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Archive for agosto 2020

Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Quando nel 1970, i cittadini italiani tra cui i marchigiani, sono stati chiamati ad eleggere il primo consiglio regionale, Potenza Picena è riuscita, nel collegio di Macerata, a vedere eletto un proprio concittadino, Romualdo Clementoni, candidato nelle liste del Partito Comunista Italiano. Insieme a lui sono stati eletti nella nostra Provincia per lo stesso PCI Giuseppe Cerquetti e Vincenzo Palmini.

Romualdo Clementoni

Romualdo (Girio) Clementoni nasce a Potenza Picena il giorno 2 agosto del 1927 da Giuseppe, muratore, e da Francesca Domenichini, casalinga, in Via Corso Vittorio Emanuele II n.344.

Era il primo di 5 figli, tra cui Arnaldo, anche lui muratore emigrato in Francia, a Parigi, nel 1956, Anna, Maria Pia e Stellina.

Studia alle scuole elementari locali con la maestra Dolores Calandri, poi dopo le elementari frequenta l’avviamento professionale. Successivamente si specializza nei corsi per muratori della locale scuola d’arte applicata all’industria “Ambrogio della Robbia”, diretta dal prof. Giuseppe Asciutti.

Finita la scuola d’arte inizia l’attività edile con il padre Giuseppe, bravissimo capo-mastro muratore, anche lui allievo della scuola d’arte. La famiglia Clementoni a Potenza Picena è considerata la più importante nel campo edile, avendo iniziato con il capostipite Pasquale (Pasqualì), nonno di Romualdo ed oggi è arrivata alla quarta generazione, con Massimo e Gianfranco Clementoni, figli di Franco.

Romualdo Clementoni risulta tra i fondatori della società sportiva di calcio locale, l’Unione Sportiva Potentina, presieduta nel 1945 da Pierino Pierandrei e nel primo direttivo ricopre la carica di segretario.

Partecipa giovanissimo all’attività politica locale, si iscrive a soli 17 anni al PCI santese (tessera n. 2280), subito dopo la liberazione di Potenza Picena da parte dei soldati polacchi del Reggimento Skorpion il giorno 13 agosto 1944. Diventa successivamente segretario della locale sezione del PCI “Francesco Margaritini”.

Romualdo Clementoni sul palco ad una manifestazione del PCI insieme a Pietro Ingrao a dx, Argeo Gambelli sx, e Giuseppe Cerquetti dietro. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1958, dopo aver frequentato la scuola di partito del PCI alle Frattocchie, lascia il lavoro da muratore per diventare funzionario politico a tempo pieno, dal 1959.

Ha ricoperto importanti incarichi   politici, sindacali ed istituzionali.

E’ stato segretario provinciale del PCI di Macerata dal 1962 al 1968.

Ha fatto parte degli organi dirigenti regionali del PCI, è stato segretario provinciale della Federazione Mezzadri della CGIL dal 1968 al 1970 e membro del CO.RE.CO. (Comitato Regionale di Controllo) di Ancona dal 1980 al 1985. Inoltre viene eletto consigliere comunale a Macerata dal 1965 al 1970 e consigliere regionale del PCI delle Marche dal 1970 al 1980, per due legislature consecutive.

Romualdo Clementoni parla a nome del PCI di Macerata al primo congresso provinciale del PSIUP presso la Sala Verde del Teatro Lauro Rossi di Macerata, 8/12/1965. Foto prop Stellina Clementoni.

Durante il tentato golpe di stato del generale De Lorenzo nel 1964 era tra coloro che dovevano essere arrestati dai golpisti e deportati in Sardegna, a Capo Marrangiu, insieme ad altre 700 persone da arrestare in tutta Italia. Insieme a lui Luigi Manzi di Porto Potenza Picena, Giuseppe Cerquetti, Dandolo Sebastianelli, Irnerio Madoni e Argeo Gambelli, della Provincia di Macerata.

Il giorno 31/10/1953 si è sposato a Camerino con la signora Giuseppa Bisbocci e dal loro matrimonio sono nati 5 figli.

Nel 1959 si è trasferito da Potenza Picena a Macerata ed è morto a Perugia il giorno 30/07/1986.

Potenza Picena è orgogliosa di questo suo muratore, Romualdo Clementoni, un figlio illustre della nostra terra santese che ha dedicato tutta la sua vita all’emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici, venendo anche lui dal mondo del lavoro manuale e che ha onorato con la sua fattiva presenza l’istituzione regionale marchigiana per ben 10 anni.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Sul tavolo si notano Massimo Gattafoni, Stelvio Antonini, Domenico Valori, Dandolo Sebastianelli, Adolfo Peroni, Ernsto Cicconi ed Argeo Gambelli. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Quest’anno, in occasione dei 50 anni dalla istituzione delle Regioni, anche nelle Marche è stato festeggiato questo avvenimento, ricordando Romualdo Clementoni, tra i primi consiglieri regionali nel 1970.

Nel libro della CGIL Marche “Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche (1900-1970)”, a cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini, presentazione di Gianni Venturi, Casa editrice Ediesse srl Roma 2006, Stefano Trovato ha tracciato una completa biografia di Romualdo Clementoni, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo biografico di Stefano Trovato

Romualdo Clementoni al centro insieme a Feltre Bartoccia dx ed Argeo Gambelli a sx. E’ prensente anche il piccolo Mauro Clementoni, figlio di Romualdo.

Nasce a Potenza Picena (MC) il 2 agosto 1927. Subito dopo la guerra divide il suo tempo tra il partito e l’impresa edile del padre Giuseppe, il quale ha aderito in un primo momento al fascismo, partecipando volontariamente alla campagna di Abissinia, ma poi si è iscritto al PSI, quindi al PCI.

Nei primi anni cinquanta Clementoni è coordinatore, per il Partito comunista, della zona di Montelupone, Morrovalle e Potenza Picena. A ridosso del decennio successivo lascia l’azienda della famiglia per dedicarsi a tempo pieno alla politica, diventando funzionario della Federazione maceratese del PCI. Conosce a Camerino, durante una campagna elettorale, Giuseppa Bisbocci, che sposa e con la quale ha cinque fi­gli. La sua formazione culturale e politica si svolge per intero nel partito: Clementoni fre­quenta la scuola delle Frattocchie e si reca varie volte in URSS.

Romualdo Clementoni a dx insieme a Stelvio Antonini. Foto tratta dal libro di Stelvio Antonini “Saluti si, ma niente baci” – Il lavoro editoriale, Ancona 1998.

Nel 1962 si tiene un Congresso straordinario e di rinnovamento del PCI nella provincia di Macerata. A guidare la federazione, al posto di Ernerio Madoni, vie­ne chiamato Clementoni, incarico che egli manterrà fino al 1968. Questi sono gli anni delle lotte mezzadrili, in cui il partito e la CDL — guidata da Argeo Gambelli e poi, dal 1965, da Vincenzo Palmini – sono fortemente coinvolti. L’apice di questa fa­se si tocca nel 1965 con l’arresto dello stesso Palmini. La direzione di Clementoni si con­centra nel tentativo di rompere l’egemonia della DC sul “blocco agrario”. La sua strategia mira a ridare la terra ai contadini partendo dai fondi posseduti dagli enti pubblici, per dar vita a cooperative-pilota sganciate dalla Confagricoltura. Questa linea permette l’adesione alla Federmezzadri di molti coloni in precedenza legati alla D.C.

Romualdo Clementoni parla ad una manifestazione del PCI. Seduti sul tavolo Stelvio Antonini, Domenico Valori, Ernesto Cicconi e Guido Cappelloni. Foto Gianni Macerta. prop Stellina Clementoni.

Nel 1965 Clementoni viene eletto consigliere comunale a Macerata, carica che conserva fino al 1970. Siede poi nel consiglio cittadino anche di altri centri della provincia. Il 25 settembre 1968 si dimette da segretario della Federazione comunista a causa delle scelte compiute dal partito in merito alle candidature per le elezioni politiche. Lo sostituisce Stelvio Antonini. Nello stesso anno, anche per l’esperienza maturata nel settore agricolo, Clementoni viene chiamato a dirigere la Federmezzadri – CGIL, organiz­zazione che guida fino al 1970, anno in cui il PCI decide di candidarlo alla regione Marche. Eletto nel consiglio regionale, diviene una delle figure più in vista del partito. Si occupa sia di questioni istituzionali, in particolare dello statuto regionale, sia di quelle relative ai vari settori produttivi. Viene riconfermato consigliere anche per la legislatura seguente, terminando il mandato nel 1980, anno in cui diventa membro del comitato regionale di controllo. Successivamente si dedica all’attività associativa: è presidente dell’associazione maceratese italo-argentina “Il Ponte” e si impegna, riprendendo un suo vecchio interesse, nel campo delle organizzazioni sportive. In seguito a problemi cardiaci muore il 30 luglio 1986 presso l’ospedale di Perugia.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Cartolina promozionale del premiato saponificio di Pacifico Casciotti di Potenza Picena. Per gentile concessione di Livio Staffolani.

A Potenza Picena, fino alla fine degli anni Trenta del Novecento, era presente una realtà produttiva legata alla fabbricazione di sapone da bucato prodotto con gli scarti dei frantoi di olive ed i saponi erano sia bianchi che verdi.

Parliamo del premiato Saponificio di Pacifico Casciotti. Il titolare, Pacifico Casciotti, era nato a Potenza Picena il 26/01/1866 da Achille e da Teresa Zucchini, in contrada San Paolo o Trebbio, 50 (attuale Via Trento).

Abitava in Via Pozzo della Farina, l’attuale Via Piave, ed era un friscolaro come il padre, cioè aveva un frantoio di olive e produceva olio di oliva e di semi di lino.

Pacifico aveva altri sei fratelli e sorelle: Alfredo, Amato, Giulio che diventerà Monsignore, Maria, Lucia ed Anna.

Un vicolo del nostro Centro Storico portava il nome di questa famiglia, cioè Vico Casciotti, l’attuale Vico Masaniello, posto nelle vicinanze del palazzo un tempo proprietà della famiglia Casciotti a Potenza Picena.

Pacifico si sposò con la signora Celestina Ciccarelli il giorno 16 settembre del 1893 ed ebbero 7 figli: Alfredo, eroe della prima guerra mondiale, bersagliere ciclista e medaglia di bronzo al valor militare, Achille, Nerina, Lina, Giulio, il farmacista, Millo e Teresa.

Giulio Casciotti figlio di Pacifico

Il Saponificio Casciotti è stato molte volte premiato: a Fermo nel 1869 con il diploma d’oro, a Torino nel 1902, all’Esposizione Internazionale con la medaglia d’argento ed a Macerata nel 1906 sempre con la medaglia d’argento.

Il Saponificio Casciotti nel 1921 si trovava presente a Porto Potenza Picena, nella zona dove poi è stato costruito il fabbricato della Colonia Perugina, promossa dal conte Giancarlo Conestabile della Staffa di Perugia, il futuro Istituto di Riabilitazione “Divina Provvidenza”, prima, poi diventato “Santo Stefano”.

Nel 1927 risultavano alle dipendenze del Saponificio Casciotti due operai, Camoranesi Giuseppe e Moretti Nazzareno.

L’attività del Saponificio è proseguita fino alla morte del titolare Pacifico, avvenuta il giorno 23/09/1930.

Grazie alla disponibilità del conte Giammario Lazzarini di Potenza Picena, abbiamo avuto la possibilità di avere negli anni scorsi diverse carte intestate e cartoline promozionali del Saponificio Casciotti, molto interessanti.

Teresa Casciotti, figlia di Pacifico. ASCPP

Inoltre grazie a Livio Staffolani di Potenza Picena possiamo oggi far conoscere una bella cartolina, innovativa per quel periodo, promozionale del Saponificio Casciotti, dove sono rappresentate tre ragazze che lavano i panni alla Fonte di Galiziano usando i prodotti del saponificio.

Anche il Dott. Roberto Domenichini ci ha fornito due lettere provenienti dall’archivio della Famiglia Marefoschi di Palazzo Rosso del 1907 e 1919.

Il Premiato Saponificio di Pacifico Casciotti di Potenza Picena vendeva, inoltre, al pubblico anche altri prodotti per l’agricoltura come il solfato di rame puro inglese, lo zolfo doppio raffinato di Romagna semplice e miscelato al solfato di rame.

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Presentazione a cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Aldo Cingolani è nato a Potenza Picena, al Porto, il giorno 6 settembre 1923, da Luigi e da Maria Mancinelli.

Pontoise, in Francia, dove era emigrato (25/09/1960)

Ha studiato presso la scuola elementare locale e all’età di 16 anni, nel 1939, è andato a lavorare presso le officine Cecchetti di Civitanova Marche come operaio. Si è subito impegnato sindacalmente all’interno di questa grande realtà produttiva civitanovese ed ha fatto parte della commissione interna sindacale. Nel 1949 viene denunciato, insieme a tanti altri operai della Cecchetti e subisce un processo, difeso dagli avvocati Virginio Bonioni ed Umberto Terracini.

Nel 1953 viene di nuovo licenziato dalla Cecchetti e dopo tale evento frequenta la scuola centrale della CGIL di Ariccia ed al suo ritorno è nominato Segretario della Camera del lavoro di Civitanova Marche.

Diventa in questo modo una delle figure più prestigiose della CGIL di Macerata ed è un dirigente di primo piano del PCI.

Si sposa a Porto Potenza Picena con la signora Elza Scataglini, impiegata, e dal loro matrimonio sono nate Lorenza e Flavia.

Aldo Cingolani con la moglie Elza al mare anni (’50)

Nel 1959 per poter migliorare le condizioni economiche della sua famiglia emigra in Francia per lavoro come falegname ed anche nella periferia di Parigi organizza i lavoratori italiani che in tanti si trovano a lavorare nella capitale francese. Si iscrive al sindacato francese della CGT. Nel 1966 ritorna in Italia e va a lavorare presso la Stylint di Porto Potenza Picena, fabbrica di confezioni femminili di proprietà di Adriano Offidani e di Giuseppe Fiorani. Questa industria lavorava conto terzi in particolare per la IMEC, che produceva sottovesti.

Nel 1975, il giorno 10 novembre, contribuisce a fondare la Cooperativa “Il lavoro” a Porto Potenza Picena, costituita dagli ex dipendenti della Stylint. Aldo Cingolani sarà il primo Presidente del Consiglio di amministrazione, insieme a lui hanno fondato questa cooperativa Moriconi Maria Gabriella, Gironelli Giancarlo, Carbonetti Giuseppa, Torregiani Bruna, Zallocco Paola, Paoletti Maria Rosa, Evangelisti Natalina, Senigagliesi Rosina, Senigagliesi Gianna, Melatini Fernanda, Micucci Giuseppa, Paoletti Renato, Pianaroli Angela, Giorgini Mirella, Faraoni Alfredo e Massaccesi Lina. All’interno di questa cooperativa Aldo Cingolani svolgeva la mansione di tagliatore di tessuti.

È stato anche dirigente politico del PCI di Porto Potenza Picena, ricoprendo l’incarico di Segretario della locale Sezione.

Dal 1970 fino al 1980 è stato consigliere comunale per il PCI nel Comune di Potenza Picena. La figlia Lorenza Cingolani ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale dal 1995 fino al 1999 per i Democratici e Progressisti. Oggi la nipote di Aldo Cingolani, Valentina Campugiani, figlia di Lorenza Cingolani e di Leonardo Campugiani, ricopre anche lei il ruolo di consigliere comunale per il Partito Democratico. È stata eletta consigliere sia nel 2014 che nel 2019.

Luigi Cingolani padre di Aldo. ASCPP

Aldo è morto il giorno 3/11/1993.

Sul libro della CGIL Marche “Dizionario biografico del movimento sindacale nelle Marche” (1900-1970), a cura di Roberto Giulianelli e Massimo Papini, presentazione di Gianni Venturi, Casa Editrice Ediesse srl, Roma, 2006, Stelvio Antonini, già consigliere regionale delle Marche, Segretario del PCI di Macerata e dirigente sindacale della CGIL di Macerata, ha tracciato una completa biografia di Aldo Cingolani, che noi pubblichiamo integralmente.

Testo biografico di Stelvio Antonini

Nasce a Potenza Picena (MC) il 6 settembre 1923. Inizia a lavorare alla Cecchetti di Porto Civitanova poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto la Cecchetti è al servizio dello Stato per la riparazione e costruzione di materiale bellico.

Con decreto ministeriale l’azienda viene militarizzata, i dipendenti sono considerati soldati a tutti gli effetti ed evitano così la partenza per il fronte. Si costruiscono diversi tipi di bombe e spolette, grandi serbatoi per il trasporto di carburante e carrelli per il trasporto delle munizioni dell’esercito italiano. Per soddisfare la continua e alta richiesta dello Stato, l’azienda assume sempre più personale fino a contare circa 2500 dipendenti, di cui un migliaio donne. Un così alto numero di donne in una fabbrica rappresenta una novità di rilievo nel panorama industriale dell’epoca. In questo periodo Cingolani è arruolato nella Marina militare.

Aldo nella sua amata bottega da falegname sotto casa (anni ’80)

Con la conclusione della guerra la Cecchetti riprende l’attività diversificando an­cora la produzione e inizia a costruire e riparare materiale ferroviario per lo stato e a realizzare macchine agricole. Cingolani, dopo qualche mese trascorso al cantiere navale di Ancona, rientra alla Cecchetti dove si apre una stagione di lotte operaie contro i licenziamenti minacciati dalla proprietà e per ottenere migliori contratti di lavoro. È in questa fase che Cingolani matura la sua “coscienza di classe” e il proprio ruolo di guida del movimento sindacale locale. I lavoratori e le lavoratrici lo scelgono pre­sto come loro rappresentante. Appena venticinquenne, viene eletto nella prima commissione interna del dopoguerra in rappresentanza della CGIL e nello stesso periodo assume la carica di segretario della sezione del PCI di Porto Potenza Pice­na, dove risiede.

Si apre allora un periodo difficile, di licenziamenti, soprattutto a danno degli operai più politicizzati e sindacalizzati. E la “caccia al comunista”, che parte dalla FIAT, guidata da Vittorio Valletta, e arriva nelle più piccole realtà d’Italia. Anche alla Cecchetti e alla Ceramica di Porto Potenza le direzioni aziendali agiscono in tal senso. Cingolani è tra quelli che figurano nel “libro nero” della fabbrica in cui lavora, così come accade a Luigi Manzi nell’azienda di Porto Potenza. Con qualche anno di di­stanza, entrambi verranno infine licenziati. In una comunicazione del prefetto di Macerata al ministero degli Interni del 17 giugno 1948 si legge: “Cingolani risulta denunciato insieme a Luigi Manzi per minacce gravi contro l’ing. Giovanni Serra, in data 30 gennaio 1948”. E nel gennaio 1953 ancora il prefetto informa del licen­ziamento di “Cingolani, presidente commissione interna Cecchetti, per infrazione art. 13 accordo interconfederale relativo a costituzione e funzionamento commis­sioni interne e per aver insultato Petrolati”.

Aldo Cingolani durante la guerra

Nel novembre 1949, dopo l’annuncio di centinaia di licenziamenti dato dalla proprietà della Cecchetti, i sindacati proclamano lo stato di agitazione e organizza­no manifestazioni e scioperi. In risposta, la direzione aziendale decide la serrata e chiude i cancelli della fabbrica. La risposta delle maestranze è immediata e costrin­ge l’azienda ad accogliere le proposte sindacali e riprendere il lavoro nella stessa giornata. Si riaprono i cancelli, ma poco dopo, per rappresaglia, vengono denun­ciati e incriminati per vari reati undici dirigenti sindacali e politici: Leandro Mancinelli, segretario della locale CDL; Mariano Borraccetti, presidente della c.i.; Nino Cavatassi, segretario del PCI di Civitanova Marche; Cingolani, membro della c.i. e segreta­rio del PCI di Porto Potenza Picena; gli operai Francesco Luciani, Leandro Tem­perini, Attilio Bigoni, Federico Fornari, Gustavo Rogani, Natale Mori e Arturo Rossi. Il processo si celebra un anno dopo, nel novembre 1950. La difesa è sostenuta dal Comitato democratico nazionale di solidarietà, che si è formato a soste­gno delle centinaia di lavoratrici e lavoratori che in quei mesi, per rappresaglia, vengono rinviati a giudizio in molte zone d’Italia. La difesa è guidata dal macerate­se Virginio Borioni e da Umberto Terracini. Cingolani, nel frattempo, è stato eletto presi­dente della c.i.

Aldo ospite a casa degli amici Lina e Delio Giampaoli quando vivevano in Francia.

Nel giugno 1953, pur alla guida della commissione interna, Cingolani viene di nuovo li­cenziato assieme a Giuseppe Maroni, della FIOM provinciale. Insieme a loro, altri quattro ricevono la lettera di sospensione dal lavoro: Aldo Battistelli, Alfredo Cal­za, Pietro Emili e Francesco Vallesi. I sindacati proclamano subito due ore di scio­pero generale. Saracinesche abbassate anche nei negozi e grande manifestazione al cinema Rossini. Qui si decide l’immediata partenza per Roma di una delegazione di lavoratori per incontrare i parlamentari delle Marche e il ministro del Lavoro. È l’ultima lotta che Cingolani guida alla Cecchetti, dopodiché inizia una diversa fase della sua vita. Prende infatti a frequentare la scuola centrale della CGIL ad Ariccia e, al suo ritorno, è nominato segretario della CDL di Civitanova Marche. Si impegna nelle vertenze dei mezzadri, che chiedono il 58% nei riparti delle produzioni agricole, e dei braccianti, che si battono per ottenere contratti più dignitosi. Diventa così una delle figure sindacali più prestigiose della CGIL maceratese e al tempo stesso un di­rigente di primo piano del PCI.

Dopo circa sei anni, però, deve interrompere la sua attività nel sindacato per emigrare in Francia alla ricerca di lavoro e di un salario più adeguato per il sosten­tamento della sua famiglia. Neanche all’estero si ferma. Prende immediatamente contatto con l’immigrazione italiana a Parigi e nei comuni che circondano la capi­tale francese. Organizza le prime riunioni dei lavoratori italiani in semiclandestini­tà. Aderisce alla CGT e organizza gli immigrati, che in breve tempo cominciano a battersi per i loro interessi. Stabilisce rapporti anche con il PCF e incontra il suo se­gretario generale, Georges Marchais, che lo saluta regalandogli un suo libro appena uscito, con una dedica personalizzata.

Operaie della Cooperativa “Il Lavoro”di Porto Potenza Picena intente alla confezione dei capi.

Nel 1966, dopo sette anni, rientra in Italia. Riprende immediatamente il ruolo di dirigente della sinistra. Nella sua città, Potenza Picena, sta per chiudere una fabbri­ca di confezioni con una cinquantina di operai, soprattutto donne. Cingolani lancia l’idea di costituire una cooperativa dei dipendenti per acquisire l’azienda e continuare la produzione. Nasce così “Il Lavoro”, una delle prime cooperative di produzione nel Maceratese e nelle Marche. Ancora oggi, dopo trentanni, la cooperativa realiz­za confezioni mantenendo lo stesso numero circa di dipendenti. Nel 1970 Cingolani viene eletto al Consiglio Comunale di Potenza Picena. Qui muore il 3 novembre 1993.

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Il Calvario inizi Sec. XVII autore ignoto. Foto Sergio Ceccotti.

Il giorno domenica 9 ottobre 2016 è stata inaugurata la nuova Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento dal sindaco Francesco Acquaroli. È stato un grande evento per la nostra città ed il sindaco Acquaroli aveva ricordato questo avvenimento lasciando sul registro delle presenze la seguente dichiarazione: “Riapre un luogo straordinario della storia e della identità potentina. Riparte un luogo che dovrà restituire forza a tutta la nostra comunità.” La precedente Pinacoteca era stata inaugurata dal sindaco Ins. Maria Magi e dall’assessore alla cultura Mauro Belardinelli il giorno 27 settembre 1980, cioè 40 anni fa.

Inoltre nell’appello rivolto a tutti i cittadini di Potenza Picena per informarli della prossima riapertura della Pinacoteca Comunale il sindaco Francesco Acquaroli diceva: “È con immenso piacere e con orgoglio che vi invito domenica 9 ottobre 2016 alle ore 19,00, alla riapertura, dopo tanti anni di abbandono e chiusura al pubblico, della Pinacoteca Comunale. Mettere a disposizione della cittadinanza una ristrutturata e rinnovata Pinacoteca è stato, sin dall’inizio, del nostro mandato amministrativo, un obiettivo da realizzare. Abbiamo valorizzato la ricchezza che già avevamo, ottimizzando al massimo le risorse pubbliche e questo è avvenuto grazie anche alla forte convinzione di dover dare maggiore valore sia al patrimonio storico e architettonico che al patrimonio artistico e culturale della nostra città”. Il recupero della nuova Pinacoteca Comunale è costato all’Amministrazione guidata dal sindaco Francesco Acquaroli 180.000 euro. “La riapertura della Pinacoteca esigeva un evento importante pertanto è stata allestita, nei nuovi locali di Via Trento, una mostra d’arte di pregevole levatura: “Musica da vedere nella pittura del Novecento”, a cura di Mauro Mazziero. La vostra partecipazione sarà particolarmente gradita”. Era anche esposta in questa occasione la grande tela delle Clarisse di Potenza Picena “La Crocefissione” del sec. XVIII, di autore ignoto.

Dopo questa prima iniziativa la struttura è stata utilizzata per l’esposizione permanente di opere d’arte donate alla nostra città dalle Clarisse di Potenza Picena, con la mostra “Clarisse Arte”, dal giorno 02/06/2017 fino al 04/06/2017.

L’Assunta tra i Santi Tommaso Apostolo e Chiara d’Assisi. Foto di Sergio Ceccotti.

L’ultima iniziativa che si è svolta all’interno della Pinacoteca si è tenuta nel 2019, il giorno 13 aprile 2019, quando è stata esposta l’opera di Silvestro Pistolesi “I volti della nostra storia”, compresi i bozzetti dell’opera, dedicata ai personaggi famosi di Monte Santo. All’inaugurazione era presente anche l’artista e l’iniziativa è proseguita fino al 28/04/2019.

L’opera in oggetto di Pistolesi, non di proprietà comunale, è rimasta esposta all’interno della Pinacoteca Comunale fino al giorno 27/01/2020, dopo di che è stata spostata da Mauro Mazziero e collocata all’interno della sala “Antonio Carestia” nel palazzo municipale.

Nell’arco dell’anno 2019, il giorno 11 luglio ed il giorno 8 novembre, sono state collocate all’interno delle 5 teche di vetro, nel corridoio della Pinacoteca Comunale, le 10 statue lignee portareliquari degli Apostoli del sec. XVII restaurate dalla dott.ssa Letizia Bruscoli di Pesaro, nell’ambito del primo progetto Art Bonus del Comune di Potenza Picena, finanziato da 6 mecenati locali: il dott. Roberto Domenichini, il dott. Franco Senigagliesi, Enzo Romagnoli, Samuele Grappini, la ditta Elettromedia srl ed il panificio Eredi Borroni.

In data 18 maggio 2020 sono stati collocati all’interno della struttura la statua lignea di fine sec. XVI della Madonna con Bambino ed Angeli di autore ignoto e n.3 inginocchiatoi dei sec. XVIII e XIX, restaurati con fondi comunali dal restauratore di Potenza Picena Paolo Pallotto.

Il giorno 22 luglio 2020 sono stati collocati al suo interno i tre antifonali del sec. XVI e XVII restaurati dal sig. Gabriele Dondi della “Legatoria Artistica e Restauro del libro” di Urbino, sempre nell’ambito del progetto Art Bonus, interventi finanziati grazie ai mecenati il dott. Roberto Domenichini e la Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena.

Oggi la Pinacoteca Comunale è sempre chiusa al pubblico, non viene inserita nell’ambito delle visite guidate organizzate dal nostro comune.

Qual è il motivo per non far visitare questo luogo che contiene un grandissimo patrimonio artistico e storico della nostra comunità?

Santa Apollonia
Santa Apollonia

Perché lasciamo in questi locali le opere che sono state restaurate e non vengono fatte apprezzare sia ai nostri turisti che ai nostri concittadini di Potenza Picena?

Il giorno 15 gennaio 2020, a firma di Ennio Ercoli di Civitanova Marche, è uscito un articolo sulla nostra Pinacoteca Comunale, pubblicato sulla pagina cultura e spettacolo del Resto del Carlino di Macerata.

Anche il mensile “Millepaesi” di Civitanova Marche, diretto da Ennio Ercoli, nello stesso periodo ha dedicato un ampio spazio alla nostra pinacoteca, definendola “magnifica”.

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San Bartolomeo Apostolo – staute lignee apostoli. Foto tratte dalla relazione di Letizia Bruscoli.

Il giorno 22 luglio 2020 il restauratore Gabriele Dondi della “Legatoria Artistica e Restauro del libro” di Urbino ci ha riconsegnato restaurati i tre antifonali dei secc. XVI e XVII.

I mecenati che hanno finanziato questo intervento sono stati il dott. Roberto Domenichini e la Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena: il Dott. Roberto Domenichini, nostro concittadino, è attualmente il Direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, la Fondazione “Anton Mario Filippetti” di Potenza Picena amministra i beni lasciati alla nostra comunità dal Prof. Filippetti ed attualmente è gestita da un consiglio di amministrazione presieduto da Mario Carlocchia.

Il giorno 8 novembre 2019 la restauratrice di Pesaro, dott.ssa Letizia Bruscoli, ci ha riconsegnato restaurate sei statue lignee portareliquiari del sec. XVII: San Giovanni Evangelista finanziata da Samuele Grappini, San Paolo e San Simone Cananeo finanziate da Enzo Romagnoli, San Bartolomeo e San Giuda Taddeo finanziate dalla ditta Elettromedia srl di Potenza Picena e San Matteo, finanziata dal Panificio Eredi Borroni.

Samuele Grappini, imprenditore edile, Presidente dell’Associazione dei commercianti ed artigiani di Potenza Picena “I Piceni” è il proprietario, insieme a Paolo Pallotto, del Palazzo di Via Tripoli appartenuto alla famiglia di Carlo Cenerelli Campana, l’autore della storia di Monte Santo del 1852.

Enzo Romagnoli, fotografo, è stato il primo Presidente del locale Fotoclub ed ha donato al nostro comune una straordinaria collezione di macchine fotografiche Kodak esposte all’interno della Fototeca Comunale “Bruno Grandinetti”, nella ex chiesa di Santa Caterina d’Alessandria.

La ditta Elettromedia srl di Potenza Picena ha la propria sede lungo la Strada Regina ed i titolari sono Pietro Pantaleoni, Emidio Vagnoni, Maria Riccobelli e Maurizio Riccobelli ed è leader mondiale dei sistemi audio in auto.

Il Panificio degli Eredi Borroni di Potenza Picena oggi è gestito dai fratelli Matteo, Eva ed Andrea Borroni, eredi di Olderico, che aveva avviato l’attività nel lontano 1919 (il giorno 8 settembre 2019 i fratelli Borroni hanno festeggiato i 100 anni di attività).

Il giorno 11 luglio 2019 la dott.ssa Letizia Bruscoli ci ha riconsegnato restaurate le prime quattro statue lignee portareliquiari degli Apostoli del sec. XVII: Il dott. Roberto Domenichini aveva finanziato il restauro di San Giacomo Maggiore, San Giacomo Minore e Sant’Andrea, mentre il dott. Franco Senigagliesi, consigliere comunale dal 2014 al 2019, quella di San Filippo.

Nel giro di un solo anno, dal luglio 2019 fino al luglio 2020 sono stati portati a termine interventi di restauro nel campo dell’Art Bonus per un valore complessivo di €13.296,95, di cui €7.500,00 per le 10 statue lignee degli Apostoli del sec. XVII ed €5.796,95 per i 3 antifonali dei secc. XVI e XVII.

Uno straordinario risultato.

La nostra comunità ringrazia di cuore tutti i mecenati locali che hanno creduto in questi progetti Art Bonus del Comune di Potenza Picena: il dott. Roberto Domenichini, il dott. Franco Senigagliesi, Samuele Grappini, Enzo Romagnoli, la ditta Elettromedia srl, il Panificio Eredi Borroni e la Fondazione “Anton Mario Filippetti”, con il suo Presidente Mario Carlocchia.

I due progetti Art Bonus sono stati seguiti con molta professionalità e passione dall’Economo Comunale Dott.ssa Simona Ciasca, responsabile del patrimonio storico ed artistico dell’Ente, anche per lei il ringraziamento della nostra comunità.

Antifonale del 1611. Foto di Sergio Ceccotti.

Le 10 statue lignee, insieme ai 3 antifonali sono esposti all’interno dei locali della Pinacoteca Comunale “Benedetto Biancolini” di Via Trento a Potenza Picena.

I sette mecenati hanno potuto usufruire dei benefici fiscali della legge Art Bonus, che prevede un credito d’imposta del 65%, diluito in tre anni.

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A cura di Simona Ciasca e Paolo Onofri.

Antifonale del 1611. Foto di Sergio Ceccotti.

Il giorno 27 settembre 1980, cioè 40 anni fa, viene inaugurata a Potenza Picena la Biblioteca Comunale, insieme alla Pinacoteca Civica.

Il locale designato ad ospitare la nuova Biblioteca Comunale è quello dell’ex convento dei francescani conventuali di San Francesco in Via Trento, al primo piano. Al secondo piano viene, invece, collocata la Pinacoteca Comunale.

Il Sindaco che ha portato a termine questo progetto è Maria Magi, mentre l’assessore alla cultura dell’epoca è Mauro Belardinelli.

La dotazione iniziale della nuova Biblioteca Comunale è formata dai volumi ricevuti dalle scuole elementari di Potenza Picena, Porto Potenza Picena e San Girio relativi ai centri di lettura. La nuova Biblioteca, inoltre, acquisisce tutti i volumi del fondo antico e vengono previsti, per l’occasione, nuovi acquisti, come l’Enciclopedia Treccani, il Dizionario Enciclopedico di Scienze e Tecnica, l’Enciclopedia “I protagonisti e le scienze biologiche”.

Tra i volumi del fondo antico troviamo anche i 4 antifonali dei secc. XVI e XVII, tre dei quali restaurati da Gabriele Dondi della “Legatoria Artistica e Restauro del Libro” di Urbino e restituiti il giorno mercoledì 22 luglio 2020, più altri 1517 libri, costituiti da 140 cinquecentine ed un esemplare di “incunabolo” (volume del quattrocento).

Antifonale del 1544. Foto di Sergio Ceccotti.

La maggior parte di questi antichi volumi provengono dalle biblioteche degli ordini religiosi di Potenza Picena, quelle degli Agostiniani, dei Cappuccini, dei Minori Conventuali Francescani e dei Minori di Sant’Antonio da Padova, prelevati forzatamente nel 1870.

Vengono eseguiti lavori sull’impianto di riscaldamento, sull’impianto antifurto ed acquistate scaffalature per poter contenere i libri. La Banca Popolare di Potenza Picena, presieduta all’epoca dall’imprenditore Alberto Rosciani, ha erogato un contributo economico di Lire 25.000.000, utilizzato per la sistemazione dei locali e per l’acquisto di arredi.

All’inaugurazione della Biblioteca e Pinacoteca intervengono molte autorità politiche ed amministrative locali e regionali.

Prima di arrivare all’inaugurazione della Biblioteca Comunale, il Consiglio Comunale del 27/11/1975, con delibera n. 141 approva un regolamento della Biblioteca, dove si stabilisce che per il suo funzionamento è preposta una commissione, composta da:

  • – Il Sindaco di Potenza Picena o assessore alla Pubblica Istruzione,
  • – Un rappresentante designato dalla Soprintendenza Bibliografica delle Marche,
  • – Due consiglieri comunali, di cui uno di minoranza,
  • – Due cittadini esperti ed uno studente scelti dal Consiglio Comunale,
  • – Un cittadino da scegliere su designazione di una terna di nomi da parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori,
  • – Un nominativo da scegliere su designazione di una terna di nominativi degli organi collegiali della scuola operanti nel territorio comunale.

Il Consiglio Comunale di Potenza Picena, nella seduta del giorno 13 settembre 1977, nomina i seguenti componenti:

  • – Presidente, il Sindaco Maria Magi,
  • – Vice-Presidente, il rappresentante della Regione Marche (Soprintendenza Bibliografica delle Marche), il maestro Sandro Catucci,
  • – Mauro Belardinelli, rappresentante della maggioranza,
  • – Paolo Onofri, rappresentante della minoranza,
  • – Manlio Natalini e Roberto Domenichini, cittadini esperti,
  • – Patrizio Micucci, studente,
  • – Giancarlo Farinelli, rappresentante delle organizzazioni sindacali,
  • – Luciano Isidori, rappresentante degli organi collegiali della scuola.

Questa commissione si è occupata sia dei lavori da eseguirsi all’interno dei locali della Biblioteca Comunale, che dell’acquisto delle Enciclopedie.


Antifonale del 1614. Foto di Sergio Ceccotti.

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