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Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

La notte dell’11 gennaio 1886 un violento fulmine ha colpito la cuspide della Torre Civica di Potenza Picena in Piazza Grande, oggi Piazza Giacomo Matteotti. La Torre di Potenza Picena all’epoca era una delle più alte della nostra provincia e misurava complessivamente 46,90 metri.

La nostra Torre risale al 1732, quando il giorno 10 giugno è stata posta la prima pietra. Nel corso degli anni è anche intervenuto sulla Torre l’architetto Ingegnere Pietro Augustoni (Como 02/07/1742-Fermo 12/10/1815).

Il fulmine oltre a causare la caduta della cuspide aveva causato anche il cedimento di due delle grandi campane che hanno danneggiato l’impianto dell’orologio, poi sostituito nel 1887 con un Isidoro Sommaruga di Milano. Questo impianto negli anni Sessanta del Novecento è stato di nuovo sostituito, questa volta con un orologio Roberto Trebino di Uscio (Genova). Nel 2006, l’impianto Sommaruga è stato restaurato da Sauro Corinaldi di Cingoli, ed ora è esposto all’interno del foyer del Teatro “Bruno Mugellini”, perfettamente funzionante.

Dopo il tragico avvenimento del fulmine che aveva colpito la nostra monumentale Torre Civica, la cuspide, per via degli elevati costi, non è stata più ricostruita ed al suo posto l’ingegnere anconetano Gustavo Bevilacqua, chiamato dal nostro comune, ha previsto una ringhiera coronata da pilastrini. L’altezza della Torre in questo modo è passata da metri 46,90 a metri 34,50 cioè 12,40 metri in meno. Dopo questo tragico avvenimento la Torre è stata fornita di un parafulmine.

Il Comandante Pietro Mauri della locale Stazione dei Carabinieri Reali, che in quel periodo avevano la loro sede poco distante in Piazza S. Rocco, l’attuale Piazza Garibaldi, nel suo verbale che ha redatto dopo l’avvenimento, ci dà la possibilità di conoscere dettagliatamente tutti i particolari della vicenda, facendoci avere anche delle notizie mai menzionate storicamente, come la presenza in quel periodo, all’interno dell’ex convento degli Agostiniani, dell’Orfanotrofio femminile e dell’Asilo d’Infanzia (solo successivamente verranno trasferite in questa struttura le scuole elementari), oltre alle Carceri nel Palazzetto del Podestà.

Foto anno 1887 – Piazza Principe di Napoli (Piazza Matteotti) – Potenza Picena – Al Centro il Palazzo comunale. Unica foto esistente della Piazza senza la fontana e della torre con il quadrante dell’orologio ottagonale in pietra.

Processo verbale del Comandante della Stazione dei Carabinieri Reali di Potenza Picena del 13/01/1886:

“Verso le ore 2 antimeridiane del giorno 11 volgente mese (gennaio 1886) si mosse sopra a questo paese (Potenza Picena) un furioso temporale, quale a memoria d’uomo non si verificò giammai.

Le nubi erano bassissime sulle prime cominciò fitta e spessa a fioccare la neve, la quale quindi si congelò in forte neviscoli e grandine; poscia vento impetuosissimo e di mattino per più di un’ora lampi tuoni e fulmini, parecchi di questi in una sola scarica andavano a rovesciarsi sull’altissima torre municipale che forma quasi un monumento, vanto di questa città. Fu tanto forte la scarica elettrica che l’intera cupola (la cuspide) della percossa torre fu rovesciata al suolo; caddero due delle quatto campane negli strati inferiori ed una precisamente sopra al meccanismo dell’orologio.

Non solamente venne la Torre danneggiata nella sua sommità, ma fu eziandio gravemente danneggiata nel cornicione ed altri punti.

Volle fortuna che il disastro avvenisse di notte e precisamente alle ore 3 ¼ antimeridiane di detto giorno perché se aveva luogo di giorno sarebbero deplorate certamente vittime non poche, essendo sita la torre nel mezzo della piazza grande in punto assai battuto e frequentato, volle per fortuna che le macerie andassero nella piazza anziché nella parte opposta ove trovavasi l’orfanotrofio, l’asilo d’infanzia ed il carcere. I danni che ne deriveranno al Comune quantunque non possa valutarsi a dovere purtuttavia sono tali da raggiungere a giudizio di tutti la somma almeno di lire 70 mila circa, se la Torre si vorrà ripristinare. Oltre alla Torre furono anche danneggiati i tetti della locale Pretura e dello spaccio di carne pure di proprietà di questo comune; per restaurarsi i quali sarà mestieri erogare la somma ristrettissima di lire 1.500 circa. Anche i locali della Società Cittadina di proprietà del comm. Casalis Bartolomeo furono in parecchi punti offesi dalle macerie cadutevi arrecando un danno di poche centinaia di lire. Un sol filo telegrafico venne rotto e proprio quello che comunica con Montelupone, il quale fin da ieri 12 antimeridiane fu accomodato.

In fin in tutela della pubblica sicurezza e per evitare che qualche punto della lesionata torre possa cadendo arrecare danno a chicchessia, da parte del comune fu subito apposto un tavolato nei dintorni di essa per impedire a tutti il passaggio, come parimenti si prestarono i militari di questa stazione nella prima mezza giornata di detto giorno onde allontanare le persone che curiosamente cercavano di avvicinarsi alla torre in parola”.

Firmato il Comandante della Stazione dei Reali Carabinieri di Potenza Picena.

Mauri Pietro

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

La Torre Civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena è il simbolo della nostra comunità ed è necessario conoscere la sua storia.

Lapide del 1923

L’attuale struttura quadrata, che termina con un terrazzetto, alta in totale 34,50 metri (rilevazione effettuata dal prof. Gianfranco Morgoni di Potenza Picena) è il risultato dell’ultimo lavoro di restauro effettuato dopo che nella notte dell’ 11 gennaio 1886 un fulmine aveva danneggiato in modo irreparabile la cuspide, di forma ottagonale ed alta complessivamente 46,90 metri, cioè 12,40 metri in più rispetto all’attuale, una delle più alte di tutta la provincia di Macerata (come afferma anche Carlo Cenerelli Campana nel suo libro sulla storia di Monte Santo del 1852). Il fulmine aveva causato gravissimi danni alla struttura, ma purtroppo, per gli alti costi necessari per la sua ricostruzione, fu deciso di mettere al suo posto una ringhiera con pilastrini. Gli amministratori dell’epoca chiamarono per i lavori di restauro un ingegnere architetto di Ancona, Gustavo Bevilacqua, amico di un amministratore, anche lui originario di Ancona, il dott. Felice Schelini, eroe garibaldino. I lavori murari furono eseguiti da Cesare Sensini di Potenza Picena.

Il fulmine aveva anche danneggiato, facendole cadere al suolo, due delle quattro campane della Torre e l’orologio. Il nuovo orologio fu acquistato dalla ditta di Milano Isidoro Sommaruga, compresi i due quadranti, mentre, per quanto riguarda le campane, una venne acquistata dalla ditta Pasqualini Pasquale di Montedinove (ditta poi trasferitasi successivamente a Fermo), mentre per la seconda si decise di utilizzare un’antica campana della chiesa di Santa Croce dell’omonimo quartiere di Potenza Picena, di proprietà del demanio dello Stato. Un altro importante intervento intrapreso dopo i danni causati dal fulmine fu quello di installare un parafulmine, per evitare danneggiamenti legati agli agenti atmosferici.

L’originaria torre, la cui prima pietra fu posta il giorno 10 giugno 1732, secondo lo storico locale dott. Roberto Domenichini (il relativo documento si trova presso il nostro archivio storico comunale), era dotata di una cuspide, la stessa che fu danneggiata dal fulmine del 1886, alla quale lavorò alla fine del Settecento l’architetto ingegnere Pietro Augustoni (Como 2/7/1742- Fermo 12/10/1815).

Torre civica di Potenza Picena vista da via Silvio Pellicolo. Foto Bruno Grandinetti. 1960 circa.

All’esterno della cuspide era piantato un olivo benedetto, che la nostra comunità collocava per tradizione.

Sul lato destro della torre si trovava il Palazzetto del Podestà o Pretorile, a sinistra c’era il macello ed un arco li collegava. L’arco nel 1732 venne demolito per costruire al suo posto la nuova pubblica Torre della Comunità di Monte Santo. Il doppio quadrante fu introdotto con i lavori del 1732, con quadranti ottagonali in pietra con numeri arabi (1,2,3 ecc.), oltre al quadrante era presente anche una meridiana. Dopo i lavori del 1886 vennero collocati due quadranti metallici Sommaruga con numerazione romana (I, II, III ecc).

Nel 1938, quando si decise di costruire il Palazzo con il serbatoio dell’acquedotto comunale, questo fu posizionato accanto alla Torre, una scelta molto discutibile, in quanto stona molto con l’antichità della Torre ma soprattutto con il Palazzetto del Podestà e rompe la simmetria in altezza.

Nel 1943 anche le campane della Torre Civica furono prelevate per essere fuse per fini bellici. Solo dopo la fine della 2° guerra mondiale, il giorno 21/5/1951, le tre nuove campane fuse dalla ditta Pasqualini Giuseppe e figli di Fermo vennero ricollocate al loro posto sulla nostra Torre.

La Torre Civica è stata il soggetto di diversi quadri antichi: vogliamo ricordare, in particolare, il quadro di San Sisto del sec. XVII, che probabilmente rappresenta l’unica raffigurazione antica, prima della ricostruzione con la cuspide ottagonale del 1732. Questa raffigurazione è presente invece nel quadro di Benedetto Biancolini del 1770, il “Sant’Emidio”, oggi collocato all’interno della Sala Giunta “Antonio Carestia” nel contesto del palazzo municipale.

Propsetto della Torre Civica prima e dopo il fulmine del giorno 11 gennaio 1886 redatto dal Prof. Gianfranco Morgoni.

La Torre comunale, inoltre, il giorno 30/06/1944 fu colpita da una cannonata tedesca sparata dalle colline di Recanati che causò 5 morti in Piazza, mentre un’altra cannonata colpì un’abitazione in C.da La Concia e provocò altri 3 morti. La cannonata danneggiò la Torre, distruggendo la lapide che ricordava la caduta dei santesi della prima guerra mondiale, disegnata da Giuseppe Mainini di Macerata ed inaugurata nel 1923. Questa lapide, dopo la fine della seconda guerra mondiale fu ricostruita di nuovo, aggiungendo anche i nomi dei caduti della seconda guerra mondiale ed i partigiani locali Mariano Cutini e Mariano Scipioni.

Altre lapidi sono state collocate sulla Torre nel corso degli anni, vogliamo ricordare la prima del 1905, poi spostata sulla parete del Palazzetto del Podestà, dove si trova oggi, che ricorda alcuni personaggi famosi santesi del passato, come il medico Orazio Augeni, il conte Mons. Alessandro Buonaccorsi e Ludovico Marefoschi. Nel 1955, in occasione della proclamazione di Potenza Picena “Città di Maria”, fu collocata una statua in terracotta della Madonna dell’Assunta, opera dello scultore di San Ginesio Nino (Giovanni) Patrizi, fratellastro del Sindaco di Potenza Picena di quel periodo, il prof. Lionello Bianchini.

Nel 1968, in occasione del 50° anniversario della fine della prima guerra mondiale, venne collocata una targa a ricordo.

Infine il giorno 25 aprile 2000 fu collocata una lapide a ricordo degli 8 morti in conseguenza delle due cannonate tedesche del 30/06/1944.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri
Campane Torre CivicaLa Torre Civica in Piazza Giacomo Matteotti a Potenza Picena, oggi alta metri 34,50 ma fino al 1886 copresa la cuspide era di metri 46,90, cioè 12,90 metri in più, conserva al suo interno, nella cella campanaria, n° 4 grandi campane in bronzo, di cui n° 3 realizzate nel 1950 dalla premiata Fonderia del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo. Le tre campane antiche della nostra torre, nel passato una delle più alte della provincia di Macerata, progettata dall’architetto di Como Pietro Augustoni e la cui prima pietra è stata posta il giorno 10 giugno del 1732, al pari di tante altre campane dei nostri campanili delle chiese locali, il giorno 16/4/1943 sono state requisite dalle autorità militari italiane per fonderle ai fini di guerra.
Terminata la seconda guerra mondiale, lo Stato Italiano ha provveduto a consegnare delle nuove campane alle chiese e ai comuni, in applicazione del Decreto Legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 6/12/1946, fornite dalla ditta del Cav. Giuseppe Pasqualini e Figli di Fermo.
Le tre campane della torre civica sono state benedette da Don Gustavo Spalvieri il giorno 21/5/1951, Sindaco Antonio Carestia, presenti anche don Giuseppe Mosconi e don Dante Marazzi e quel giorno l’operazione di ricollocamento sulla torre è stata immortalata dalle fotografie di Bruno Grandinetti, che noi, grazie alla disponibilità della Fototeca Comunale a lui intitolata, facciamo conoscere a tutti per la prima volta.
Campane Torre CivicaLe campane sono tutte diverse ed ognuna ha la sua effigie sacra: la più grande, quella che viene battuta per le ore, della Madonna dell’Assunta, la più piccola, quella del suono dei quarti, della Madonna della Pace e la media della Madonna dell’Addolorata.
Oggi tutte e quattro le campane della torre sono bloccate ed andrebbero se possibile riattivate in modo che la popolazione di Potenza Picena possa di nuovo sentire il loro suono armonioso, che nel passato scandiva la vita cittadina e venivano azionate manualmente da un addetto, chiamato campanaro. Già dopo le gravi conseguenze del fulmine del giorno 11 gennaio 1886, che ha distrutto la cuspide della torre, due delle quattro campane erano state sostituite in quanto cadute e rotte.
L’anno successivo, cioè nel 1887, una è stata fornita dalla Fonderia di Pasquale Pasqualini e Figli di Montedinove, che poi si sono trasferiti a Fermo, mentre la seconda è stata prelevata dalla chiesa di S. Croce, sempre di Potenza Picena.

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Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno venerdì 22 gennaio 2016 gli operai comunale Paolo Paolucci e Giorgio Giaconi hanno finalmente tagliato la pianta di fico che era cresciuta sul terrazzetto della Torre Civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena.
La pianta, cresciuta in condizioni particolari sul muro della parete del terrazzetto, dovrebbe avere un’età sicuramente superiore a quarant’anni, un diametro di cm 14 alla base ed una circonferenza di cm 35. È incredibile da quanto tempo si trovava in tale contesto, senza che nessuno si sia mai preoccupato di rimuoverla. Dopo il nostro appello sul blog per toglierla, l’articolo del Corriere Adriatico del 27 dicembre 2015, l’intervento del Movimento 5 Stelle locale, ed il successivo articolo de ilcittadinodirecanati.it del 7/1/2016, l’Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Francesco Acquaroli, ha finalmente deciso di risolvere l’annoso problema.
Gli operai comunali intervenuti sul monumento, le cui origini risalgono al 1732 quando fu posta la prima pietra, hanno anche colto l’occasione per ripulire il terrazzetto dalle erbe infestanti e liberare tutte le bocchette che consentono la fuoriuscita dell’acqua piovana, che erano completamente ostruite dalle erbacce e dallo sporco causato dai tantissimi piccioni che soggiornano sulla sommità della Torre. Indubbiamente un ottimo lavoro. Ringraziamo tutti coloro che si sono attivati per risolvere in tempi brevi, per un Ente locale, questo problema che tanto ha interessato la nostra comunità.

sezione del tronco della pianta di fico dove sono visibili gli anelli per stabilire gli anni. Foto Sergio Ceccotti.

sezione del tronco della pianta. fare click sull’immagine per visualizzare ad alta risoluzione.

In particolare il nostro Sindaco Francesco Acquaroli e la sua Giunta Comunale, l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, che ha consentito ai volontari di liberare la Torre dalla presenza dei piccioni e dei loro tantissimi escrementi, l’ufficio Tecnico Comunale, in particolare il suo dirigente Ing. Giuseppe Percossi, il Geom. Massimo Mazzoni e gli operai che hanno materialmente eseguito il taglio della pianta e la pulizia del terrazzetto, Paolo Paolucci e Giorgio Giaconi.
La nostra Torre Civica non deve mai più essere lasciata nel degrado, in preda ai piccioni, stracolma di escrementi, dove addirittura è potuta crescere senza problemi una pianta di fico. Le strutture comunali vanno controllate periodicamente, salvaguardate e valorizzate.

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Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

Foto della pianta di fico nata sul muro del terrazzetto, sopra alla cella campanaria della torre civica. Foto Sergio Ceccotti.

 

Sopra al terrazzetto della nostra torre civica di Piazza Matteotti a Potenza Picena è nata una pianta di fico che oggi ha raggiunto una notevole dimensione del tronco.
La pianta dovrebbe essere nata spontaneamente, grazie alla presenza di tanti piccioni e cornacchie che frequentano il nostro monumento, ha attecchito sul muro della parete e con le sue radici, dopo molti anni, lo ha spaccato letteralmente rialzandone i mattoni, con un grave danno alla torre.
A nessuno è venuto in mente, in tutti questi anni di intervenire, tagliando la pianta ed evitando danni molto più gravi per la torre e per la nostra comunità?
Dopo che ci siamo resi conto di questa grave situazione, abbiamo provveduto ad avvisare sia l’Economo Comunale, Dott.ssa Simona Ciasca, il nostro Sindaco Francesco Acquaroli e il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, Ing. Giuseppe Percossi.
Non solo, abbiamo scritto in data 3/12/2015 alla Soprintendenza ai Monumenti di Ancona, all’att.ne dell’Arch. Alberto Mazzoni, per richiedere un suo sopraluogo sul terrazzetto della torre civica e trovare insieme all’Amministrazione Comunale e all’Ufficio Tecnico una soluzione definitiva al problema della pianta di fico, rimediando ai danni già fatti e cogliendo anche l’occasione per risanare completamente lo spazio dalla presenza di erbacce infestanti che danneggiano ugualmente la struttura.

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Torre civica vista dall’alto, dove sul terrazzetto è visibile la pianta di fico con le foglie. Foto di Nazareno Battistelli.

Dobbiamo salvaguardare il nostro monumento simbolo, appunto la torre civica di piazza Matteotti, evitando anche di far correre dei rischi ai nostri concittadini. La nostra torre, quando ancora c’era la cuspide, abbattuta da un fulmine il giorno 11/1/1886, aveva sulla sua sommità, su di uno dei pilastri, una pianta di olivo benedetto (era una tradizione religiosa della nostra comunità) collocata su di un vaso in pietra fissato con due ferri ad occhio, come viene raffigurata nella famosa pianta topografica del 1773 eseguita dal geometra e catastiere Giuseppe Federici di Filottrano, copia della quale si trova esposta all’interno del Palazzo Municipale (l’originale si conserva nel nostro Archivio Storico), e che è anche il logo di una famosa azienda vitivinicola di Potenza Picena, la Cooperativa Agricola Montesanto, che si trova lungo la strada Regina.

Raffigurazione del centro storico di Monte Santo, del 1773 dove si vede la Torre Civica con la pianta di olivo benedetto. Foto tratta dal libro “Potenza Picena. Il fascino della Storia il respiro del mare”. A cura di Renza Baiocco. 2009.

Raffigurazione del centro storico di Monte Santo, del 1773 dove si vede la Torre Civica con la pianta di olivo benedetto. Foto tratta dal libro “Potenza Picena. Il fascino della Storia il respiro del mare”. A cura di Renza Baiocco. 2009.

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articolo torre cinque stelle

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Torre civica vista dal versante di via Mariano Cutini. Foto Sergio Ceccotti.

Torre civica vista dal versante di via Mariano Cutini. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno Martedì 24 Novembre 2015, in mattinata, è venuto a Potenza Picena il tecnico Adriano De Santis di Fermo chiamato dall’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, per poter effettuare l’intervento sul nostro orologio della Torre Civica, impianto non più funzionante da diversi mesi.
L’intervento del sig. De Santis ha riattivato il meccanismo che consente il suono armonioso delle ore e dei quarti, avendo sostituito in blocco l’impianto che suona le ore, martello che batte su di una campana molto grande del diametro di cm. 120, fusa nel 1950 dalla fonderia Pasqualini di Fermo.
All’interno della cella campanaria ci sono nel complesso n°4 campane, sempre fuse nel 1950 dalla Fonderia Pasqualini, oggi tutte purtroppo bloccate dal tempo, con i batocchi interni completamente arrugginiti.
L’intervento complessivo del sig. Adriano De Santis è costato la somma di Euro 718,00 + Iva.
La popolazione di Potenza Picena e non solo si era mobilitata nei giorni scorsi, grazie all’iniziativa di Nazzareno Girotti, e nel giro di un mese, dal giorno 28 Settembre 2015 al giorno 29 Ottobre 2015, sono state raccolte n° 560 firme che sono state consegnate nelle mani del nostro Sindaco Francesco Acquaroli nel corso del consiglio comunale del 29/10/2015, nel contesto dell’Auditorium “Ferdinando Scarfiotti”.
Il passo successivo sarà la sostituzione del quadrante arrugginito del versante di Via Mariano Cutini. È uno spettacolo indecoroso la vista di questo quadrante completamente arrugginito, ed il nostro obiettivo è quello di farlo sostituire con un’altro e renderlo anche questo funzionante, in abbinamento con il quadrante della Piazza Matteotti. Si tenga conto che il nostro orologio risultava già a doppio quadrante nel 1852, quando si parla della Torre Civica nel libro sulla storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana. All’epoca la Torre Civica poteva ancora vantare la cuspide ed era alta complessivamente metri 46,90 (rispetto agli attuali 34,50), una dalle più alte della Provincia di Macerata, a doppio quadrante che all’epoca era in pietra a numeri arabi (1,2,3,4 ecc..), poi sostituito nel 1887 con il lamierone in ferro della Ditta Isidoro Sommaruga di Milano, con i numeri romani (I,II,III,IV ecc…), come è anche oggi.

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Vecchio quadrante ottocentesco. Foto Sergio Ceccotti.

Allo scopo si potrebbe recuperare l’antico quadrante che si trovava un tempo sul versante di Piazza Matteotti e rimosso negli anni Sessanta, oggi abbandonato all’interno del chiostro di Sant’Agostino, che potrebbe essere restaurato e ricollocato sulla parete, ripristinando anche l’antico meccanismo che lo collegava all’impianto dell’orologio, ancora oggi presente all’interno della Torre Civica.
Ringraziamo in questa felice circostanza Nazzareno Girotti che ha promosso l’iniziativa della raccolta delle firme per far riattivare 1’impianto dell’orologio ed ha provveduto a ripulire anche l’interno della Torre e la cella campanaria, l’economo comunale, dott.ssa Simona Ciasca, che si è impegnata per far riattivare da parte del tecnico di Fermo Adriano De Santis l’impianto dell’orologio, autorizzando la ripulitura della Torre e della cella campanaria.
Grazie anche all’Amministrazione Comunale che ha saputo dare ascolto alla richiesta dei nostri concittadini ed ha stanziato la somma necessaria in Bilancio. La Torre Civica oggi, grazie all’impegno dei volontari e alla disponibilità di Simona Ciasca, è di nuovo accessibile senza problemi, avendola liberata dalla presenza di piccioni e da diversi quintali di escrementi che si erano accumulati negli anni. Sono stati portati via con i mezzi del Cosmari ben due camion interi di sacchi pieni di escrementi raccolti sia lungo le scalinate, i pianerottoli e sulla cella campanaria della Torre Civica.

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Pianta di fico cresciuta nel terrazzetto sovrastante la torre. Foto Sergio Ceccotti.

Mai più la nostra Torre Civica, le cui origini risalgono all’anno 1732 quando fu posta la prima pietra, deve essere abbandonata al degrado più totale ed in preda ai piccioni, dove addirittura sopra al terrazzetto è cresciuta una pianta di fico, che sta danneggiando il monumento e va tolta immediatamente. Anzi battiamoci per farla restaurare internamente e renderla finalmente visitabile ai cittadini ed ai turisti. Il panorama che si può vedere dell’alto della torre è veramente straordinario!

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