15/9/1889 al 18/5/1890
    8. – Don Antonio Pierconti di Potenza Picena dal 18/5/1890 al 3/1/1917
      Don Fiorenzo Macarri economo dal 3/1/1917 al 15/12/1919
      Don Giuseppe Gironelli economo dal 15/12/1919 al l/l/1920
    9.  – Don Enrico Acciarri di Cupramarittima dal 1/1/1920 al 21/4/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 21/4/1938 al 4/9/1938
    10.  – Don Francesco Campolungo di Civitanova Marche dal 4/9/1938 al 30/10/1938
      Don Marone Cesanelli economo dal 30/10/1938 al 12/3/1939
    11.  – Don Roberto Remia di Grottazzolina dal 12/3/1939 al 6/5/1946
      Don Fernando Angelici economo dal 6/5/1946 al 8/9/1946
    12. – Don Elia Malintoppi di Falerone dal 8/9/1946 al 3/6/1979
    13. –  Don Aldo Marinozzi di Corridonia dal 18/10/1976 economo e parroco dal 3/7/1979

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a curadi Simona Ciasca e Paolo Onofri
1°_DSC3983-5Oggi nella città di Potenza Picena si tengono due fiere in occasione di festività religiose: quella di San Girio il giorno 25 Maggio e quella di Sant’Anna il giorno 27 Luglio che si svolge a Porto Potenza Picena. La fiera di San Girio è stata istituita il giorno 10 Gennaio del 1606, mentre quella di Sant’Anna è stata istituita il giorno 1 Luglio del 1906 ed approvata l’ 11 Febbraio del 1907.
Queste due fiere si tengono regolarmente oggi anno in occasione delle feste patronali di San Girio e di Sant’Anna delle due Parrocchie. Sant’Anna è la patrona di Porto Potenza Picena, mentre San Girio è il compatrono della città di Potenza Picena, insieme a Santo Stefano. Oggi nel Capoluogo non si tiene più alcuna fiera o mercato e purtroppo non si festeggiava neppure il patrono principale della nostra città, cioè Santo Stefano, a parte il giorno 26 Dicembre presso la Collegiata di Santo Stefano, per celebrare il titolare della chiesa matrice.
Anticamente Monte Santo, città molto operosa sia per quanto riguarda l’agricoltura che l’artigianato, con una notevole tradizione religiosa, poteva contare su molte fiere e mercati. Si tenga conto che le fiere, in particolare, erano i momenti dove in cui si incontravano i venditori e gli acquirenti di animali della campagna, ed in cui si scambiavano le merci. Il termine fiera deriva dal latino “Feria”, che significa giorno festivo, in quanto le fiere avevano luogo in giorni di festività religiose.

manif sant'anna

Manifesto della festa di Sant’Anna a Porto Potenza Picena del 1928.

La più antica fiera di Monte Santo era sicuramente quella del giorno 5 Agosto, festa della Madonna della Neve. Non si conosce la data della sua istituzione, mentre si conosce la data del decreto di approvazione, cioè il giorno 23 Luglio del 1672 da parte del Pontefice Clemente X. Vi erano inoltre altre importanti fiere. Quella del 2.7 Gennaio, del 26 Febbraio, del 23 Marzo, del 12 Aprile, chiamata fiera nuova, del 30
giugno, del 5 Settembre, del 7 Ottobre, del 30 Novembre, detta di Sant’Andrea ed infine quella del 21 Dicembre, detta Mercato San Tommaso.
Inoltre nel Capoluogo c’era il mercato settimanale del martedì, come oggi, e quello mensile del primo martedì del mese, istituito il giorno 13/11/1903 ed approvato il 24/11/1903.
A Porto Potenza Picena il mercato settimanale si è sempre tenuto il giovedì.
Nel 1869, il giorno 29 Novembre, il consiglio comunale di Potenza Pi-cena voleva istituire una nuova fiera il giorno 4 Agosto, collegandola sia a quella del 5, fiera della Madonna della Neve, che al giorno 3 Agosto, festa dell’Invenzione di Santo Stefano, cioè il giorno del ritrovamento del suo corpo, in quanto Patrono della nostra città.
Il consiglio comunale in quella occasione si divise tra chi sosteneva questa tesi e chi invece voleva la nuova fiera il giorno 22 Luglio, Festa di Santa Maria Maddalena, anche lei protettrice della nostra città definita nel nostro Statuto Medievale “feconda governatrice” di Monte Santo. Alla fine non è stata decisa né l’una né l’altra data.
Comunque la nostra comunità festeggiava il Santo Patrono principale, cioè Santo Stefano, sia il giorno 3 Agosto che il giorno 26 Dicembre di ogni anno, come lo afferma nel suo libro sul “Capitolo dell’Insigne

Elenco fiere e mercati di Potenza Picena. ASCPP.

Elenco fiere e mercati di Potenza Picena. ASCPP.

Collegiata di Santo Stefano in Montesanto”, Mons. Giovanni Cotognini del 1951, che noi abbiamo pubblicato integralmente sul nostro blog. Oggi la Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo, guidata dal giorno 15 Ottobre 2017 da padre Michele Ardò, con vicario padre Lorenzo Turchi, ha deciso di ripristinare la festa di Santo Stefano anche il giorno 3 Agosto, come avveniva nel passato nella nostra città, organizzando quindi i festeggiamenti religiosi e civili nei giorni dal 2, 3, 4 e 5 Agosto 2018 festa della Madonna della Neve, con un beneficio anche di incentivazione turistica per il Capoluogo nel mese di Agosto.
Ci si augura che dal prossimo anno si possano completare i festeggiamenti con l’inclusione anche della fiera di Santo Stefano.
Siamo felici che padre Michele Ardò, da poco parroco, abbia assunto questa decisione, molto importante per la comunità del Capoluogo.

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polittico Pietro di Domenicoa cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Conosciamo meglio le opere d’arte di Potenza Picena. Il polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano del sec. XV, “Madonna col Bambino ed Angeli tra i Santi Michele Arcangelo, Stefano, Lorenzo e Girio”

La pieve di Santo Stefano a Monte Santo in Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti, ospitava al suo interno uno straordinario capolavoro del Quattrocento. Si trattava di un polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano del 1415-1418 circa, una tempera su tavola, oggi purtroppo di proprietà di un collezionista privato di Firenze.
In questa opera troviamo la più antica raffigurazione di San Girio esistente, compatrono della nostra città, raffigurato con un abito rosso ed un mantello cenerino.
Il polittico di Monte Santo era sormontato da un secondo ordine ed aveva una predella sottostante; del secondo ordine è rimasto solo il San Marco, oggi di proprietà di privati e conservato in Ancona, venduto nel 1943 al duca Ferretti dalle nostre Suore delle Figlie dell’Addolorata. Della predella sottostante nessuna traccia.
Dopo l’abbattimento dell’antica Pieve di Santo Stefano in Piazza Grande nel 1796, il polittico fu trasferito all’interno della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, che prenderà il nome di Santo Stefano ed ospiterà l’Insigne Collegiata. Il polittico in questa nuova sede fu collocato in fondo alla chiesa, dove è rimasto fino al 1922. Nel 1924 fu trasferito nel contesto del Monastero delle Figlie dell’Addolorata, contiguo alla Collegiata di Santo Stefano; successivamente, nel 1943, le suore lo hanno poi venduto, per necessità economiche dell’Istituto, al duca Ferretti di Ancona.
Nel mese di Maggio del 1974 il polittico viene venduto all’asta da Sotheby’s a Firenze per un importo di 70 milioni di lire, infine nel 1988 è stato venduto all’asta da Finarte di Milano ed oggi si trova a Firenze proprietà di un collezionista privato.
Di questo capolavoro del Quattrocento santese ne parlano ampiamente sia Alessandro Marinucci, che il marchese Filippo Bruti Liberati e Carlo Cenerelli Campana.
Nel 1766 nel libro di Alessandro Marinucci sul culto e la vita di San Girio è presente una riproduzione del Santo ad opera dell’incisore Alessio Iardone, tratta dal polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano.
Il marchese Filippo Bruti Liberati di Ripatransone nella sua IIIª lettera sopra Monte Santo del 1840, scritta in occasione del matrimonio del conte Paolo Emilio Carradori con la sig.ra Matilde Perozzi, parla di questa opera. In questo caso il polittico viene fatto risalire addirittura al Trecento. Inoltre secondo lui, i santi presenti sono gli stessi che oggi si conoscono, ma in un ordine diverso, ordine cambiato dopo il lavoro di restauro.
Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852, a pagine 151, parla ampiamente di quest’opera fatta risalire, come il Bruti Liberati, al Trecento.
Per quanto riguarda i Santi presenti, egli elimina Santo Stefano, e fa risultare presente invece San Sebastiano, sbagliando. Nel volume “Pittori di Ancona nel Quattrocento” a cura di Andrea De Marchi e Matteo Mazzalupi, Banca Marche 2008, troviamo in tutta la loro bellezza le foto a colori sia del polittico che oggi si trova a Firenze in una collezione privata, che della cuspide di San Marco, che invece si trova in Ancona, sempre in una collezione privata. Molto interessanti gli approfondimenti delle due opere.
S. Matteo part.
Infine citiamo la tesi di laurea di un nostro concittadino, Mauro Mazziero, che nell’anno accademico 1990-1991 presso l’Accademia Belle Arti di Macerata, cattedra di restauro, relatrice la professoressa Francesca Pappagallo, ha svolto il lavoro su Pietro di Domenico da Montepulciano “Il polittico di Recanati, studio storico e progetto di restauro”. All’interno di questa interessante tesi di Mauro Mazziero, che è possibile consultare presso la nostra Biblioteca Comunale “Carlo Cenerelli Campana”, si parla anche del polittico di Monte Santo. In questo caso il polittico si dice che si stato restaurato nel 1940 e ci sono anche le foto antecedenti e successive al restauro, foto fornite da Bruno Grandinetti. In questo lavoro di Mauro Mazziero, citando un documento in possesso dell’avvocato Silvano Mazzoni, recentemente scomparso, si dice che il polittico aveva in origine anche una predella, non solo il secondo ordine.
Questo capolavoro del Quattrocento santese, oggi purtroppo di proprietà di un collezionista privato di Firenze è comunque una nostra opera d’arte, la più antica che si conosca che è sopravvissuta e di cui comunque dobbiamo essere orgogliosi.
Sarebbe straordinario poterla riportare in esposizione a Potenza Picena, in accordo con l’attuale proprietario di Firenze.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

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quadro di San Girio

San Girio è il compatrono di Potenza Picena ed è molto interessante analizzare come viene raffigurato nelle opere d’arte sacre che si trovano sia a Potenza Picena che a Lunello, in Francia, dove il Santo è nato.
Tra queste due realtà a livello iconografico, nella rappresentazione del Santo, c’è una notevole differenza. In Francia, a Lunello, San Girio, per loro San Gerardo, viene raffigurato con un saio, avendo fatto parte della Confraternita dei Penitenti Bianchi, fondata da San Francesco, mentre a Potenza Picena ha un abito verde coperto da un mantello rosso.
Per quanto riguarda Potenza Picena, la più antica raffigurazione di San Girio è sicuramente quella del polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano del sec. XV, dove il Santo è ritratto insieme a Santo Stefano, San Lorenzo e San Michele Arcangelo, oltre che alla Madonna con il Bambino. In questo capolavoro San Girio è ritratto con un abito rosso ed un mantello cinerino,(grigio chiaro).
Il polittico in origine si trovava all’interno della Pieve di Santo Stefano in Piazza Grande, oggi Giacomo Matteotti, chiesa che è stata abbattuta nel 1796, pertanto l’opera d’arte è stata successivamente trasferita all’interno della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola dei Gesuiti. Questa chiesa è stata dedicata poi a Santo Stefano Protomartire ed ha ospitato il polittico per molti anni, successivamente e stato venduto a privati nel 1943, dalle suore dell’Addolorata.
S. GirioIl culto di San Girio a Monte Santo come compatrono è stato molto favorito molto dall’azione dei Gesuiti, che tendevano a valorizzare i santi locali, ed avevano anche commissionato al pittore romano Giacinto Brandi nel sec. XVII un quadro dove il Santo è ritratto insieme a Sant’Ignazio di Loyola. Questo quadro recentemente è stato anche restaurato dalla Parrocchia e oggi ricollocato nel contesto della Collegiata di Santo Stefano, grazie al contributo economico del dott. Roberto Domenichini. Nella stessa Collegiata di Santo Stefano si trova dal 1896 anche un altro quadro che raffigura San Girio del sec. XVIII.
Presso il Convento dei Frati Cappuccini si trovava un quadro del Beato Girio del sec. XVIII, attribuito alla scuola di Filippo Ricci di Fermo.
Questo quadro è stato commissionato dai Frati Cappuccini locali sia per rendere omaggio all’iniziativa di padre Antonio Maria Costantini di Monte Santo, frate cappuccino, postulatore della causa sopra il culto immemorabile del Santo, sia per onorare San Girio come terziario francescano, considerato dai frati cappuccini loro “confratello”.
Nel Santuario di San Girio si trova il quadro più importante realizzato da Benedetto Biancolini nel 1793 su incarico del nostro comune.
Nella sacrestia dovrebbe essere ancora conservato il quadro di Ottavio Amaro del sec. XVII, citato da Carlo Cenerelli Campana nella sua storia di Monte Santo del 1852.

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Quadro di S. Gérard (San Girio) presente all”interno della Chiesa di Notre Dame du Lac di Lunell. Foto per gentile concessione della Parrocchia di San Filippo di Vidourle – Mathilde Delprat.


Anche negli affreschi che arricchiscono il Santuario realizzati nel 1951 dall’artista di Mombaroccio, Pesaro, Ciro Pavisa, compare San Girio.
Nel 2013 la Parrocchia di San Girio ha fatto realizzare all’artista di Castelfidardo Renzo Romagnoli una bellissima statua del santo. In Francia, a Lunello, la città dove è nato San Girio, all’interno della chiesa di Notre Dame du Lac si trova una tela e la statua del Santo, della prima metà del Sec. XIX. Inoltre, in occasione dei festeggiamenti del Santo nel 1838, fu coniata una medaglia celebrativa.

Infine nel libro sulla vita di San Girio di Alessandro Marinucci del 1766 è contenuta un’immagine del Santo dell’incisore Alessio Iardone, tratta dal polittico di Pietro di Domenico da Montepulciano.
Questo quadro complessivo delle raffigurazioni sacre di San Girio evidenzia come il nostro compatrono sia conosciuto ed amato sia nel nostro territorio che all’estero.

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quadro di San Girio

In data 16 Gennaio 2014 avevo segnalato al nostro Comune ed alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena che il quadro di San Girio, oggi conservato nel contesto della sagrestia della Collegiata di Santo Stefano, era di proprietà del Comune. Dopo tale segnalazione, silenzio, nessuno ha risposto alla mia lettera. In data 25/2/2017 ho scritto di nuovo agli attuali, amministratori ed al vice-segretario comunale, dott. Sandro Stefanelli, ma anche in questo caso totale silenzio.
In data 3 Giugno 2017 allora ho provveduto a scrivere direttamente alla Soprintendenza di Ancona, all’attenzione del dott. Gabriele Barucca, oltre che per conoscenza ai nostri amministratori, alla responsabile del patrimonio artistico comunale, dott.ssa Simona Ciasca, e di nuovo al vice-segretario comunale, dott. Sandro Stefanelli. Ancora totale silenzio.
In base alle misure della tela in oggetto, è sicuro che si tratti del quadro che viene segnalato nell’inventario comunale del 1896, che era collocato nel Palazzo Comunale, nella Sala del “Maestro di casa”, e che veniva dato in prestito alla Parrocchia di Santo Stefano il giorno 26 Maggio di ogni anno per esporlo nel contesto della Collegiata di Santo Stefano per la venerazione dei fedeli. A questo punto non si capisce più il motivo per cui i nostri amministratori attuali, come quelli precedenti, ed i funzionari preposti alla tutela del nostro patrimonio artistico, non si attivino per recuperare questa opera d’arte molto importante e significativa per la nostra comunità, in quanto si tratta dell’effigie del compatrono della nostra città, San Girio.
E’ una chiara omissione di un atto dovuto sia da parte degli amministratori che dei funzionari incaricati.
quadro-san-girio-sprintendenzaSe poi l’Ente vuole cedere la proprietà del quadro in oggetto alla Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo è libero di farlo, basta che lo faccia con un atto ufficiale scritto.
Diversamente rimane la strana situazione di un Ente, che pur a conoscenza di un proprio bene storico ed artistico che potrebbe essere recuperato, non si attiva, commettendo forse un reato.
Il nostro è un comune molto anomalo, nessuno si degna di rispondere, forse lo faranno se finalmente potranno intervenire le autorità preposte alla tutela del nostro patrimonio.
Il nostro Ente ultimamente ha provveduto ad acquisire al proprio patrimonio quadri, acqueforti e mobili provenienti dal Monastero di San Tommaso delle Clarisse. Perché non si attiva per poter recuperare il quadro di San Girio ed esporlo poi nel contesto del proprio Palazzo Comunale? Misteri della fede.

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