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Posts Tagged ‘visioni potentine’

A cura di Paolo Onofri.

Viale Trieste con la Porta Girola o Marina. Foto p. Nazzarenod Pistelli.

Potenza Picena, grazie all’intuizione del prof. Umberto Boccabianca, dal 1900 può vantare un bellissimo e suggestivo viale alberato composto da 88 tigli, Viale Trieste, in prossimità dell’ingresso principale del nostro centro storico, quello di Porta Girola o Marina, la cui struttura è stata demolita nel 1950 per poter allargare l’accesso.

Il viale alberato è stato creato nel lontano 14 marzo 1900, in occasione della prima festa degli alberi organizzata a Potenza Picena dal Prof. Umberto Boccabianca con le scuole elementari locali, collocandovi 88 tigli. Il viale è lungo 360 metri, largo 2,60 metri e dispone di n.14 panchine in pietra, molto belle ed utili per la socializzazione, in particolare degli anziani che durante l’estate sono soliti passeggiare lungo il viale, un tunnel alberato refrigerante.

Nel 2003 le condizioni del fondo erano gravissime, pieno di buche e di rialzi del terreno causati dalle radici dei tigli. Un gruppo di 150 nostri concittadini ha deciso di lanciare un appello al Comune con una petizione per poter sistemare il viale e renderlo, in questo modo, di nuovo sicuro. L’appello dei nostri concittadini è stato accolto dall’amministrazione comunale, all’epoca guidata dal sindaco Mario Morgoni ed il viale è stato sistemato ed asfaltato.

Il Prof. Umberto Boccabianca insieme agli alunni della Scuola Elementare di Potenza Picena

Le piante dei tigli sono soggette all’azione corrosiva degli insetti e debbono periodicamente essere sostituite da piante nuove. Nel 2019 ne sono state sostituite 2, nel 2020 ben 3. Quest’anno nessuna. Purtroppo da 3 anni nello spazio che occupava il tiglio n.88 non c’è più la pianta e nel corso di questi 3 anni non è stata più rimpiazzata. Pensavamo di poterla vedere collocata durante le sostituzioni dei tigli del 2019 e del 2020, ma niente è avvenuto. Niente nemmeno quest’anno. In questo modo il tunnel d’ombra dei tigli lascerà un vuoto nel punto dove è mancante la ottantottesima pianta.

Norberto Mancini, scrittore e poeta di Potenza Picena, ha dedicato a Viale Trieste una bellissima poesia, pubblicata nel libro “Visioni potentine” del 1958, che noi facciamo conoscere ai nostri lettori. Il nome “Trieste” è stato dato solo dopo la fine della prima guerra mondiale, in precedenza si chiamava Via Piana.

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Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Padre Bernardino Pulcinelli. Foto di P. Lorenzo Turchi.

Nel 1958 Norberto Mancini ha pubblicato il libro “Visioni Potentine” e al suo interno troviamo un interessante contributo di padre Bernardino Pulcinelli dal titolo “Asterischi artistici potentini”.

Padre Bernardino Pulcinelli in quell’anno era Guardiano del Convento dei Frati Minori di Sant’Antonio di Padova di Potenza Picena. È arrivato nella nostra città nel 1957 ed è rimasto fino al 1959.

Critico d’arte, archivista e Direttore della Biblioteca Francescana e Picena di Falconara Marittima “S. Giacomo della Marca” è nato a Sassoferrato il giorno 25/01/1922, cioè quasi cento anni fa ed è morto in Ancona il giorno 9/4/2006. È stato Direttore della Biblioteca Francescana e Picena fino al 2006, l’anno della sua morte.

Quando era guardiano dei Frati Minori a Potenza Picena ha fatto restaurare la pala di Palma Il Giovane del 1599 “La Crocefissione”.

Copertina del libro

Padre Bernardino Pulcinelli, nel suo articolo apparso su “Visioni Potentine”, analizza le opere d’arte ed i monumenti di Potenza Picena e del Porto. Quello che colpisce nel suo articolo è la profonda conoscenza del patrimonio artistico della nostra città e dei suoi monumenti e palazzi storici, tenuto conto che si trovava a Potenza Picena solo dal 1957, cioè da appena un anno. Sicuramente aveva letto la storia di Monte Santo di Carlo Cenerelli Campana del 1852, anche perché presso la Biblioteca Francescana e Picena di Falconara si trova il manoscritto originale della storia.

Nella presentazione, qui riprodotta integralmente, troviamo il suo carattere schietto e competente di storico ed esperto d’arte:
“Tracciare un panorama artistico di Potenza Picena non è difficile perché i monumenti architettonici e pittorici in essa raccolti sono pochi e di relativa importanza. Quali le cause? Basta scorrere la storia cittadina, per rendersi conto da quanto cordiale disinteresse furono perseguitati i monumenti e le opere pittoriche. I primi hanno subito radicali trasformazioni suggerite da fini utilitari spesso opposti al fine principale per cui erano stati lodevolmente ideati; i secondi, i superstiti, per la incompetenza di mani pietose, sono stati deturpati, svisati nell’intenzione di conservarli ai posteri e gli scomparsi furono vittime dell’umana cupidigia, unico motivo della grande dispersione di pregevoli opere in genere appartenenti a famiglie di primo piano o ad Istituti Religioisi. Da questo generale, progressivo disfacimento sono restati a noi, indice di un passato di gloria e di mecenatismo, alcuni ricordi”.

Padre Bernardino Pulcinelli nel suo articolo analizza molte opere d’arte della nostra città, presenti sia all’interno del Palazzo Municipale, che nelle diverse chiese. Colpisce la sua descrizione della tavola di Bernardino di Mariotto del 1506, del trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507 (di questa opera dirà che è stata restaurata nel 1956 grazie al parroco di San Giacomo Maggiore, don Gustavo Spalvieri), della Crocefissione di Palma Il Giovane del 1595, delle due opere di Simone de Magistris del 1576 presenti nei conventi dei Frati Minori e dei Frati Cappuccini, del S. Nicola da Tolentino che intercede per le anime del Purgatorio del sec. XVII della scuola del Pomarancio nella chiesa di S. Agostino, della pala della chiesa di Sant’Anna al Porto del sec. XVII raffigurante la Vergine tra Sant’Anna e Gioacchino. Parla anche della terracotta “La Maddalena” del sec. XVI attribuita ad Ambrogio Della Robbia conservata all’interno del Palazzo Comunale, rubata nel gennaio del 1997 e mai più ritrovata.

Convento dei Frati Minori di Potenza Picena. ASCPP

Stranamente non parla della terza opera di Simone De Magistris del 1584 raffigurante la Vergine tra i Santi Rocco e Martino, di proprietà della Confraternita di S. Rocco. Nessun accenno neppure all’opera di Pietro Tedeschi “La Maddalena ai piedi della croce” del sec. XVIII, che si trovava nella chiesa di S. Agostino (all’epoca non era ancora stata attribuita al Tedeschi).

Grazie alla disponibilità e collaborazione di Padre Lorenzo Turchi e di Padre Gabriele Lazzarini siamo riusciti ad aver la foto di Padre Bernardino Pulcinelli, che qui riportiamo.

Asterichi potentini da visioni_potentine.pdf – di Padre Bernardino Pulcinelli

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