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Posts Tagged ‘vittore crivelli’

A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Cav. Anselmo Anselmi

Uno degli storici più importanti delle Marche, il Cav. Anselmo Anselmi di Arcevia, Regio Ispettore ai Monumenti delle Marche, tra la fine dello Ottocento e gli inizi del Novecento ha contribuito a farci conoscere meglio sia il polittico di Vittore Crivelli del 1493, che le due opere in terracotta di fra Ambrogio Della Robbia nel periodo in cui egli ha vissuto a Monte Santo (tra il 1523 ed il 1527/28).

Anselmo Anselmi nato ad Arcevia nel 1859 e morto nel 1907 è venuto a Po­tenza Picena diverse volte ed ha avuto la possibilità di consultare il nostro archivio storico comunale, in particolare quello notarile che all’epoca si trovava ancora nella nostra città, mentre oggi si trova a Macerata.

Queste sue ricerche d’archivio hanno riguardato sia l’opera di Vittore Crivelli a Monte Santo del 1493, pubblicate sulla “Nuova Rivista Misena” e distribuite in Regione dal 1888 fino al 1897. In questa rivista si ap­profondisce la conoscenza del polittico di Vittore Crivelli che si tro­vava nel contesto della chiesa di San Francesco dei Frati Francescani Conventuali al Pincio.

Santa Caterina d’Alessandria, parte del polittico di Vittore Crivelli di Monte Santo del 1493. Esposta presso l’Asmolean Musem di Oxford.

L’approfondimento sulla presenza di fra Ambrogio Della Robbia a Monte Santo è stato pubblicato invece sulla Rivista di Firenze “Arte e Storia” del Di­cembre 1904. Di fra Ambrogio Della Robbia all’epoca erano presenti a Potenza Picena due opere, la Maddalena e la Pietà ne1 Palazzo Pierandrei.

Il metodo di ricerca di Anselmi si basava essenzialmente sulla consultazione di documenti di archivio storico, e grazie a lui si è potuto approfondire la conoscenza a Monte Santo delle opere di due grandi artisti del XV e XVI secolo italiano.

 

vittore crivelli web.pdf  – articolo del Cav. Anselmo Anselmi sul polittico di Vittore Crivelli di Monte Santo del 1493.

Adobe PDF icon Arte e storia.pdf – Copia della rivista “Arte e Storia” di Firenze del 31-12-1904 che riporta l’articolo dello storico marchigiano Anselmo Anselmi sul ritrovamento dei documenti che attestano la presenza di Fra Ambrogio della Robbia a Monte Santo negli anni Venti del Cinquecento.

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a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV Santa Elisabetta – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

La chiesa di San Francesco di Potenza Picena, al Pincio, è chiusa dal giorno 30 Ottobre 2016, dopo la forte scossa di terremoto che si è verificata quella mattina del 6,5 grado Mercalli, che ha causato danni alla volta interna.
Da quel giorno il Ministero degli Interni, Fondo Edifici di Culto proprietario del fabbricato, non ha avviato ancora alcuna opera di recupero.
All’interno della chiesa si trovano ancora tutte le opere d’arte, le 4 pale d’altare, compresi gli affreschi trecenteschi che si possono ammirare sulla scalinata che porta alla cantoria.
Questi affreschi sono la più antica testimonianza artistica conosciuta della nostra città, sono molto belli e dovrebbero essere i resti dell’antica chiesa di San Nicolò, le cui origini dovrebbero risalire agli inizi del Duecento. Questa chiesetta è stata poi donata dalla nostra comunità ai frati conventuali quando sono venuti ad insediarsi a Monte Santo verso il 1298.
Secondo gli esperti le due immagini che noi oggi possiamo ancora ammirare dovrebbero rappresentare una “Visitazione”.
Secondo noi ci troviamo difronte ad un capolavoro dell’arte trecentesca marchigiana, raffigurante uno un Vescovo, probabilmente San Nicola da Bari, a cui era intitolata la originaria chiesa di San Francesco, mentre l’immagine femminile posta alla sua destra dovrebbe rappresentare Santa Elisabetta, cugina della Madonna, questo secondo padre Ferdinando Campana, Provinciale dei Frati Minori delle Marche che ha visitato la chiesa il giorno Mercoledì 22 Agosto 2018, insieme a padre Lorenzo Turchi, vice-parroco della Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo di Potenza Picena. Questi affreschi trecenteschi andrebbero ripuliti e restaurati, facendoli anche ammirare ai visitatori, una volta che la chiesa verrà sistemata e riaperta al culto dei cittadini di Potenza Picena.
All’interno della chiesa di San Francesco, per la Cappella di Santa Venera degli Albanesi, nel 1491 sono stati commissionati altri affreschi al pittore di San Severino Ludovico Urbani, andati distrutti.
Questa chiesa conservava inoltre anticamente anche un capolavoro di Vittore Crivelli del 1493. Parti di questo polittico si trovano oggi esposte con grande evidenza nei musei internazionali inglesi ed americani, in particolare. Troviamo tre tavole e quattro parti della predella presso il Fitzwilliam Museum di Cambridge ed un’altra tavola presso il Ashmolean Museum di Oxford in Inghilterra, oltre che tre tavole negli Stati Uniti. Il giorno Domenica 29 Luglio 2018, alle ore 16,30, sono venuti a Potenza Picena un gruppo di dottorandi, quasi tutte ragazze, con il loro professore inglese dell’Università di Cambridge, in Inghilterra, che si trovavano temporaneamente nelle Marche, ad Amandola.

Affresco del Sec. XIV - Chiesa S. Francesco - Foto B. Grandinetti - ASCPP

Affresco del Sec. XIV San Nicola da Bari – Chiesa S. Francesco – Foto B. Grandinetti – ASCPP

Hanno voluto visitare appositamente il contesto della chiesa di San Francesco, dove si trovava il polittico di Vittore Crivelli ed hanno potuto anche ammirare gli affreschi trecenteschi. Inoltre hanno visitato la Pinacoteca Comunale, l’Archivio Storico, il Teatro “Bruno Mugellini”, la ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, dove hanno potuto ammirare ed apprezzare il trittico di Paolo Bontulli da Percanestro del 1507, oltre a fare un interessante giro per il nostro centro storico, ammirando i portali del Palazzo Properzi, quello del Palazzo Trionfi, oggi Mazzoni ed infine quello con i simboli ebraici in Via Tripoli.
Comunque dobbiamo essere orgogliosi e far conoscere questi affreschi trecenteschi di San Francesco, la più antica testimonianza artistica di Monte Santo, una volta che la chiesa verrà riaperta e ci si augura che possa avvenire in tempi brevi.

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